Proteste
massa
«Vogliamo la palestra: è finanziata dal 2002»
Francesco Turchi
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L’istituto alberghiero MinutoDopo sette anni di rinvii, ora il progetto della nuova palestra sembra destinato a naufragare. Non ci stiamo: vogliamo incontrare il sindaco».
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MASSA. «Dopo sette anni di rinvii, ora il progetto della nuova palestra sembra destinato a naufragare. Non ci stiamo: vogliamo incontrare il sindaco». I docenti dell'istituto alberghiero Minuto sono sul piede di guerra, dopo che la Provincia ha annunciato che per ristrutturare il convitto e alcune aule utilizzerà i 600mila euro che erano stati stanziati nel 2002 per la costruzione dell'impianto sportivo a Marina: «Così diciamo addio alla palestra».
«Vogliamo che venga rilanciato il progetto già approvato dalla Provincia e dal Comune e poi improvvisamente bloccato, prima per la mancanza di concessione edilizia non rilasciata dal Comune, poi perché l'area rientra nell'ambito del Sin, come zona a rischio a causa dell'inquinamento delle falde acquifere. C'è ancora poca chiarezza - scrivono i docenti - e chiediamo che gli amministratori pubblici si assumano le loro responsabilità, perché l'interesse di pochi o di privati non prenda il sopravvento sugli interessi pubblici». Non dobbiamo dimenticare I'importanza che avrebbe una palestra nel territorio di Marina di Massa, dove ci sono tante società che molto spesso per fare attività sono costrette a spostarsi, talvolta anche in altri comuni. La palestra che ci era stata promessa 7 anni fa risolverebbe anche questo problema, visto che l'istituto ne usufruirebbe la mattina e nel pomeriggio potrebbe essere lasciata a disposizione delle società».
I docenti non capiscono cosa è successo dal 2002 ad oggi e vogliono vederci chiaro: «Se c'era un problema, come mai nessuno si è mosso per cercare di risolverlo. I fondi stanziati dalla Provincia nel 2002, che giacciono inspiegabilmente immobili da 7 anni dopo richiesta di un mutuo di 600mila euro alla Cassa Depositi e Prestiti, e destinabili ad uso esclusivo per la costruzione della palestra, potrebbero essere ancora utilizzati nella realizzazione di un progetto indifferibile e di fondamentale importanza per i nostri alunni e per il territorio, che altrimenti non sarebbe mai più attuato». Il gruppo di firmatari del documento «ribadisce la necessità di tutelare gli interessi generali di un istituto alberghiero di eccellenza di 900 alunni». Ma non solo. I professori suggeriscono agli amministratori locali la strada da seguire per riuscire a ristrutturare il convitto senza dover rinunciare alla costruzione della palestra: «Per la messa a norma delle aule inagibili e del convitto annesso, i soldi potrebbero essere recuperati da finanziamenti già stanziati per altre scuole della Lunigiana con priorità forse minori rispetto alla centralità, al numero di studenti e all'immagine di uno dei più importanti e prestigiosi istituti alberghieri della Toscana, fiore all'occhiello dell'intera provincia».
«Vogliamo che venga rilanciato il progetto già approvato dalla Provincia e dal Comune e poi improvvisamente bloccato, prima per la mancanza di concessione edilizia non rilasciata dal Comune, poi perché l'area rientra nell'ambito del Sin, come zona a rischio a causa dell'inquinamento delle falde acquifere. C'è ancora poca chiarezza - scrivono i docenti - e chiediamo che gli amministratori pubblici si assumano le loro responsabilità, perché l'interesse di pochi o di privati non prenda il sopravvento sugli interessi pubblici». Non dobbiamo dimenticare I'importanza che avrebbe una palestra nel territorio di Marina di Massa, dove ci sono tante società che molto spesso per fare attività sono costrette a spostarsi, talvolta anche in altri comuni. La palestra che ci era stata promessa 7 anni fa risolverebbe anche questo problema, visto che l'istituto ne usufruirebbe la mattina e nel pomeriggio potrebbe essere lasciata a disposizione delle società».
I docenti non capiscono cosa è successo dal 2002 ad oggi e vogliono vederci chiaro: «Se c'era un problema, come mai nessuno si è mosso per cercare di risolverlo. I fondi stanziati dalla Provincia nel 2002, che giacciono inspiegabilmente immobili da 7 anni dopo richiesta di un mutuo di 600mila euro alla Cassa Depositi e Prestiti, e destinabili ad uso esclusivo per la costruzione della palestra, potrebbero essere ancora utilizzati nella realizzazione di un progetto indifferibile e di fondamentale importanza per i nostri alunni e per il territorio, che altrimenti non sarebbe mai più attuato». Il gruppo di firmatari del documento «ribadisce la necessità di tutelare gli interessi generali di un istituto alberghiero di eccellenza di 900 alunni». Ma non solo. I professori suggeriscono agli amministratori locali la strada da seguire per riuscire a ristrutturare il convitto senza dover rinunciare alla costruzione della palestra: «Per la messa a norma delle aule inagibili e del convitto annesso, i soldi potrebbero essere recuperati da finanziamenti già stanziati per altre scuole della Lunigiana con priorità forse minori rispetto alla centralità, al numero di studenti e all'immagine di uno dei più importanti e prestigiosi istituti alberghieri della Toscana, fiore all'occhiello dell'intera provincia».
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