Italia
massa cronaca
Ripascimento, è "giallo"
Chiara Sillicani
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Dovrebbero partire oggi i lavori di ripascimento a RonchiI titolari di stabilimenti collaborano ma ad alcuni non va giù l'idea di togliere ombrelloni in piena estate
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MASSA. È diventato un miraggio il ripascimento sul litorale di Ronchi. L'intervento, in attesa dei lavori antierosione che dovrebbero iniziare a settembre, riporterà qualche metro di spiaggia e permetterà agli stabilimenti di affrontare la stagione estiva. Lunedì i balneari aspettavano la draga, invece nulla. Ancora un ritardo. Dalla Provincia arrivano rassicurazioni: «Domani (oggi, ndr) i lavori prenderanno il via». Parola dell'assessore ai lavori pubblici, Loris Rossetti.
Del resto fino ad aggi il ripascimento non sarebbe potuto iniziare, mancava uno strumento indispensabile per il via ai lavori: l'ordinanza di sicurezza e balneazione. Ad emetterla è la Capitaneria di Porto e non si tratta di un documento di poco conto: senza quell'atto le draghe e i motopontoni non possono prendere il largo.
L'ordinanza prevede infatti tutte le misure di sicurezza per l'incolumità delle barche e dei bagnanti. Niente ordinanza, niente lavori.
Ma se quell'atto mancava - il comandante in seconda, Andrea Tassara ci tiene a sottolinearlo - la colpa non è della Capitaneria di Marina di Carrara: «Abbiamo bisogno di alcuni documenti è necessario conoscere nel dettaglio i mezzi utilizzati e le modalità dell'intervento, dobbiamo avere in mano tutti gli elementi per l'emanazione». Che è finalmente avvenuta nel tardo pomeriggio di ieri.
Problemi burocratici e qualche foglio mancante, quindi. Anche se, lo conferma l'assessore Rossetti, ci sono stati alcuni cambiamenti. Le ditte che realizzeranno il ripascimento (le stesse che hanno vinto il bando per i lavori antierosione) hanno deciso di usare un macchinario più grande per riportare la sabbia, dal mare sulla riva. «Sarà utilizzata una draga più potente - precisa l'assessore - e quindi sono stati necessari alcuni adattamenti». E che il ripascimento sia finalmente alle porte è credibile: a Ronchi, al bagno Ida ieri mattina la draga è arrivata, ma - come raccontano alcuni clienti - ha fatto marcia indietro. Sulla riva però sono già stati affissi i cartelli per informare turisti e cittadini. Stamani il motopontone dovrebbe fare la sua comparsa, purtroppo a ridosso del weekend.
I balneari accettano il sacrificio di buon grado. Enzo Sermattei, titolare del bagno Palmo, non si lamenta: «Il nostro lavoro rallenterà per qualche giorno, forse dovremo togliere alcuni ombrelloni. Lo accetteremo perchè tutto è finalizzato al miglioramento». È lo stesso Sermattei a sottolineare che non si tratterà di un semplice intervento tampone, ma di una prima tranche dei lavori antierosione.
«La draga - spiega - partirà da La Spezia e si sposterà verso sud, da lì tornerà indietro progressivamente sversando sabbia e ricoprendo i grandi canali che si sono formati nei fondali». Insomma, a 3-400 metri dalla riva sarà prelevata sabbia e prima di riportarla sulla battigia, la draga la utilizzerà per riempire le depressioni. Quando il fondale sarà livellato, allora la sabbia verrà versata sulla riva. «Sarabbe inutile acquistare 30 metri - puntualizza Sermattei - se il rischio è che se ne vadano dopo la prima mareggiata. L'intervento sul fondale ci proteggerà dalle correnti e permetterà di preservare la spiaggia. Quando i lavori prenderanno il via i balneari collaboreranno e quando la draga renderà impossibile la balneazione davanti ad uno stabilimento - ipotizza Sermattei - i clienti saranno invitati a trascorrere la giornata nei bagni vicini».
I balneari danno l'immagine della categoria unita, anche se non mancano voci e polemiche: secondo i beninformati ad alcuni titolari di stabilimenti proprio non andrebbe giù il fatto che il ripascimento arrivi a stagione inoltrata. E che siano costretti a togliere gli ombrelloni in pieno giugno.
Del resto fino ad aggi il ripascimento non sarebbe potuto iniziare, mancava uno strumento indispensabile per il via ai lavori: l'ordinanza di sicurezza e balneazione. Ad emetterla è la Capitaneria di Porto e non si tratta di un documento di poco conto: senza quell'atto le draghe e i motopontoni non possono prendere il largo.
L'ordinanza prevede infatti tutte le misure di sicurezza per l'incolumità delle barche e dei bagnanti. Niente ordinanza, niente lavori.
Ma se quell'atto mancava - il comandante in seconda, Andrea Tassara ci tiene a sottolinearlo - la colpa non è della Capitaneria di Marina di Carrara: «Abbiamo bisogno di alcuni documenti è necessario conoscere nel dettaglio i mezzi utilizzati e le modalità dell'intervento, dobbiamo avere in mano tutti gli elementi per l'emanazione». Che è finalmente avvenuta nel tardo pomeriggio di ieri.
Problemi burocratici e qualche foglio mancante, quindi. Anche se, lo conferma l'assessore Rossetti, ci sono stati alcuni cambiamenti. Le ditte che realizzeranno il ripascimento (le stesse che hanno vinto il bando per i lavori antierosione) hanno deciso di usare un macchinario più grande per riportare la sabbia, dal mare sulla riva. «Sarà utilizzata una draga più potente - precisa l'assessore - e quindi sono stati necessari alcuni adattamenti». E che il ripascimento sia finalmente alle porte è credibile: a Ronchi, al bagno Ida ieri mattina la draga è arrivata, ma - come raccontano alcuni clienti - ha fatto marcia indietro. Sulla riva però sono già stati affissi i cartelli per informare turisti e cittadini. Stamani il motopontone dovrebbe fare la sua comparsa, purtroppo a ridosso del weekend.
I balneari accettano il sacrificio di buon grado. Enzo Sermattei, titolare del bagno Palmo, non si lamenta: «Il nostro lavoro rallenterà per qualche giorno, forse dovremo togliere alcuni ombrelloni. Lo accetteremo perchè tutto è finalizzato al miglioramento». È lo stesso Sermattei a sottolineare che non si tratterà di un semplice intervento tampone, ma di una prima tranche dei lavori antierosione.
«La draga - spiega - partirà da La Spezia e si sposterà verso sud, da lì tornerà indietro progressivamente sversando sabbia e ricoprendo i grandi canali che si sono formati nei fondali». Insomma, a 3-400 metri dalla riva sarà prelevata sabbia e prima di riportarla sulla battigia, la draga la utilizzerà per riempire le depressioni. Quando il fondale sarà livellato, allora la sabbia verrà versata sulla riva. «Sarabbe inutile acquistare 30 metri - puntualizza Sermattei - se il rischio è che se ne vadano dopo la prima mareggiata. L'intervento sul fondale ci proteggerà dalle correnti e permetterà di preservare la spiaggia. Quando i lavori prenderanno il via i balneari collaboreranno e quando la draga renderà impossibile la balneazione davanti ad uno stabilimento - ipotizza Sermattei - i clienti saranno invitati a trascorrere la giornata nei bagni vicini».
I balneari danno l'immagine della categoria unita, anche se non mancano voci e polemiche: secondo i beninformati ad alcuni titolari di stabilimenti proprio non andrebbe giù il fatto che il ripascimento arrivi a stagione inoltrata. E che siano costretti a togliere gli ombrelloni in pieno giugno.
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