Il Tirreno

«Sbagliato far custodire a casa le pistole»

Alessandro Amorese (Pdl)
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Alessandro Amorese (Pdl)

«La mancanza dell'armeria con un piantone e la conseguente conservazione dell'arma presso l'abitazione dell'agente, che se ne assume la responsabilità, è tra i principali motivi per cui abbiamo votato contro al Regolamento sull'armamento per gli agenti di polizia municipale»

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MASSA. «La mancanza dell'armeria con un piantone e la conseguente conservazione dell'arma presso l'abitazione dell'agente, che se ne assume la responsabilità, è tra i principali motivi per cui abbiamo votato contro al Regolamento sull'armamento per gli agenti di polizia municipale».
Il consigliere comunale del Pdl, Alessandro Amorese attacca il documento approvato sul tema dalla maggioranza: «Giudichiamo il Regolamento da una parte arrendevole e dall'altra sbagliato e contraddittorio. Alcuni agenti non prenderanno l'arma proprio perché costretti a portarle a casa. E poi il sindaco Roberto Pucci nell'intervento di apertura ha voluto mettere le mani avanti sostenendo che questo Regolamento non aveva e ha nulla a che fare con la sicurezza, poiché l'armamento era stato richiesto dai vigili stessi per la propria sicurezza ed incolumità in alcuni turni o servizi a rischio. Un discorso che - sottolinea Amorese - doveva servire per tranquillizzare e convincere quella parte della maggioranza un po' allergica a certi argomenti. Peccato che, forse dopo il voto contrario di Rifondazione, nella sua replica, il sindaco si sia lasciato andare ad un vero e proprio comizio tutto incentrato sul tema della sicurezza».
Sulla questione interviene anche Stefano Benedetti capogruppo della Destra: «Ho votato contro al regolamento - specifica in un suo documento sull'argomento - non perché sono contrario all'armamento della polizia municipale, ma perché lo ritengo troppo limitativo e vincolante rispetto alle necessità dei vigili ed anche della popolazione. Credo che il vigile urbano in quanto agente di pubblica sicurezza, possa e debba portare sempre con sé l'arma che gli viene affidata. Ho presentato 13 emendamenti - sottolinea ancora il consigliere della Destra Stefano Benedetti - che sono stati tutti respinti, coi quali chiedevo per esempio che l'armamento avvenisse in modo automatico volontario, o che non venisse vietato il porto visibile del bastone distanziatore durante le manifestazioni politiche e sindacali».

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