Il Tirreno

Sfiorata la rissa davanti al cantiere

Cinzia Carpita
Alcuni momenti della manifestazione dei lavoratori dei Nuovi Cantieri Apuania attuata ieri mattina a sostegno della vertenza per la difesa del lavoro
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Alcuni momenti della manifestazione dei lavoratori dei Nuovi Cantieri Apuania attuata ieri mattina a sostegno della vertenza per la difesa del lavoro

Si è sfiorata la rissa ieri mattina davanti al cantiere navale, a pochi minuti dallo scadere dello sciopero attuato dalle 7,30 alle 10. In strada è salita la tensione quando il passeggio degli scioperanti, sulle strisce pedonali, ha innervosito alcuni automobilisti, che si sono scontrati verbalmente con sindacalisti e operai

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CARRARA. Si è sfiorata la rissa ieri mattina davanti al cantiere navale, a pochi minuti dallo scadere dello sciopero attuato dalle 7,30 alle 10. In strada è salita la tensione quando il passeggio degli scioperanti, sulle strisce pedonali, ha innervosito alcuni automobilisti, che si sono scontrati verbalmente con sindacalisti e operai. L'intervento della polizia ha evitato degenerazioni.
La vertenza è caldissima: lavoratori e sindacati chiedono con forza un incontro con Invitalia per conoscere le sorti del cantiere. Già di prima mattina la mobilitazione ha avuto effetto: i dirigenti, con l'amministratore delegato Luigi Mor in testa, non sono potuti entrare in stabilimento perché gli operai si erano piazzati con tanto di bidoni usati come tamburi, bandiere e uno striscione, all'ingresso principale di Nca. Gli uffici amministrativi sono rimasti deserti, i dirigenti si sono allontanati in attesa che finisse lo sciopero. E gli operai hanno dato luogo al sit-in davanti al cancello. Controllati discretamente dalla polizia.
L'assemblea fatta in precedenza aveva dato mandato alla rappresentanza sindacale unitaria di aprire una nuova ondata di lotta, che potrebbe inasprirsi in questi giorni se Invitalia (costola dello Stato che possiede l'intero pacchetto societario di Nca) non convocherà i sindacati a Roma.
«Ormai pensiamo che il governo e la proprietà puntino a far arrivare questo cantiere all'ultimazione dell'ottavo traghetto Grimaldi, per poi metterci di fronte a qualche fatto compiuto. Non vogliamo che accada, perciò facciamo le nostre pressioni». Ma ieri la protesta, per decisione della rsa, non ha coinvolto le ditte satelliti, che infatti stavano lavorando in cantiere. Qualche lavoratore non ha convidiso, ed è quasi certo che con la prospettiva di nuovi scioperi a singhizzo, anche gli operai esterni verranno coinvolti.
«E' vero - dice un rappresentante rsu - che la Regione ha fatto passi avanti, non ce l'abbiamo nè con Martini né col sindaco Zubbani, perché le responsabilità a questo punto sono solo del governo. Però.... ci sembra scarseggiare la spinta politica per ottenere un incontro a Roma».
Davanti al cantiere c'erano, a protestare, gli operai del primo turno (quello dalle 7,30 alle 13), non tanti e il momento di maggiore visibilità è stato quando sono esplosi battibecchi con gli automobilisti costretti a una lunga fila quando i lavoratori hanno cominciato ad attraversare su e giù sulle strisce pedonali. Clacsom, qualche alzata di voce. E l'intervento dei poliziotti quando la situazione sembrava sul punto di degenerare. «Il governo - dice Alessio Castelli della Fiom - abbia il coraggio di dire che vuole affossare il cantiere. Invitalia ci dia risposte. Qui stiamo rispondendo al loro silenzio, per difendere il diritto al lavoro».

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