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SCONTRO MOTO-SCOOTER
Cisa, morto anche il secondo centauro
E' morto anche il secondo motociclista coinvolto nell'incidente avvenuto domenica sui tornanti della Cisa. Si tratta di Paolo Niccoli, 47 anni, originario di Pontremoli ma residente a Villafranca Lunigiana. L'uomo è morto nella notte all'ospedale di Pisa a causa delle ferite riportate nello scontro tra la sua moto e una Vespa
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PONTREMOLI. E' morto anche il secondo motociclista coinvolto nell'incidente avvenuto domenica sui tornanti della Cisa. Si tratta di Paolo Niccoli, 47 anni, originario di Pontremoli ma residente a Villafranca Lunigiana. L'uomo è morto nella notte all'ospedale di Pisa a causa delle ferite riportate.
Il tragico scontro è avvenuto sui tornanti della Cisa: una Vespa PX e una potente Ducati Monster, mentre viaggiavano in senso contrario, abbordando una semicurva si sono scontrate frontalmente, causando la morte pressoché istantanea dello scooterista e gravissime ferite al centauro, poi trasportato con l’elisoccorso all’ospedale Santa Chiara di Pisa dove è deceduto nella notte.
La prima vittima dello schianto, avvenuto attorno alle 14,40, è stato Luigi Minelli, 37enne di Parma, che viaggiava sulla sua Vespa PX.
È stato sbalzato di sella finendo poi contro il muretto che delimita la carreggiata della via Cisa.
Entrambi i centauri sono finiti sull’asfalto, poco distanti dalle loro moto, evitati di un soffio dalle auto che stavano in quel mentre giungendo. Sono stati proprio alcuni automobilisti a dare l’allarme al 118, oltreché prestare i primi soccorsi. Ma subito hanno capito che per il più giovane dei due, non c’era più nulla da fare: devastanti le ferite riportate da Luigi Minelli, morto pressoché all’istante.
In pochi minuti sono comunque giunte sul posto le ambulanze, oltre a due autopattuglie dei carabinieri del radiomobile di Pontremoli.
Il lunigianese Paolo Niccoli è stato prima trasportato al vicino ospedale di Pontremoli, e poi, con l’elisoccorso, a quello di Pisa per essere sottoposto a intervento chirurgico. ma anche lui si è spento nella notte.
Niccoli era sposato con una dipendente delle poste di Villafranca Lunigiana e aveva un figlio di 10 anni. Lavora in una officina meccanica di Arcola (La Spezia) ed era considerato persona molto tranquilla, tutta famiglia e lavoro, con una gran passione per la moto.
Luigi Minelli viveva a Parma: era sposato ma non aveva figli. Di lavoro faceva il dirigente alla Bormioli delle vicina Fidenza. Era laureato in economia.
Anche lui amava le due ruote e la sua passione era sfociata nella Vespa che, ogni domenica, inforcava allegramente per fare brevi gite, non disdegnando, come stava facendo ieri, “sconfinamenti” in Lunigiana e, conseguentemente, verso la costa del Tirreno.
Era partito da casa in tarda mattinata, forse una decisione presa all’ultimo momento dato che il tempo era incerto. Poi il via, verso la costa al confine tra Liguria e Toscana.
Ma ieri in quelle zone che tanto lo attraevano, Luigi Minelli non è mai arrivato. Ad attenderlo, al chilometro 45 della via Cisa, all’altezza della serie di curve denominata del Badalucco, c’era la morte.
Il tragico scontro è avvenuto sui tornanti della Cisa: una Vespa PX e una potente Ducati Monster, mentre viaggiavano in senso contrario, abbordando una semicurva si sono scontrate frontalmente, causando la morte pressoché istantanea dello scooterista e gravissime ferite al centauro, poi trasportato con l’elisoccorso all’ospedale Santa Chiara di Pisa dove è deceduto nella notte.
La prima vittima dello schianto, avvenuto attorno alle 14,40, è stato Luigi Minelli, 37enne di Parma, che viaggiava sulla sua Vespa PX.
È stato sbalzato di sella finendo poi contro il muretto che delimita la carreggiata della via Cisa.
Entrambi i centauri sono finiti sull’asfalto, poco distanti dalle loro moto, evitati di un soffio dalle auto che stavano in quel mentre giungendo. Sono stati proprio alcuni automobilisti a dare l’allarme al 118, oltreché prestare i primi soccorsi. Ma subito hanno capito che per il più giovane dei due, non c’era più nulla da fare: devastanti le ferite riportate da Luigi Minelli, morto pressoché all’istante.
In pochi minuti sono comunque giunte sul posto le ambulanze, oltre a due autopattuglie dei carabinieri del radiomobile di Pontremoli.
Il lunigianese Paolo Niccoli è stato prima trasportato al vicino ospedale di Pontremoli, e poi, con l’elisoccorso, a quello di Pisa per essere sottoposto a intervento chirurgico. ma anche lui si è spento nella notte.
Niccoli era sposato con una dipendente delle poste di Villafranca Lunigiana e aveva un figlio di 10 anni. Lavora in una officina meccanica di Arcola (La Spezia) ed era considerato persona molto tranquilla, tutta famiglia e lavoro, con una gran passione per la moto.
Luigi Minelli viveva a Parma: era sposato ma non aveva figli. Di lavoro faceva il dirigente alla Bormioli delle vicina Fidenza. Era laureato in economia.
Anche lui amava le due ruote e la sua passione era sfociata nella Vespa che, ogni domenica, inforcava allegramente per fare brevi gite, non disdegnando, come stava facendo ieri, “sconfinamenti” in Lunigiana e, conseguentemente, verso la costa del Tirreno.
Era partito da casa in tarda mattinata, forse una decisione presa all’ultimo momento dato che il tempo era incerto. Poi il via, verso la costa al confine tra Liguria e Toscana.
Ma ieri in quelle zone che tanto lo attraevano, Luigi Minelli non è mai arrivato. Ad attenderlo, al chilometro 45 della via Cisa, all’altezza della serie di curve denominata del Badalucco, c’era la morte.
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