La manifestazione
Anagrafe degli eletti: si bloccano i lavori in commissione consiliare, dissidi anche sulle società
Alt alle norme sulla trasparenza
Rossana Lazzini
◗
Una seduta del consiglio comunaleLa trasparenza si ferma in commissione consigliare per l'innovazione. Dove si discute di «anagrafe degli eletti», ossia dell'innovativo strumento proposto dall'assessore Lina Coppa che ha come obbiettivo quello di rendere il palazzo comunale trasparente rendendo pubblici redditi
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MASSA. La trasparenza si ferma in commissione consigliare per l'innovazione. Dove si discute di «anagrafe degli eletti», ossia dell'innovativo strumento proposto dall'assessore Lina Coppa che ha come obbiettivo quello di rendere il palazzo comunale trasparente rendendo pubblici redditi, situazione patrimoniale, qualità e quantità di attività politica di ogni rappresentante comunale eletto dai cittadini.
Ebbene, la bozza di proposta avanzata dalla commissione prevedeva che tra le cose da rendere pubblico vi siano anche il casellario giudiziario e i carichi pendenti del sindaco, dei suoi delegati, di ciascun membro di giunta e di tutti gli eletti in consiglio comunale.
La proposta, presentata dalla commissione, è stata però cassata dalla giunta il 5 maggio.
Insomma: sì alla trasparenza su dati anagrafici, incarichi elettivi e pubblici ricoperti nel tempo, emolumenti percepiti a qualsiasi titolo dal Comune durante mandato, quadro delle presenze ai lavori amministrativi, di giunta e di consiglio; voti espressi sugli atti adottati dagli stessi. Ma no alla trasparenza sulla situazione penale degli eletti. Una scelta che sta facendo discutere.
Altri problemi all'interno sono sorti invece nell'ultima riunione che si occupa della redazione del nuovo statuto comunale. I lavori si sono bloccati su un punto molto importante. Anch'esso attinente alle questioni di trasparenza. Si tratta del punto otto della bozza del nuovo "codice", in cui si prevedeva che di ogni società controllata dal Comune, comprese quelle controllate attraverso una partecipata, dovranno essere indicate la ragione sociale, i dati essenziali di bilancio, i nominativi dei soci e le relative quote azionarie, i nominativi dei consiglieri di amministrazione, nominati dal Comune ed i relativi emolumenti. Un punto "caldo", che - forse - se fosse esistito già da tempo, avrebbe evitato sul nascere le polemiche sull'identità dei soci occulti che controllano una parte delle quote azionarie di Massa Servizi Spa.
Anche questo punto, dicono tuttavia alcuni componenti della commissione potrebbe essere cassato per volontà della giunta.
Nella commissione presieduta da Enzo Della Maggesa, i consiglieri di minoranza hanno accettato questo passaggio sulla trasparenza delle "partecipate" e delle controllate, ma i rappresentanti della maggioranza hanno chiesto uno stop alla riunione. Una pausa chiesta allo scopo - a quanto pare - di portare questa modifica all'attenzione di una riunione dell'intera maggioranza consigliare.
La questione appare dunque parecchio delicata. Sui temi della trasparenza, del resto, la maggioranza ha puntato molto. E molto ha puntato anche l'opposizione, accusando l'amministrazione Pucci (come per l'acquisto del palazzo ex Enel) proprio di mancanza di trasparenza.
Ebbene, la bozza di proposta avanzata dalla commissione prevedeva che tra le cose da rendere pubblico vi siano anche il casellario giudiziario e i carichi pendenti del sindaco, dei suoi delegati, di ciascun membro di giunta e di tutti gli eletti in consiglio comunale.
La proposta, presentata dalla commissione, è stata però cassata dalla giunta il 5 maggio.
Insomma: sì alla trasparenza su dati anagrafici, incarichi elettivi e pubblici ricoperti nel tempo, emolumenti percepiti a qualsiasi titolo dal Comune durante mandato, quadro delle presenze ai lavori amministrativi, di giunta e di consiglio; voti espressi sugli atti adottati dagli stessi. Ma no alla trasparenza sulla situazione penale degli eletti. Una scelta che sta facendo discutere.
Altri problemi all'interno sono sorti invece nell'ultima riunione che si occupa della redazione del nuovo statuto comunale. I lavori si sono bloccati su un punto molto importante. Anch'esso attinente alle questioni di trasparenza. Si tratta del punto otto della bozza del nuovo "codice", in cui si prevedeva che di ogni società controllata dal Comune, comprese quelle controllate attraverso una partecipata, dovranno essere indicate la ragione sociale, i dati essenziali di bilancio, i nominativi dei soci e le relative quote azionarie, i nominativi dei consiglieri di amministrazione, nominati dal Comune ed i relativi emolumenti. Un punto "caldo", che - forse - se fosse esistito già da tempo, avrebbe evitato sul nascere le polemiche sull'identità dei soci occulti che controllano una parte delle quote azionarie di Massa Servizi Spa.
Anche questo punto, dicono tuttavia alcuni componenti della commissione potrebbe essere cassato per volontà della giunta.
Nella commissione presieduta da Enzo Della Maggesa, i consiglieri di minoranza hanno accettato questo passaggio sulla trasparenza delle "partecipate" e delle controllate, ma i rappresentanti della maggioranza hanno chiesto uno stop alla riunione. Una pausa chiesta allo scopo - a quanto pare - di portare questa modifica all'attenzione di una riunione dell'intera maggioranza consigliare.
La questione appare dunque parecchio delicata. Sui temi della trasparenza, del resto, la maggioranza ha puntato molto. E molto ha puntato anche l'opposizione, accusando l'amministrazione Pucci (come per l'acquisto del palazzo ex Enel) proprio di mancanza di trasparenza.
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