La manifestazione
Referendum sul ripascimento
Chiara Sillicani
◗
La draga che dovrebbe operare sulla MarinaLa nuova draga è bellissima ma poco utilizzabile Il fronte dei balneari non è compatto sul suo utilizzo
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MASSA. È una storia infinita quella dei lavori di ripascimento sul litorale di Ronchi. Rinvii, posticipi, problemi burocratici e organizzativi. E adesso a dire basta sono i balneari: hanno aspettato a lungo e ora danno l'ultimatum. O i lavori partono subito, oggi stesso, oppure meglio rinunciare.
Il fronte dei balneari si è spaccato e se qualcuno non può fare a meno di qualche tonnellata di sabbia e spera nell'inizio dei lavori, ci sono colleghi che preferiscono rinunciare.
La stagione balneare è cominciata e una draga a fine giugno comporterebbe, a dir loro, non pochi problemi. Innanzitutto, un divieto tecnico di balneazione in tutto il tratto di litorale interessato dai lavori, circa un chilometro, compreso tra fosso Magliano e Poveromo. Poi il pompaggio della sabbia causerebbe torbidità alle acque. Per non parlare dell'obbligo di togliere le prime file di ombrelloni, per permettere alla draga di versare sabbia sulla battigia. Troppi disagi in piena stagione e qualche balneare si tira indietro. Tanto che l'associazione Riviera Apuana aveva proposto di realizzare i lavori solo in un piccolo tratto della costa, quello nelle immediate vicinanze del Magliano, maggiormente colpito dall'erosione.
L'amministrazione provinciale ha detto no. L'ingegnere Giuliano Arrighi, direttore dei lavori, spiega che: «Non ha senso che la draga operi solo in una zona. Riportare sabbia in uno stabilimento e lasciare quello vicino con poca spiaggia, comporterebbe solo danni».
È comprensivo l'ingegnere. Si rende conto che fare i conti con un cantiere in piena stagione non è semplice. Così, dopo una riunione in mattinata, ieri i tecnici della Provincia hanno fatto visita ai balneari. Lo scopo è capire quanti sono favorevoli all'avvio dei lavori. «Se da loro arriverà un sì - spiegava nel pomeriggio Arrighi - siamo pronti a partire». Tempo permettendo. Perchè la draga, grande e tecnologicamente all'avanguardia, ha problemi di stabilità se il mare non è completamente piatto. Si tratta di un macchinario in grado di pompare tonnellate di sabbia, noleggiato da una ditta locale alle aziende che realizzeranno i lavori.
Roberto Aliboni, presidente della Riviera Apuana ha perso l'ottimismo che lo aveva accompagnato fino ad oggi. «La draga è bellissima, ma poco utilizzabile: un problema non da poco. Il fronte dei balneari non è più compatto - precisa - mi auguro che questo ripascimento non sia una chimera e che domani (oggi n.d.r) i lavori prendano il via».
Altrimenti? Il 5 luglio, ovvero domenica prossima, scadono le ordinanze di sicurezza e per quella data il cantiere dovrebbe chiudere i battenti. Viene da chiedersi se la soluzione del ripascimento via mare rappresenti la via migliore. Senza dubbio è la più ecologica, ma molto più difficoltosa di quella tradizionale: camion di sabbia fin sulla battigia. Inquinanti, senza dubbio, ma pratici e veloci.
Il fronte dei balneari si è spaccato e se qualcuno non può fare a meno di qualche tonnellata di sabbia e spera nell'inizio dei lavori, ci sono colleghi che preferiscono rinunciare.
La stagione balneare è cominciata e una draga a fine giugno comporterebbe, a dir loro, non pochi problemi. Innanzitutto, un divieto tecnico di balneazione in tutto il tratto di litorale interessato dai lavori, circa un chilometro, compreso tra fosso Magliano e Poveromo. Poi il pompaggio della sabbia causerebbe torbidità alle acque. Per non parlare dell'obbligo di togliere le prime file di ombrelloni, per permettere alla draga di versare sabbia sulla battigia. Troppi disagi in piena stagione e qualche balneare si tira indietro. Tanto che l'associazione Riviera Apuana aveva proposto di realizzare i lavori solo in un piccolo tratto della costa, quello nelle immediate vicinanze del Magliano, maggiormente colpito dall'erosione.
L'amministrazione provinciale ha detto no. L'ingegnere Giuliano Arrighi, direttore dei lavori, spiega che: «Non ha senso che la draga operi solo in una zona. Riportare sabbia in uno stabilimento e lasciare quello vicino con poca spiaggia, comporterebbe solo danni».
È comprensivo l'ingegnere. Si rende conto che fare i conti con un cantiere in piena stagione non è semplice. Così, dopo una riunione in mattinata, ieri i tecnici della Provincia hanno fatto visita ai balneari. Lo scopo è capire quanti sono favorevoli all'avvio dei lavori. «Se da loro arriverà un sì - spiegava nel pomeriggio Arrighi - siamo pronti a partire». Tempo permettendo. Perchè la draga, grande e tecnologicamente all'avanguardia, ha problemi di stabilità se il mare non è completamente piatto. Si tratta di un macchinario in grado di pompare tonnellate di sabbia, noleggiato da una ditta locale alle aziende che realizzeranno i lavori.
Roberto Aliboni, presidente della Riviera Apuana ha perso l'ottimismo che lo aveva accompagnato fino ad oggi. «La draga è bellissima, ma poco utilizzabile: un problema non da poco. Il fronte dei balneari non è più compatto - precisa - mi auguro che questo ripascimento non sia una chimera e che domani (oggi n.d.r) i lavori prendano il via».
Altrimenti? Il 5 luglio, ovvero domenica prossima, scadono le ordinanze di sicurezza e per quella data il cantiere dovrebbe chiudere i battenti. Viene da chiedersi se la soluzione del ripascimento via mare rappresenti la via migliore. Senza dubbio è la più ecologica, ma molto più difficoltosa di quella tradizionale: camion di sabbia fin sulla battigia. Inquinanti, senza dubbio, ma pratici e veloci.
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