Il dolore
Marina. Nel mirino il depuratore della Querce. Nasce un comitato: Asl e Arpat intervengano
«Ormai il Frigido è una fogna»
Chiara Sillicani
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Proteste bipartisan per le le pessime condizioni del fiume FrigidoÈ nell'occhio del ciclone il depuratore delle Querce, alle Puliche. Da anni i cittadini aspettano la conclusione dei lavori nel nuovo impianto, nell'area ex Cersam, e ora non ce la fanno più.
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MASSA. È nell'occhio del ciclone il depuratore delle Querce, alle Puliche. Da anni i cittadini aspettano la conclusione dei lavori nel nuovo impianto, nell'area ex Cersam, e ora non ce la fanno più. E le lamentele promettono di trasformarsi in richieste di intervento alle autorità sanitarie. Da giorni a Marina circolano volantini per la creazione di un comitato "pro Frigido". Uno dei promotori, Vincenzo Minici, del Pdl, assicura che le adesioni sono già molte. E le lamentele non arrivano solo da destra. Giuseppe Ianni, conosciuto per la sua attività politica a sinistra, per anni presidente della circoscrizione centro città, alle Puliche ha un orto. E assicura che lì non si può respirare per i cattivi odori. «Ho un'idea - e provocatoriamente lancia una proposta - affiggiamo nuovi cartelli lungo il fiume con la scritta "fogna Frigido". Perchè di questo si tratta, di una cloaca a cielo aperto».
L'ex presidente di quartiere racconta di aver fatto una passeggiata sul greto del fiume in cerca di canne e di essere rimasto sconvolto per la quantità di liquami e melma depositata nelle insenature, tra i sassi, nelle pozze che si formano nei periodi di secca. «È semplice capire di che cosa si tratta, basta sentire gli odori. E il peggio verrà con la pioggia - continua. Quando arriverà la fiumana, allora sì che sorgeranno i problemi perchè tutti quei liquami finiranno in mare. Altro che colibatteri!». In effetti, se è vero che la pioggia faciliterebbe la diluizione del materiale e quindi la puzza si farebbe meno forte, aumenterebbe il rischio di veder finire in acqua quel materiale. Purtroppo nel tratto di costa in prossimità del Frigido il divieto di balneazione già c'è e certo non è un buon biglietto da visita da presentare ai turisti. Ianni non ha dubbi che ci siano sversamenti di liquami: «Non so dove siano, ma gli enti competenti dovrebbero trovarli e porre rimedio al problema. Se ci sono scarichi da cui fuoriescono liquami, devono essere chiusi. Se il depuratore non ce la fa, si usino le autobotti, ma salviamo il fiume. Dove sono finiti gli ambientalisti e l'assessorato all'ambiente?». Gaia spa nei giorni scorsi ha assicurato che non ci sono danni all'impianto, certo - ha ammesso - il depuratore delle Querce è sottodimensionato, ma nessuna rottura, né sversamenti.
L'assessore comunale all'ambiente, Andrea Ofretti, spiega: «Il problema mi è stato segnalato da alcuni cittadini e ho fatto presente a chi di dovere. Da parte mia ho fatto tutto ciò che mi compete». E i cittadini si organizzano: Vincenzo Minici assicura che il comitato conta già 300 adesioni. «Gli odori - spiega - mettono in crisi l'economia turistica e potrebbero essere dannosi per la salute. Chiediamo all'Asl e all'Arpat di rendere pubblici, se esistono, dati sulle condizioni del fiume. L'amministrazione e Gaia parlino chiaro e facciano sapere quando il depuratore delle Querce cesserà la sua attività».
L'ex presidente di quartiere racconta di aver fatto una passeggiata sul greto del fiume in cerca di canne e di essere rimasto sconvolto per la quantità di liquami e melma depositata nelle insenature, tra i sassi, nelle pozze che si formano nei periodi di secca. «È semplice capire di che cosa si tratta, basta sentire gli odori. E il peggio verrà con la pioggia - continua. Quando arriverà la fiumana, allora sì che sorgeranno i problemi perchè tutti quei liquami finiranno in mare. Altro che colibatteri!». In effetti, se è vero che la pioggia faciliterebbe la diluizione del materiale e quindi la puzza si farebbe meno forte, aumenterebbe il rischio di veder finire in acqua quel materiale. Purtroppo nel tratto di costa in prossimità del Frigido il divieto di balneazione già c'è e certo non è un buon biglietto da visita da presentare ai turisti. Ianni non ha dubbi che ci siano sversamenti di liquami: «Non so dove siano, ma gli enti competenti dovrebbero trovarli e porre rimedio al problema. Se ci sono scarichi da cui fuoriescono liquami, devono essere chiusi. Se il depuratore non ce la fa, si usino le autobotti, ma salviamo il fiume. Dove sono finiti gli ambientalisti e l'assessorato all'ambiente?». Gaia spa nei giorni scorsi ha assicurato che non ci sono danni all'impianto, certo - ha ammesso - il depuratore delle Querce è sottodimensionato, ma nessuna rottura, né sversamenti.
L'assessore comunale all'ambiente, Andrea Ofretti, spiega: «Il problema mi è stato segnalato da alcuni cittadini e ho fatto presente a chi di dovere. Da parte mia ho fatto tutto ciò che mi compete». E i cittadini si organizzano: Vincenzo Minici assicura che il comitato conta già 300 adesioni. «Gli odori - spiega - mettono in crisi l'economia turistica e potrebbero essere dannosi per la salute. Chiediamo all'Asl e all'Arpat di rendere pubblici, se esistono, dati sulle condizioni del fiume. L'amministrazione e Gaia parlino chiaro e facciano sapere quando il depuratore delle Querce cesserà la sua attività».
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