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Turisti messi in fuga dai miasmi del Frigido
Chiara Sillicani
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Il cattivo odore proveniente dal fiume Frigido rischia di creare grossi problemi al turismoMare, sole e spiaggia dovrebbero essere gli ingredienti di una vacanza sulla nostra costa. Eppure ai turisti, in alcune zone del litorale, tocca anche la convivenza forzata con i cattivi odori.
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MASSA. Mare, sole e spiaggia dovrebbero essere gli ingredienti di una vacanza sulla nostra costa. Eppure ai turisti, in alcune zone del litorale, tocca anche la convivenza forzata con i cattivi odori.
Nelle vie che fiancheggiano il Frigido, il fetore costringe i vacanzieri a fare la valigia per tornarsene a casa. È la solita storia, che si ripete ogni estate, da trent'anni: arriva il caldo e per chi vive nelle zone vicine al depuratore delle Querce e lungo il fiume la situazione si fa insostenibile. E a pagarne le conseguenze non sono solo i residenti, ma anche i turisti.
Lo racconta Emanuela Menchini, titolare con i genitori del'hotel Tilly, sul Lungofrigido di Levante. Ieri mattina una cliente, dopo una notte insonne per i cattivi odori, bagagli alla mano, si è presentata alla reception: «Davvero non riesco a sopportare il fetore, me ne vado». Aveva prenotato una camera per tutta la settimana, ma proprio non ce la faceva a resistere. I proprietari dell'albergo sono corsi ai ripari: «Abbiamo sistemato la signora - racconta Emanuela - nella nostra depandance, un po' più lontana dal fiume».
In effetti, l'odore c'è ed è davvero sgradevole. Sabato sera, dai ponti sul Frigido salivano odori di fognatura e la situazione è peggiorata domenica: la temperatura è salita e la puzza si è fatta più forte. Anche se i titolari dell'hotel Tilly assicurano che non si tratta di un caso isolato: «Sono due settimane che conviviamo con i miasmi. Solitamente sentivamo questi cattivi odori nei primi giorni della settimana quando l'impianto delle Querce depura i liquami del weekend. Ultimamente, però, il problema è quotidiano, eppure durante la settimana i turisti sono pochi e i volumi da depurare contenuti».
In serata, dopo le nove, il fetore è insostenibile: un pessimo biglietto da visita da presentare ai primi villegianti della stagione. Chi vive in quelle zone e da anni fa i conti con l'innefficienza del depuratore è preoccupato: temono che ci sia qualche problema all'impianto e che finiscano nel Frigido acque nere non trattate. Qualcuno ha l'impressione che sia aumentato il volume degli scarichi. Del resto il problema non è nuovo: negli anni scorsi alcuni cittadini avevano accusato disturbi come nausea, bruciori agli occhi e mal di testa, a causa del fetore. E, come se non bastasse, quel cattivo odore induce i turisti ad andarsene. E come non capirli? Spendono per rilassarsi al mare e sono costretti a convivere con la puzza, soprattutto la notte.
Ma da Gaia arrivano rassicurazioni. Daniele Franceschini, responsabile della divisione depurazione e fognatura, assicura che «non c'è un'avaria dell'impianto e niente ci ha indotto a particolari manovre».
Detto in altri termini: nulla di nuovo rispetto a quanto è sempre accaduto.
Il depuratore è sottodimensionato, ma non ci sono stati peggioramenti nell'ultimo periodo. Il responsabile sottolinea con forza che «nulla viene sversato nel fiume, una cosa del genere sarebbe da incoscienti. Tutti i liquami sono depurati». Le acque nere quindi non finiscono nel fiume. Anche se Franceschini non può nascondere l'inefficienza dell'impianto delle Querce: «Tutti i liquami sono depurati anche se il depuratore non svolge il suo compito in modo eccellente». Ecco allora il cattivo odore. «La temperatura si è alzata già a maggio e da domenica fa molto caldo, tanto più che il processo di depurazione è un po' laborioso».
Da tempo non piove, il fiume è secco, e le acque depurate non si mescolano con quelle del Frigido. Anche questo forse contribuisce al cattivo odore. C'è solo da sperare che questa sia davvero l'ultima estate per il depuratore delle Querce.
Nelle vie che fiancheggiano il Frigido, il fetore costringe i vacanzieri a fare la valigia per tornarsene a casa. È la solita storia, che si ripete ogni estate, da trent'anni: arriva il caldo e per chi vive nelle zone vicine al depuratore delle Querce e lungo il fiume la situazione si fa insostenibile. E a pagarne le conseguenze non sono solo i residenti, ma anche i turisti.
Lo racconta Emanuela Menchini, titolare con i genitori del'hotel Tilly, sul Lungofrigido di Levante. Ieri mattina una cliente, dopo una notte insonne per i cattivi odori, bagagli alla mano, si è presentata alla reception: «Davvero non riesco a sopportare il fetore, me ne vado». Aveva prenotato una camera per tutta la settimana, ma proprio non ce la faceva a resistere. I proprietari dell'albergo sono corsi ai ripari: «Abbiamo sistemato la signora - racconta Emanuela - nella nostra depandance, un po' più lontana dal fiume».
In effetti, l'odore c'è ed è davvero sgradevole. Sabato sera, dai ponti sul Frigido salivano odori di fognatura e la situazione è peggiorata domenica: la temperatura è salita e la puzza si è fatta più forte. Anche se i titolari dell'hotel Tilly assicurano che non si tratta di un caso isolato: «Sono due settimane che conviviamo con i miasmi. Solitamente sentivamo questi cattivi odori nei primi giorni della settimana quando l'impianto delle Querce depura i liquami del weekend. Ultimamente, però, il problema è quotidiano, eppure durante la settimana i turisti sono pochi e i volumi da depurare contenuti».
In serata, dopo le nove, il fetore è insostenibile: un pessimo biglietto da visita da presentare ai primi villegianti della stagione. Chi vive in quelle zone e da anni fa i conti con l'innefficienza del depuratore è preoccupato: temono che ci sia qualche problema all'impianto e che finiscano nel Frigido acque nere non trattate. Qualcuno ha l'impressione che sia aumentato il volume degli scarichi. Del resto il problema non è nuovo: negli anni scorsi alcuni cittadini avevano accusato disturbi come nausea, bruciori agli occhi e mal di testa, a causa del fetore. E, come se non bastasse, quel cattivo odore induce i turisti ad andarsene. E come non capirli? Spendono per rilassarsi al mare e sono costretti a convivere con la puzza, soprattutto la notte.
Ma da Gaia arrivano rassicurazioni. Daniele Franceschini, responsabile della divisione depurazione e fognatura, assicura che «non c'è un'avaria dell'impianto e niente ci ha indotto a particolari manovre».
Detto in altri termini: nulla di nuovo rispetto a quanto è sempre accaduto.
Il depuratore è sottodimensionato, ma non ci sono stati peggioramenti nell'ultimo periodo. Il responsabile sottolinea con forza che «nulla viene sversato nel fiume, una cosa del genere sarebbe da incoscienti. Tutti i liquami sono depurati». Le acque nere quindi non finiscono nel fiume. Anche se Franceschini non può nascondere l'inefficienza dell'impianto delle Querce: «Tutti i liquami sono depurati anche se il depuratore non svolge il suo compito in modo eccellente». Ecco allora il cattivo odore. «La temperatura si è alzata già a maggio e da domenica fa molto caldo, tanto più che il processo di depurazione è un po' laborioso».
Da tempo non piove, il fiume è secco, e le acque depurate non si mescolano con quelle del Frigido. Anche questo forse contribuisce al cattivo odore. C'è solo da sperare che questa sia davvero l'ultima estate per il depuratore delle Querce.
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