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massa cronaca
«Trasparenza sì, violazione di privacy no»
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L’assessore Lina CoppaLa giunta non esclude però che in futuro il casellario venga diffuso
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MASSA. «Nessun alt sulle norme di trasparenza, piuttosto coerenza nell'applicare le normative vigenti». Così risponde l'amministrazione comunale sulla decisione della giunta di non inserire nell'anagrafe degli eletti il casellario penale di consiglieri e assessori.
Per ricoprire la carica di consigliere - ricorda il Comune - occorre essere candidabili, eleggibili e non incompatibili. Già questo, dunque, assicura - secondo l'amministrazione - «che nei confronti degli eletti non esistono cause ostative alla copertura della carica».
Sulla diffusione dei dati giudiziari, invece, il Comune richiama le norme sul trattamento dei dati personali che, all' articolo 21 dice: «... il trattamento dei dati giudiziari da parte di soggetti pubblici è consentito solo se autorizzato da espressa disposizione di legge e provvedimento del garante che specifichino la finalità di rilevante interesse pubblico del trattamento, i tipi di dati trattati, le operazioni eseguibili...» e che (art. 22) «... i soggetti pubblici confermano il trattamento dei dati sensibili e giudiziari, secondo modalità volte a prevenire le violazioni dei diritti delle libertà fondamentali e della dignità dell'interessato».
Da tali premesse normative - doce l'assessore all'Innovazione tecnologica, Lina Coppa - «non era possibile con un semplice atto, quale quello rappresentato dall'Anagrafe pubblica degli eletti, risolvere il problema della pubblicazione dei dati giudiziari dei consiglieri senza l'adozione di disposizioni regolamentari da sottoporre al vaglio del Garante della privacy. Se questo fosse stato fatto, il consiglio avrebbe violato la legge».
Ciò non significa, prosegue l'assessore, «che in futuro possa anche adottare una disciplina interna alla materia e questo regolamento dovrà essere approvato dal garante. In ogni caso dovrà essere conforme ai principi e alle regole stabilite dalla legge sulla privacy, secondo il quale i dati devono essere pertinenti e non eccedenti rispetto all'interesse pubblico, e devono essere trattati in ambiente che tuteli la sicurezza anche attraverso la responsabilizzazione e l'individuazione dei soggetti titolari del trattamento».
Una precisione utilissima dal Comune. Ma crediamo che la norma, potrebbe essere superata da un accordo. Se una cosa un cittadino deve sapere è se il politico ha carichi pendenti o condanne.
Per ricoprire la carica di consigliere - ricorda il Comune - occorre essere candidabili, eleggibili e non incompatibili. Già questo, dunque, assicura - secondo l'amministrazione - «che nei confronti degli eletti non esistono cause ostative alla copertura della carica».
Sulla diffusione dei dati giudiziari, invece, il Comune richiama le norme sul trattamento dei dati personali che, all' articolo 21 dice: «... il trattamento dei dati giudiziari da parte di soggetti pubblici è consentito solo se autorizzato da espressa disposizione di legge e provvedimento del garante che specifichino la finalità di rilevante interesse pubblico del trattamento, i tipi di dati trattati, le operazioni eseguibili...» e che (art. 22) «... i soggetti pubblici confermano il trattamento dei dati sensibili e giudiziari, secondo modalità volte a prevenire le violazioni dei diritti delle libertà fondamentali e della dignità dell'interessato».
Da tali premesse normative - doce l'assessore all'Innovazione tecnologica, Lina Coppa - «non era possibile con un semplice atto, quale quello rappresentato dall'Anagrafe pubblica degli eletti, risolvere il problema della pubblicazione dei dati giudiziari dei consiglieri senza l'adozione di disposizioni regolamentari da sottoporre al vaglio del Garante della privacy. Se questo fosse stato fatto, il consiglio avrebbe violato la legge».
Ciò non significa, prosegue l'assessore, «che in futuro possa anche adottare una disciplina interna alla materia e questo regolamento dovrà essere approvato dal garante. In ogni caso dovrà essere conforme ai principi e alle regole stabilite dalla legge sulla privacy, secondo il quale i dati devono essere pertinenti e non eccedenti rispetto all'interesse pubblico, e devono essere trattati in ambiente che tuteli la sicurezza anche attraverso la responsabilizzazione e l'individuazione dei soggetti titolari del trattamento».
Una precisione utilissima dal Comune. Ma crediamo che la norma, potrebbe essere superata da un accordo. Se una cosa un cittadino deve sapere è se il politico ha carichi pendenti o condanne.
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