Il Tirreno

No a competizioni fra accademia e botteghe

Mirco Felici rappresentante della Conf Artigianato per il settore marmo
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Mirco Felici rappresentante della Conf Artigianato per il settore marmo

Mirco Felici responsabile di Confartigianato marmo, interviene con alcune considerazioni dopo le osservazioni fatte dall'associazione sulla realizzazione del busto per Papa Benedetto XVI, dalla Accademia

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CARRARA. Mirco Felici responsabile di Confartigianato marmo, interviene con alcune considerazioni dopo le osservazioni fatte dall'associazione sulla realizzazione del busto per Papa Benedetto XVI, dalla Accademia.
«L'iniziativa di donare un busto in marmo di Carrara è meritevole. Ciò su cui si vuole porre l'accento, però, sono le perplessità che sorgono quando un Istituto di pubblica istruzione, quale è l'Accademia delle belle arti, si "colloca sul mercato" con una operazione in competizione e concorrenziale con le storiche botteghe d'arte cittadine. Altro sarebbe se il busto in questione venisse realizzato in forma gratuita, cosa che invece risulta non essere».
«Un secondo aspetto è l'enfasi che è stata data al fatto che l'opera sarà realizzata con un robot di proprietà dell'Accademia. Anche qui, nulla da eccepire sul fatto che l'Istituto si sia dotato di un macchinario automatizzato, e che gli studenti possano avere la possibilità di confrontarsi con le nuove tecnologie che si inseriscono nel panorama tecnologico del lapideo, ma bisognerebbe specificare meglio che il robot non svolge per intero l'opera, sostituendosi in toto al lavoro degli scultori, e che comunque la "mission" dell'Accademia stessa deve continuare ad essere quella di favorire la formazione dei giovani che la frequentano riguardo le tecniche di lavorazione classiche che hanno contribuito a rendere Carrara e Pietrasanta centri mondiali della scultura. Tutto ciò che verrà in aiuto dalla tecnologia sarà il benvenuto, ma non dimentichiamoci che mentre un robot può funzionare ovunque nel mondo, il nostro Distretto apuo versiliese ha una tipicità per abilità delle maestranze e strutture che non hanno pari altrove, e questo dovrebbe essere il messaggio da dare all'esterno, come valore aggiunto unico e insostituibile».
Felici ritiene che «la tutela e la promozione del nostro artigianato dovrebbe insomma passare da qui, con iniziative qualificate, anche da parte dell'amministrazione pubblica, che non si riducano a consegne di souvenir dal consigliere di turno, ma promozione vera e sostegno della nostra cultura, storia, artigianato e industria, oltre che dei nostri materiali. L'Accademia tra l'altro è uno di questi patrimoni da tutelare e promuovere, in sinergia con le altre realtà scolastiche e con i laboratori artistici che ancora, in tempo di crisi, resistono alle difficoltà del settore».
Mirco Felici fa anche una critica al settore locale: «I nostri cugini pietrasantini in questi anni, bisogna ammettere che forse si sono mossi meglio, in un mix di pubblico e privato, e qualche risultato lo hanno ottenuto. Noi abbiamo costituito il Consorzio "Marmo Artistico Carrara" tra imprese artigiane che parla, è vero, con il Comune, ma credo che tanto di più possa e debba essere fatto. Carrara non ha assolutamente nulla da invidiare a Pietrasanta, anzi. Basta crederci e rimboccarsi le maniche, prima che sia troppo tardi».

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