Sicurezza
Immobili. Comune e Massa Servizi battono cassa: in lista aziende, operatori turistici e cittadini
Pronte 2200 ingiunzioni Ici
Francesco Turchi
◗
Volpi assessore al bilancioSono 4mila le posizioni da regolarizzare. Il debito varia dai 10 alle decine di migliaia di euro
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Stabilimenti balneari, aziende, privati cittadini. Sono 4mila le posizioni relative all'Ici che Massa Servizi, su mandato dell'assessore Alessandro Volpi sta cercando di regolarizzare, per riportare nelle casse comunali qualcosa come 2 milioni di euro. Un'offensiva parallela a quella che sta interessando migliaia di morosi della Tarsu.
L'assessore Volpi, che nei prossimi giorni, con il supporto degli uffici, fornirà i dati ufficiali dell'operazione, sta dunque portando avanti quella battaglia annunciata mesi fa. E il lavoro non manca. Le ingiunzioni di pagamento già recapitate ai cittadini massesi sarebbero addirittura 2.200: tanti cittadini, alcuni morosi anche per poche decine di euro, ma anche un nutrito gruppo di titolari di bagni, talvolta debitori anche di alcune migliaia di euro, ma anche bar, circoli, negozi, imprese di costruzioni e aziende artigiane: solo l'ostello Turimar deve quasi 80mila euro di arretrati. Per alcuni la morosità è quasi cronica, almeno a giudicare dal numero di decreti ingiuntivi (ognuno dei quali comporta una spesa di 3,85 euro) di cui sono destinatari. Circa 2.200 ingiunzioni che, una volta terminata l'operazione, dovrebbe portare al Comune una cifra superiore al milione di euro. Con l'ingiunzione, il mancato pagamento entro il termine fissato, fa scattare il pignoramento e questo fa pensare che buona parte delle situazioni saranno regolarizzate nel giro di poco tempo.
Accanto a queste situazioni in via di soluzione, ce ne sono altre centinaia (si parla di almeno 1.500) mancati pagamenti che sono finiti nel mirino di Massa Servizi, ma per i quali non è ancora scattata l'ingiunzione. E anche in questo caso il popolo dei morosi, oltre ad essere numeroso è decisamente variegato, sia in termini di importi (si va dai 10 euro di un cittadino alle decine di migliaia di euro di più aziende), sia in termini di categorie: stabilimenti balneari, strutture ricettive, negozi, ma anche partiti politici. Gli anni di riferimento sono svariati: si va indicativamente dal 2002 al 2007, ma la parte del leone la fa il 2004. E tra i morosi non mancano coloro che possono vantare... una speciale collezione: insieme a chi non ha pagato perché si è dimenticato, o perché ha preferito rimandare l'appuntamento a tempi migliori, c'è anche chi ha deciso di evitare di versare al Comune quanto dovuto per l'imposta comunale sugli immobili, per più anni, anche consecutivi. Tutto questo per un altro malloppo di oltre 800mila euro che, una volta effettuate le dovute verifiche al fine di scongiurare errori, porteranno un'altra boccata di ossigeno alle casse comunali.
L'assessore Volpi, che nei prossimi giorni, con il supporto degli uffici, fornirà i dati ufficiali dell'operazione, sta dunque portando avanti quella battaglia annunciata mesi fa. E il lavoro non manca. Le ingiunzioni di pagamento già recapitate ai cittadini massesi sarebbero addirittura 2.200: tanti cittadini, alcuni morosi anche per poche decine di euro, ma anche un nutrito gruppo di titolari di bagni, talvolta debitori anche di alcune migliaia di euro, ma anche bar, circoli, negozi, imprese di costruzioni e aziende artigiane: solo l'ostello Turimar deve quasi 80mila euro di arretrati. Per alcuni la morosità è quasi cronica, almeno a giudicare dal numero di decreti ingiuntivi (ognuno dei quali comporta una spesa di 3,85 euro) di cui sono destinatari. Circa 2.200 ingiunzioni che, una volta terminata l'operazione, dovrebbe portare al Comune una cifra superiore al milione di euro. Con l'ingiunzione, il mancato pagamento entro il termine fissato, fa scattare il pignoramento e questo fa pensare che buona parte delle situazioni saranno regolarizzate nel giro di poco tempo.
Accanto a queste situazioni in via di soluzione, ce ne sono altre centinaia (si parla di almeno 1.500) mancati pagamenti che sono finiti nel mirino di Massa Servizi, ma per i quali non è ancora scattata l'ingiunzione. E anche in questo caso il popolo dei morosi, oltre ad essere numeroso è decisamente variegato, sia in termini di importi (si va dai 10 euro di un cittadino alle decine di migliaia di euro di più aziende), sia in termini di categorie: stabilimenti balneari, strutture ricettive, negozi, ma anche partiti politici. Gli anni di riferimento sono svariati: si va indicativamente dal 2002 al 2007, ma la parte del leone la fa il 2004. E tra i morosi non mancano coloro che possono vantare... una speciale collezione: insieme a chi non ha pagato perché si è dimenticato, o perché ha preferito rimandare l'appuntamento a tempi migliori, c'è anche chi ha deciso di evitare di versare al Comune quanto dovuto per l'imposta comunale sugli immobili, per più anni, anche consecutivi. Tutto questo per un altro malloppo di oltre 800mila euro che, una volta effettuate le dovute verifiche al fine di scongiurare errori, porteranno un'altra boccata di ossigeno alle casse comunali.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
