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Norme anti lucciole multe a chi si ferma e ai look "indecenti"

Claudio Figaia
Norme anti lucciole multe a chi si ferma e ai look "indecenti"

Ordinanza del sindaco anche sui locali: obbligo di pulire e servizi igienici gratis e aperti a tutti

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MASSA. Tempi duri per chi cerca sesso a pagamento. Il sindaco Roberto Pucci ha firmato un'ordinanza che vieta il look più esagerato e hard di certe "lucciole" e punta a cerare qualche difficoltà in più a chi si ferma in auto per contattare prostitute, viados e similari.

Vietato fermarsi. Il provvedimento, in sostanza, vieta agli automobilisti di rallentare, fermarsi e "accostare" per contattare le lucciole o meglio - questa la definizione contenuta nell'ordinanza - «soggetti che per le condizioni di attesa a margine della carreggiata, di atteggiamento o abbigliamento, atti ad attirare l'attenzione dei conducenti, appaiano dediti all'offerta di prestazioni sessuali a pagamento».
Insomma, ai potenziali clienti è fatto divieto di «procedere a passo d'uomo»; di «eseguire brusche frenate o rallentare improvvisamente»; «eseguire qualsiasi manovra repentina di accostamento o fermata». E questo anche, specifica l'ordinanza, «dichiaratamente solo per chiedere informazioni». Come dire: non cercate scuse banali se i vigili vi beccano.

"Pubblica decenza". Ma il tentativo del sindaco Roberto Pucci di porre un argine al mercato del sesso a pagamento che prospera - soprattutto in estate - nelle zone a mare della città - punta dritto non solo su chi "compra" ma anche su chi «si vende». Re-introducendo un vecchio concetto: quello della "pubblica decenza".

Via le lucciole. L'ordinanza, infatti, istituisce il divieto «sulla pubblica via» di «assumere atteggiamenti, modalità comportamentali e indossare abbigliamenti che manifestino inequivocabilmente l'intendimento di offrire prestazioni sessuali a pagamento, tali da offendere la pubblica decenza».

Multe fino a 500 euro. Saranno la polizia municipale e le altre forze dell'ordine a vigilare sul rispetto dell'ordinanza; le multe per i trasgressori vanno da 25 a 500 euro.
Sempre in materia di «incolumità pubblica e sicurezza urbana» (che è il titolo del decreto Maroni che attribuisce ai sindaci maggiori poteri in materia), l'amministrazione ha emanato un'altra ordinanza sul decoro e la vivibilità della città.
E stavolta il provvedimento - in qualche modo collegato con la recente norma sugli orari di chiusura dei locali - riguarda pub, circoli, ristoranti, discoteche, bar ecc.

Pulite i locali. Esso impone ai gestori dei locali di «provvedere alla completa pulizia degli spazi prospicienti al locale stesso, asportando ogni tipo di residuo o sporcizia abbandonati dagli avventori». Non solo: gli esercenti dovranno (nel caso in cui occupino suolo pubblico) collocare «idonei contenitori per la raccolta dei rifiuti e provvedere al mantenimento della loro efficienza e al loro regolare svuotamento».

E il wc è per tutti. Infine, una norma sacrosanta ma spesso aggirata: i gestori dei pubblici esercizi hanno l'obbligo «si mantenere in perfetta efficienza i bagni (intesi come servizi igienici) e consentirne l'utilizzo a titolo gratuito a chiunque ne faccia richiesta».

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