Finanza
Il design pietra della discordia
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Il vicesindaco Andrea ZanettiIl sindaco: è una opinione personale, il progetto è riuscito
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CARRARA. Stone & Style, la rassegna del design, apre una polemica a distanza fra il vicesindaco Andrea Zanetti, che prende di mira l'allestimento della mostra, «discutibile» e Carrarafiere, promotrice dell'evento.
Quella di Andrea Zanetti è una critica complessiva: a suo avviso, Stone & Style andava sfruttata meglio, «dato che l'idea è davvero pregevole e originale». Scrive Zanetti: «Perché accontentarsi di raggiungere solo il pubblico specializzato, rappresentato dagli architetti e dai progettisti, quando una mostra del genere avrebbe potuto servire davvero per far conoscere le diverse e sorprendenti applicazioni del marmo nei componenti di arredo? Il discutibile allestimento non è riuscito a valorizzare i pezzi esposti, che sono stati presentati in uno spazio angusto, lasciando inspiegabilmente vuote le altre sale del museo».
L'allestimento nel mirino. «Più che alla valorizzazione del "brand" Carrara e dello spazio espositivo rappresentato dal convento di San Francesco - sottolinea Zanetti - è sembrato di assistere, piuttosto, alla mortificazione degli oggetti, non solo di quelli in mostra che, data la dimensione notevole, avrebbero richiesto una diversa collocazione, ma anche delle opere contenute nel museo. L'opera di Kounellis, che campeggia al centro del chiostro, è stata oscenamente coperta con un telone gonfiabile di colore bianco, mentre all'esterno l'opera di Spagnulo è stata "costretta" tra due enormi vasi di marmo, quasi come se l'allestimento cercasse di nascondere la bellezza delle stesse opere».
Insomma, aggiunge, «Peccato per questa occasione mancata, sulla quale Carrara Fiere e la Internazionale Marmi e Macchine, si sono fortemente impegnate». La strada? «Proseguire in un percorso di confronto con la contemporaneità, all'interno di un dibattito più ampio che sta coinvolgendo la Imm e il Distretto Lapideo: non è un caso si sia arrivati a creare un Centro Tecnologico Interprovinciale per il trasferimento dell'innovazione per la caratterizzazione dei materiali lapidei».
Bianchini (Imm) prende atto e precisa. In risposta a Zanetti, Giorgio Bianchini presidente di Carrarafiere, prende atto delle osservazioni del vicesindaco «poste in termini costruttivi», ma puntualizza: «Stone Style è stata organizzata nell'ambito di un progetto ben più complesso ed articolato che ha portato sul territorio apuano circa 60 architetti di alto livello che operano in aree e Paesi strategici per il settore del marmo. Questi professionisti che decidono sull'impiego dei materiali sono stati accompagnati per tre giorni fra le meraviglie del nostro territorio che non conoscevano per nulla o solo superficialmente. Da questi professionisti abbiamo ricevuto testimonianze e commenti entusiastici. Se l'obiettivo artistico non è stato pienamente raggiunto me ne rammarico sottoscrivendo l'impegno a far meglio in futuro ma ritengo che l'obiettivo promozionale per i nostri materiali, per il nostro distretto e per il nostro territorio sia stato comunque raggiunto». Non solo: «Credo che sia utile ricordare che questo evento è stato reso possibile grazie all'impegno dell'Ice in un anno in cui è molto difficile, se non quasi impossibile, trovare risorse per iniziative promozionali senza gravare sui cittadini e sulle imprese e che la direzione artistica dell'evento, assegnata dall'Istituto Commercio Estero con gara pubblica, è stata affidata allo stesso studio milanese che qualche hanno fa ha avuto un ruolo importante nella realizzazione di "Disegnare il marmo" dunque non un perfetto sconosciuto per iniziative artistiche di alto livello».
Il sindaco: un'opinione personale.... Da parte sua, il sindaco Angelo Zubbani aggiunge: «Quella di Zanetti è un'opinione legittima ma sua personale. Certo - spiega - è senz'altro importante l'allestimento, anche se bisogna tenere presente che è sempre difficile muoversi in un edificio di grande pregio. Ma gli obiettivi del progetto sono stati pienamente raggiunti, non solo per ricominciare a parlare seriamente di design, ma anche per stringere relazioni ulteriori con la Regione e con l'Ice, che si sono assunti il ruolo finanziario, e anche con il mondo delle imprese. Credo che l'importante sia riconfermare la bontà del progetto, perché di design si è davvero ricominciato a parlare».
Quella di Andrea Zanetti è una critica complessiva: a suo avviso, Stone & Style andava sfruttata meglio, «dato che l'idea è davvero pregevole e originale». Scrive Zanetti: «Perché accontentarsi di raggiungere solo il pubblico specializzato, rappresentato dagli architetti e dai progettisti, quando una mostra del genere avrebbe potuto servire davvero per far conoscere le diverse e sorprendenti applicazioni del marmo nei componenti di arredo? Il discutibile allestimento non è riuscito a valorizzare i pezzi esposti, che sono stati presentati in uno spazio angusto, lasciando inspiegabilmente vuote le altre sale del museo».
L'allestimento nel mirino. «Più che alla valorizzazione del "brand" Carrara e dello spazio espositivo rappresentato dal convento di San Francesco - sottolinea Zanetti - è sembrato di assistere, piuttosto, alla mortificazione degli oggetti, non solo di quelli in mostra che, data la dimensione notevole, avrebbero richiesto una diversa collocazione, ma anche delle opere contenute nel museo. L'opera di Kounellis, che campeggia al centro del chiostro, è stata oscenamente coperta con un telone gonfiabile di colore bianco, mentre all'esterno l'opera di Spagnulo è stata "costretta" tra due enormi vasi di marmo, quasi come se l'allestimento cercasse di nascondere la bellezza delle stesse opere».
Insomma, aggiunge, «Peccato per questa occasione mancata, sulla quale Carrara Fiere e la Internazionale Marmi e Macchine, si sono fortemente impegnate». La strada? «Proseguire in un percorso di confronto con la contemporaneità, all'interno di un dibattito più ampio che sta coinvolgendo la Imm e il Distretto Lapideo: non è un caso si sia arrivati a creare un Centro Tecnologico Interprovinciale per il trasferimento dell'innovazione per la caratterizzazione dei materiali lapidei».
Bianchini (Imm) prende atto e precisa. In risposta a Zanetti, Giorgio Bianchini presidente di Carrarafiere, prende atto delle osservazioni del vicesindaco «poste in termini costruttivi», ma puntualizza: «Stone Style è stata organizzata nell'ambito di un progetto ben più complesso ed articolato che ha portato sul territorio apuano circa 60 architetti di alto livello che operano in aree e Paesi strategici per il settore del marmo. Questi professionisti che decidono sull'impiego dei materiali sono stati accompagnati per tre giorni fra le meraviglie del nostro territorio che non conoscevano per nulla o solo superficialmente. Da questi professionisti abbiamo ricevuto testimonianze e commenti entusiastici. Se l'obiettivo artistico non è stato pienamente raggiunto me ne rammarico sottoscrivendo l'impegno a far meglio in futuro ma ritengo che l'obiettivo promozionale per i nostri materiali, per il nostro distretto e per il nostro territorio sia stato comunque raggiunto». Non solo: «Credo che sia utile ricordare che questo evento è stato reso possibile grazie all'impegno dell'Ice in un anno in cui è molto difficile, se non quasi impossibile, trovare risorse per iniziative promozionali senza gravare sui cittadini e sulle imprese e che la direzione artistica dell'evento, assegnata dall'Istituto Commercio Estero con gara pubblica, è stata affidata allo stesso studio milanese che qualche hanno fa ha avuto un ruolo importante nella realizzazione di "Disegnare il marmo" dunque non un perfetto sconosciuto per iniziative artistiche di alto livello».
Il sindaco: un'opinione personale.... Da parte sua, il sindaco Angelo Zubbani aggiunge: «Quella di Zanetti è un'opinione legittima ma sua personale. Certo - spiega - è senz'altro importante l'allestimento, anche se bisogna tenere presente che è sempre difficile muoversi in un edificio di grande pregio. Ma gli obiettivi del progetto sono stati pienamente raggiunti, non solo per ricominciare a parlare seriamente di design, ma anche per stringere relazioni ulteriori con la Regione e con l'Ice, che si sono assunti il ruolo finanziario, e anche con il mondo delle imprese. Credo che l'importante sia riconfermare la bontà del progetto, perché di design si è davvero ricominciato a parlare».
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