Il Tirreno

Trentun dirigenti contro l'Asl

Alessandra Vivoli
L’avvocato Claudio Lalli e la sede dell’Asl
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L’avvocato Claudio Lalli e la sede dell’Asl

L'avvocato Lalli: dovevano avere in busta paga 10mila euro l'anno ne hanno avuti al massimo 2 o 3mila

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CARRARA. Trentun dirigenti contro l'Asl. Per una causa di lavoro (la prima in Toscana) che presenta all'azienda un conto a più zeri: 4 milioni per la precisione, come risarcimento per un errore nella modalità del pagamento e dell'erogazione del premio di risultato. La prima udienza, davanti al giudice Agostini del tribunale di Massa c'è stata nei giorni scorsi: tutto è aggiornato al mese di settembre.
La maxi causa. Trentun dirigenti, ma non si tratta di medici. Ma di biologi, psicologi e farmacisti, a capo di alcuni importanti settori dell'azienda sanitaria locale di Massa Carrara.
Sono loro che, nei mesi scorsi, si sono rivolti all'avvocato Claudio Lalli per una maxi causa di risarcimento nei confronti dell'Azienda sanitaria locale. «Colpevole» di avere elargito in maniera sbagliata (per difetto) il premio di risultato per i dirigenti.
Tutto quindi ruota attorno a quella sorta di straordinario in busta paga, il premio di risultato appunto, che viene erogato all'aprile di ogni anno dall'Asl ai professionisti a capo di vari settori aziendali.
Il premio di risultato. Il motivo del contendere è proprio questo. Un «premio» che, secondo i 31 dirigenti che hanno firmato la causa, l'Asl dal 2000 ad oggi avrebbe erogato nel modo sbagliato. In misura inferiore a quanto previsto a causa di quella che viene definita una cattiva gestione del fondo di risultato.
In sostanza anziché 10mila euro, quanto previsto come "premio" ai dirigenti, in busta paga quelli dell'Asl numero 1 se ne sono visti recapitare, 2, al massimo 3mila euro.
E così, dal 2000 in poi, conti alla mano, mancherebbero all'appello dai 90 ai 100mila euro a testa. Con rivalutazioni degli interessi si arriva a una cifra globale di 4milioni di euro.
La coperta "corta" del fondo per i dirigenti. Il problema, all'origine della battaglia legale con l'Asl, sarebbe - secondo i dirigenti che hanno presentato il conto all'azienda, una errata gestione del fondo di risultato per i dirigenti. In sostanza qui, come recita la legge regionale, andrebbe versato una parte del bilancio: cosa che però non sarebbe mai stata presa alla lettera dell'Asl. E, di conseguenza, di soldi in cassa ne sarebbero finiti molto meno. E questi poi sono stati divisi per tutti i dirigenti: arrivando ad una cifra finale molto inferiore a quella prevista. Anche cinque volte meno: duemila anziché 10mial euro.
L'avvocato Lalli: è una causa pilota. Dirigenti di settore contro l'Asl: in Toscana è la prima volta.
«Ci sono dei precedenti di questo tipo in Veneto e Piemonte - spiega l'avvocato del lavoro Claudio Lalli - In Toscana quella di Massa Carrara costituisce una causa pilota: se riusciamo ad avere un esito positivo può essere estesa su tutto il territorio».
L'iter giudiziario è già a buon punto. A settembre ci sarà una nuova udienza in tribunale a Massa.
«L'Asl - spiega l'avvocato Lalli - ha chiamato anche in causa la Regione Toscana, ma a nostro parere sta facendo un errore per ché le modalità di pagamento e l'erogazione del fondo di risultato sono totalmente a carico dell'azienda sanitaria».
La guerra per gli straordinari. Intanto prosegue un'altra battaglia legale che vede come avvocato di riferimento sempre Claudio Lalli.
Si tratta della causa per reperibilità e mancati riposi intentata da 240 dipendenti nei confronti dell'Asl. I fascicoli sono già pronti: si tratta di mettere nero su bianco le cifre e ci vorranno ancora quindici giorni per finire i conteggi. Ma, anche in questo caso, si annuncia un'altra causa milionaria.

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