Il Tirreno

Inferno a Viareggio.

Anche Lorenzo in paradiso

Cinzia Carpita
Il vescovo Binini in preghiera con don Raffaello nel Duomo
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Il vescovo Binini in preghiera con don Raffaello nel Duomo

«Se n'è andato anche Lorenzo»: don Raffaello, parroco del Duomo, lo dice a ogni fedele che entra in sacrestia per portargli conforto. E' il secondo nipotino che perde, aveva solo due anni e mezzo (ed era ricoverato al Meyer), dopo Luca di 4: entrambi i fratellini uccisi dal "mostro di fuoco"

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CARRARA. «Se n'è andato anche Lorenzo»: don Raffaello, parroco del Duomo, lo dice a ogni fedele che entra in sacrestia per portargli conforto. E' il secondo nipotino che perde, aveva solo due anni e mezzo (ed era ricoverato al Meyer), dopo Luca di 4: entrambi i fratellini uccisi dal "mostro di fuoco", come ormai tutti definiscono la notte infernale che ha scosso Viareggio e tutta l'Italia.
E così anche Carrara ha il suo pezzo di dolore, oltre a quello che suscita per solidarietà una tragedia accaduta "altrove", in altre case, in altri territori. Don Raffaello sembra spaccato a metà, fra la terra e il cielo: come l'abitazione del nipote Marco (figlio di suo fratello Roberto), ricoverato in condizioni gravi a Padova, mentre la moglie Stefania è stata trasportata a Pisa, anche lei gravissima. Una casa vicino ai binari, sventrata nell'apocalisse ferroviaria di Viareggio che ha risparmiato Leonardo, il figlioletto più grande (8 anni) dei coniugi Piagentini che volevano portare in salvo i loro piccoli, tutti e tre battezzati da don Piagentini.
Ieri in chiesa, una processione di parrocchiani, «Pregate per mio fratello» dice il parroco, preoccupandosi dello strazio di un padre, di un nonno. Ma poi continua a ripetere che bisogna pregare per tutti quelli che soffrono. Ieri il suo cellulare ha squillato in continuazione, tanti gli hanno manifestato la vicinanza in un momento così atroce.
«Non parlate di me - si raccomanda al Tirreno - scrivete che ringrazio tutti anche da parte di mio fratello per l'affetto della gente. Ma voglio fare un discorso spirituale, per tutti coloro che sono stati colpiti dalla tregedia di Viareggio. I fatti sono fatti. Bisogna guardare oltre - e intende al di là delle cose terrene - perché se si guarda di qua non si capisce nulla. Soltanto la fede può dare una risposta alla morte, anche a quella esecrabile che colpisce le creature in boccio. La vita è un dono prezioso ma, come ha detto lo scrittore Romano Battaglia, è un attimo fra due eternità: Dio ci ha visto da sempre, ci ha considerato da sempre, senza passato né futuro, e ci accoglierà per sempre». Parla con gli occhi chiusi, ascoltando le proprie parole come se arrivassero da qualcun altro... «Le persone che hanno fede riusciranno ad andare oltre la tregedia immensa, con la sicurezza che Dio ci dà, che la vita non è tolta ma trasformata e che la morte è solo un passaggio». Ecco il messaggio di Don Raffaello. E nonostante voglia allontanare da sè ogni attenzione, il suo cellulare continua a squillare: dal paese natio in Garfagnana, dai luoghi in cui ha esercitato il suo sacerdozio. Mentre accoglie il sincero pellegrinaggio dei carraresi: «Non resta che pregare».

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