Il Tirreno

Sagre, per ora niente deroghe

Chiara Sillicani
A sinistra Caruso. Sagre, croce e delizia delle estati massesi
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A sinistra Caruso. Sagre, croce e delizia delle estati massesi

Per le due feste nell'area San Pio abbiamo ricevuto la richiesta, valuteremo e decideremo in tempi brevissimi

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MASSA. I ristoratori dormano sonni tranquilli. Non è stata concessa alcuna deroga per le sagre. Parola dell'assessore alle attività produttive, Luigi Della Pina. L'annuncio arriva alla vigilia del primo appuntamento con l'enogastronomia, a Casette. I ristoratori chiedono chiarezza: vogliono sapere quante sagre sono in programma e quante deroghe saranno concesse e l'assessore assicura che: «finora nessuna deroga è stata concessa».
Assessore tranquillo, i ristoratori no. Perché ci sono i manifesti affissi in città che pubblicizzano due feste che si svolgeranno a distanza di pochi giorni nello stesso spazio privato? L'area in questione è quella adiacente la chiesa di San Pio X che questo weekend dovrebbe ospitare la festa del santo. Solo una settimana più tardi nella stessa area dovrebbe svolgersi un'altra festa, stavolta intitolata all'estate. Eppure il regolamento parla chiaro: nello stesso spazio non possono essere allestite sagre se non a distanza di trenta giorni l'una dall'altra. Ecco perché qualcuno ha creduto che alla parrocchia di San Pio l'amministrazione avesse concesso una deroga. Invece no. Parola dell'assessore alle attività produttive.
In effetti per una deroga serve una delibera di giunta e di quell'atto non c'è traccia. «Finora - ribadisce Della Pina - nessuno è stato autorizzato a organizzare una sagra in deroga a quanto prescritto nel regolamento. Un'autorizzazione del genere richiede un atto deliberativo di giunta». In parole più semplici: non sono né l'assessore, né i suoi uffici a rilasciare le deroghe. La decisione deve passare dalla giunta e per ora niente del genere è stato discusso. Ma il problema delle sagre allestite nello stesso spazio rimane, anche se gli organizzatori degli eventi sono diversi. «Per quanto riguarda l'area di San Pio - precisa Della Pina - abbiamo ricevuto la richiesta di deroga. Faremo le necessarie valutazioni e decideremo». In tempi brevi chiaramente, perché la seconda festa in programma è prevista per il 3 luglio.
Se quella richiesta sarà accolta, l'amministrazione - c'è da scommetterlo - dovrà fare i conti con parecchie altre domande di deroga.
L'assessore Della Pina ne è consapevole: «Se decideremo di consentire le due sagre, ci assumeremo la responsabilità della decisione». Il regolamento - Della Pina ne è convinto - riuscirà comunque nel suo intento: limitare il numero complessivo delle feste e valorizzarne la tipicità: «lo scopo - ribadisce - non è cancellare le sagre, ma regolamentarle e dare maggior rilievo a quelle che promuovo il territorio e i prodotti locali».
Il numero complessivo delle sagre, quello che tanto vorrebbero conoscere i ristoratori, ancora non c'è, ma l'assessorato alle attività produttive non ha dubbi: quest'anno saranno meno della scorsa estate. Anche se le richieste di deroga sulla scrivania di Della Pina sono già 12. Alla giunta il compito di accettarle o respingerle e soprattutto di motivarle. Il caso di San Pio potrebbe essere un precedente.
Anche questa estate si preannuncia infuocata: le associazioni chiedono di organizzare feste e spesso devolvono il ricavato in beneficenza, i cittadini si dividono tra amanti della cucina all'aria aperta e sostenitori dei ristoranti e l'amministrazione dovrà fare scelte chiare. «Il regolamento - sottolinea Della Pina - è alla sua prima applicazione, per questo, considerando che potremo fare errori, abbiamo pensato alle deroghe». E l'eccezione è contemplata: se durante una sagra si scatena un temporale, ci sta che gli organizzatori chiedano di replicare. In casi diversi non c'è dubbio che l'amministrazione dovrà fare i conti con Una cosa è certa: anche quest'anno le polemiche sulle sagre non mancheranno.

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