Attenzione
Ztl, ecco il ricorso al Tar: tutto illegittimo
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Gli avvocati Paolo Pasquali e Antonio Macchiarini«Le motivazioni? Solo quelle di fare cassa subito»
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CARRARA. Ora c'è anche il ricorso al Tar contro la Ztl: gli avvocati Antonio Macchiarini, Paolo Pasquali e Vittorio Caleo lo hanno notificato in questi giorni, chiedendo anche l'immediata sospensiva di tutto l'ambaradan del piano della sosta.
Tecnicamente, il ricorso è contro il Comune di Carrara e nei confronti della Progetto Carrara, quale soggetto attuatore e contro interessato.
Si chiede di annullare o dichiare inesistenti tutta una serie di delibere comunali: quella istitutiva del piano della sosta e dei parcheggi, ma anche quella del 2004 con cui era stato adottato il Piano Generale del Traffico Urbano; e ancora la delibera con cui è stato approvato il contratto di servizio per la gestione della sosta e dei parcheggi a pagamento, per il noto problema del divieto di subappalto.
Nella loro cronistoria, gli avvocati di commercianti, associazioni e residenti (25 i firmatari del ricorso) partono dal marzo 2004, cioé da quando la giunta - alla luce dell'obbligo derivante dal Nuovo Codice della Strada - adottò il Piano Generale del Traffico Urbano.
«In realtà - mettono in luce i legali - il Piano Generale del Traffico "adottato" consiste in uno studio-relazione commissionato dal Comune alla società Meet di Napoli»; quindi il Comune, approvando questa relazione di 94 pagine della Meet srl ha - aggiungono - «da un lato, recepito acriticamente tramutandola quale proprio Piano generale del traffico una semplice proposta di piano affidata ad una società specializzata del settore», dall'altro lato, il Comune si è bloccato lì, senza preparare i piani attuativi ed esecutivi che dovevano essere adottati nel rispetto delle linee generali programmatiche e degli schemi esecutivi analiticamente tratteggiati nel Piano Generale.
E c'è di più: non solo - spiegano gli avvocati - la gran parte dei provvedimenti della Ztl «contrasta gravemente con le prescrizioni del "Piano Urbano del Traffico"», ma in realtà non è valido sia èerché non approvato in consiglio comunale, né portato alla visione del pubblico per eventuali osservazioni.
In sostanza, senza il Put (Piano urbano del traffico) non era possibile andare a «stravolgere» - scrivono ancora - il regime del traffico e dei parcheggi.
Sostengono i legali: «Il Comune di Carrara, senza alcuna reale e concreta motivazione d'interesse pubblico ma solo e soltanto in quanto mosso da urgente esigenze di "fare cassa", ha provveduto, dall'oggi al domani, a far ricoprire di strisce blu tutta l'area cittadina chiudendo completamente al traffico una vasta area del centro cittadino e ciò in opposizione con la volontà della stragrande maggioranza dei cittadini e degli esercenti delle attività commerciali posizionate sia all'interno dell'area in cui sono sorte l'Apu (Area Pedonale Urbana) e la Ztl (Zona a Traffico Limitato), sia nelle altre aree in cui sono state realizzate aree di parcheggio a pagamento».
M.B.
Tecnicamente, il ricorso è contro il Comune di Carrara e nei confronti della Progetto Carrara, quale soggetto attuatore e contro interessato.
Si chiede di annullare o dichiare inesistenti tutta una serie di delibere comunali: quella istitutiva del piano della sosta e dei parcheggi, ma anche quella del 2004 con cui era stato adottato il Piano Generale del Traffico Urbano; e ancora la delibera con cui è stato approvato il contratto di servizio per la gestione della sosta e dei parcheggi a pagamento, per il noto problema del divieto di subappalto.
Nella loro cronistoria, gli avvocati di commercianti, associazioni e residenti (25 i firmatari del ricorso) partono dal marzo 2004, cioé da quando la giunta - alla luce dell'obbligo derivante dal Nuovo Codice della Strada - adottò il Piano Generale del Traffico Urbano.
«In realtà - mettono in luce i legali - il Piano Generale del Traffico "adottato" consiste in uno studio-relazione commissionato dal Comune alla società Meet di Napoli»; quindi il Comune, approvando questa relazione di 94 pagine della Meet srl ha - aggiungono - «da un lato, recepito acriticamente tramutandola quale proprio Piano generale del traffico una semplice proposta di piano affidata ad una società specializzata del settore», dall'altro lato, il Comune si è bloccato lì, senza preparare i piani attuativi ed esecutivi che dovevano essere adottati nel rispetto delle linee generali programmatiche e degli schemi esecutivi analiticamente tratteggiati nel Piano Generale.
E c'è di più: non solo - spiegano gli avvocati - la gran parte dei provvedimenti della Ztl «contrasta gravemente con le prescrizioni del "Piano Urbano del Traffico"», ma in realtà non è valido sia èerché non approvato in consiglio comunale, né portato alla visione del pubblico per eventuali osservazioni.
In sostanza, senza il Put (Piano urbano del traffico) non era possibile andare a «stravolgere» - scrivono ancora - il regime del traffico e dei parcheggi.
Sostengono i legali: «Il Comune di Carrara, senza alcuna reale e concreta motivazione d'interesse pubblico ma solo e soltanto in quanto mosso da urgente esigenze di "fare cassa", ha provveduto, dall'oggi al domani, a far ricoprire di strisce blu tutta l'area cittadina chiudendo completamente al traffico una vasta area del centro cittadino e ciò in opposizione con la volontà della stragrande maggioranza dei cittadini e degli esercenti delle attività commerciali posizionate sia all'interno dell'area in cui sono sorte l'Apu (Area Pedonale Urbana) e la Ztl (Zona a Traffico Limitato), sia nelle altre aree in cui sono state realizzate aree di parcheggio a pagamento».
M.B.
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