Il Tirreno

carrara

Nca: confermate 5 condanne

I disordini al casello del dicembre 2003
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I disordini al casello del dicembre 2003

Fra i militanti, accusati di resistenza a pubblico ufficiale, anche il consigliere comunale di Massa Simone Ortori

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CARRARA. A quattro anni di distanza dalla sentenza di primo grado, anche in appello è arrivata la conferma delle condanne per cinque militanti che il 17 dicembre del 2003 manifestarono in favore dei Nuovi cantieri e, nei pressi del casello, entrarono in contatto con le forze dell'ordine.
I togati di Genova della Corte d'Appello hanno in sostanza ribadito punto per punto quelle che erano state le conclusioni del giudice Cosimo Maria Ferri, che nel luglio del 2005 stabilì cinque condanne e tre assoluzioni. Un processo sentito, tanto che nel corso delle udienze vi furono anche presidi sindacali di fronte al tribunale cittadino, a difesa e sostegno dei giovani imputati.
Per tutti l'accusa era di resistenza a pubblico ufficiale, e per tre di essi anche di "travisamento" - cioé di non essersi resi riconoscibili - per i fatti avvenuti durante la manifestazione a favore del cantiere navale il 17 dicembre 2003 nei pressi del casello autostradale.
Come detto, sono state confermate tutte le condanne: sette mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale a Manuele Peselli, oggi 26 anni e Simone Ortori, oggi 29 anni, e dall'anno scorso consigliere comunale a Massa per la Sinistra Arcobaleno. Cinque mesi per Rinaldo Valenti, 28 anni, Daniele Lazzoni, 27 e Cesare Amadei, 44 anni.
In primo grado, il pubblico ministero Fulvio Biasotti aveva chiesto per tutti gli otto imputati, anche quelli che dovevano rispondere anche dell'accusa di travisamento, la pena di sei mesi di reclusione. La condanna era stata un po' più pesante.
In tribunale a Carrara erano stati assolti Filippo Ricci, Giovanni Barbera e Simone Michelucci, sia dall'accusa di resistenza a pubblico ufficiale che da quella di travisamento, perché il giudice Ferri li aveva dichiarati estranei ai fatti; loro ormai erano usciti del tutto dalla vicenda e quindi non sono stati coinvolti nell'appello genovese.
Non è detto però che la vicenda si chiuda qui: non è escluso che alcuni degli imputati possano ricorrere per Cassazione, anche se tutte le condanne, già in primo grado, erano state sospese, e comunque rientravano nell'indulto. I cinque sono assistiti dagli avvocati Michela Poletti e Alessandro Maneschi.
In primo grado fu anche visionato un video in cui le forze dell'ordine avevano filmato il momento dello sfondamento del cordone composto da polizia e carabinieri presso il casello autostradale.
MARINI: SENTENZA NON GIUSTA. «La notizia della condanna - confermata in appello - per i giovani che nel dicembre 2003 parteciparono alla manifestazione di solidarietà per i lavoratori dei Nuovi Cantieri Apuania, mi lascia sbigottito e incredulo»: ad affermarlo è Paolo Marini, capogruppo in consiglio regionale del Pdci (che all'epoca fu anche tra i testimoni). E aggiunge: «Esprimo tutto il mio rammarico di fronte a una sentenza che considero non giusta. All'epoca dei fatti, da segretario della Camera del Lavoro di Carrara, avevo espresso solidarietà a questi ragazzi, che si erano schierati in difesa del lavoro e dei cantieri. Torno a farlo anche oggi, consapevole che questo verdetto non contribuisce a fare giustizia».

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