Sicurezza
«Leonardo non sa quello che è successo»la disperazione delle zie della mamma
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Una scena del disastro a ViareggioUn anno fa, di questi giorni, si spegneva per un male incurabile la compagna, sposata poco prima sul letto di morte; la scorsa sera, il fuoco assassino gli ha strappato anche le figlie della moglie, che lo chiamavano babbo e gli erano affezionate.
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VIAREGGIO. «Leonardo è sveglio, sta bene: non fa che chiedere di Lollo, il fratellino più piccolo, che dormiva nella cameretta con lui. È uno strazio, le sue domande ci stringono il cuore non sappiamo neppure noi cosa rispondergli».
È disperata e ha poca voglia di parlare la zia di Stefania, la madre dei tre fratelli Piagentini diventati un po' il simbolo della tragedia di Viareggio. Luca, di quattro anni, ha perso la vita lunedì notte. Lorenzo, due anni e mezzo, è deceduto ieri mattina all'ospedale Meyer di Firenze. La mamma, Stefania, è ancora grave a Pisa. Il padre, Marco, è stato operato in mattinata all'ospedale di Padova. Fuori dalla sala operatoria, a pregare, c'era l'anziano padre. «Non sappiamo nulla - dice la zia - noi adesso dobbiamo stare qui con Leonardo». Lui, il bambino di otto anni, il bambino del miracolo, estratto vivo con solo una ferita alla testa dalle macerie della palazzina crollata per l'esplosione della cisterna, di quello che è successo alla sua famiglia non sa ancora nulla. È ricoverato nel nel reparto di pediatria, dell'ospedale Versilia. Le zie della madre, arrivate da Firenze stanno facendosi coraggio. Intanto si è appreso che il dottor Bruno Azzena, direttore del centro grandi ustionati dell'azienda ospedaliera di Padova, ha effettuato su Marco Piagentini un intervento durato otto ore. «È stata un'operazione estremamente delicata e complessa - ha detto - ma sono ottimista in una sua ripresa».
È disperata e ha poca voglia di parlare la zia di Stefania, la madre dei tre fratelli Piagentini diventati un po' il simbolo della tragedia di Viareggio. Luca, di quattro anni, ha perso la vita lunedì notte. Lorenzo, due anni e mezzo, è deceduto ieri mattina all'ospedale Meyer di Firenze. La mamma, Stefania, è ancora grave a Pisa. Il padre, Marco, è stato operato in mattinata all'ospedale di Padova. Fuori dalla sala operatoria, a pregare, c'era l'anziano padre. «Non sappiamo nulla - dice la zia - noi adesso dobbiamo stare qui con Leonardo». Lui, il bambino di otto anni, il bambino del miracolo, estratto vivo con solo una ferita alla testa dalle macerie della palazzina crollata per l'esplosione della cisterna, di quello che è successo alla sua famiglia non sa ancora nulla. È ricoverato nel nel reparto di pediatria, dell'ospedale Versilia. Le zie della madre, arrivate da Firenze stanno facendosi coraggio. Intanto si è appreso che il dottor Bruno Azzena, direttore del centro grandi ustionati dell'azienda ospedaliera di Padova, ha effettuato su Marco Piagentini un intervento durato otto ore. «È stata un'operazione estremamente delicata e complessa - ha detto - ma sono ottimista in una sua ripresa».
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