Sicurezza
Spiagge libere ristrette: colpa dell'erosioneMa anche delle sdraio
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Sopra: pedalò e ombrelloni fin sulla linea del bagnasciugaSprofondano le scogliere, alcuni balneari chiedono interventi urgenti «La Partaccia è dimenticata»
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MARINA DI MASSA. Sempre meno spiaggia a Partaccia. I turisti si lamentano e accusano i balneari di aver occupato porzioni sempre più ampie d'arenile. I concessionari, da parte loro, rilanciano e puntano il dito contro l'amministrazione. «Da cinquant'anni - spiegano alcuni di loro - nessuno fa niente in questo tratto del litorale. E se la spiaggia a disposizione dei bagnanti diminuisce è colpa dell'erosione».
Giovanni Castagnoli, titolare del bagno Giovanni e i gestori delle spiagge libere attrezzate Oasi e Tropical, Giuseppe Venturini e Ferdinando Maggiani, raccontano di aver visto per la prima volta comparire sassi sull'arenile: «Le correnti hanno scavato il fondale, hanno mangiato sabbia ed hanno riportato in superficie sassi e cocci». E chiedono un ripascimento che permetta di riacquistare qualche metro di spiaggia e la messa in sicurezza delle scogliere. «Non svolgono più la loro azione protettiva - spiegano - da quando sono state realizzate, decenni fa, non hanno avuto alcun intervento di manutenzione, sono sprofondate e non riescono a bloccare il flusso delle onde durante la mareggiata. Addirittura - continuano - stanno riemergendo le vecchie scogliere». Che risalgono al periodo in cui - dove ora c'è la spiaggia -, ancora correva il viale a mare.
A Partaccia la situazione non è drammatica come a Ronchi, ma i tre balneari garantiscono che, nell'ultimo anno, il mare si è mangiato una ventina di metri di costa. E ciò nonostante l'intervento dello scorso inverno, quando il porto di Carrara, ha versato in mare, nella zona di Partaccia una quantità di sabbia pari a quella dragata nell'area portuale.
Il problema è che quella zona si trova all'interno del Sin (sito di interesse nazionale) in cui la competenza esclusiva è del ministero dell'Ambiente. «Non chiediamo interventi particolari che possano mutare la conformazione dell'area. Vorremmo soltanto che la sabbia rimasta alle spalle della scogliera fosse riportata sulla battigia. È sabbia della nostra zona».
Anche i turisti si lamentano della spiaggia che sparisce. Ma dal loro punto di vista «l'erosione» non è solo quella del mare, ma quella degli ombrelloni che avanzano, riducenmdo sempre più gli spazi liberi.
«Se il mare mangia tonnellate di sabbia - replicano i tre concessionari - è chiaro che l'area destinata a spiaggia libera diminuisca». Ma chi frequenta la zona e i campeggi è di diversa opinione e ritiene che il vero problema siano proprio i balneari: «Hanno occupato tutto e non rispettano le decisioni prese dall'amministrazione». E si riferiscono alla delibera di giunta con cui si stabilisce che le spiagge date in concessione dal Comune ai privati debbano garantire un 70% di superficie libera da sdraio e ombrelloni».
L'assessore alle attività produttive, Luigi della Pina ribadisce con forza che il numero delle spiagge è rimasto quello degli anni scorsi. E Aggiunge: «Igileremo con rigore perchè la delibera sia rispettata».
C.S
Giovanni Castagnoli, titolare del bagno Giovanni e i gestori delle spiagge libere attrezzate Oasi e Tropical, Giuseppe Venturini e Ferdinando Maggiani, raccontano di aver visto per la prima volta comparire sassi sull'arenile: «Le correnti hanno scavato il fondale, hanno mangiato sabbia ed hanno riportato in superficie sassi e cocci». E chiedono un ripascimento che permetta di riacquistare qualche metro di spiaggia e la messa in sicurezza delle scogliere. «Non svolgono più la loro azione protettiva - spiegano - da quando sono state realizzate, decenni fa, non hanno avuto alcun intervento di manutenzione, sono sprofondate e non riescono a bloccare il flusso delle onde durante la mareggiata. Addirittura - continuano - stanno riemergendo le vecchie scogliere». Che risalgono al periodo in cui - dove ora c'è la spiaggia -, ancora correva il viale a mare.
A Partaccia la situazione non è drammatica come a Ronchi, ma i tre balneari garantiscono che, nell'ultimo anno, il mare si è mangiato una ventina di metri di costa. E ciò nonostante l'intervento dello scorso inverno, quando il porto di Carrara, ha versato in mare, nella zona di Partaccia una quantità di sabbia pari a quella dragata nell'area portuale.
Il problema è che quella zona si trova all'interno del Sin (sito di interesse nazionale) in cui la competenza esclusiva è del ministero dell'Ambiente. «Non chiediamo interventi particolari che possano mutare la conformazione dell'area. Vorremmo soltanto che la sabbia rimasta alle spalle della scogliera fosse riportata sulla battigia. È sabbia della nostra zona».
Anche i turisti si lamentano della spiaggia che sparisce. Ma dal loro punto di vista «l'erosione» non è solo quella del mare, ma quella degli ombrelloni che avanzano, riducenmdo sempre più gli spazi liberi.
«Se il mare mangia tonnellate di sabbia - replicano i tre concessionari - è chiaro che l'area destinata a spiaggia libera diminuisca». Ma chi frequenta la zona e i campeggi è di diversa opinione e ritiene che il vero problema siano proprio i balneari: «Hanno occupato tutto e non rispettano le decisioni prese dall'amministrazione». E si riferiscono alla delibera di giunta con cui si stabilisce che le spiagge date in concessione dal Comune ai privati debbano garantire un 70% di superficie libera da sdraio e ombrelloni».
L'assessore alle attività produttive, Luigi della Pina ribadisce con forza che il numero delle spiagge è rimasto quello degli anni scorsi. E Aggiunge: «Igileremo con rigore perchè la delibera sia rispettata».
C.S
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