Sicurezza
massa
«Ordinanza inutile, il Comune doveva vigilare»
Francesco Turchi
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I locali potranno restare aperti in deroga fino alle 2 a Massa e fino alle 3 a Marina2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. «Questa ordinanza è inutile. Piuttosto chiediamo all'amministrazione comunale di indicarci un referente, al quale poter segnalare eventuali illeciti rispetto agli orari e al volume alto». Il dibattito sugli orari si arricchisce quotidianamente di nuove prese di posizioni. Stavolta intervengono anche alcuni residenti di Marina, che abitano in piazza Betti e dintorni: «Negli anni scorsi chi poteva tenere aperto fino alle 3, poi chiudeva alle 5. Chi aveva il permesso per poter diffondere musica fino alle 24, lo faceva fino alla chiusura (che in alcuni casi non avveniva mai poiché poi c'erano le colazioni delle 6) e fuori dal locale. Le regole c'erano già, ma venivano rispettate da pochi. Alle 3-4 di notte sembrava di essere ancora alle 23. Ovviamente dopo la chiusura che avveniva un po' alla "quando ci pare" c'era ancora da sopportare un'altra oretta di stazionamento degli avventori fuori dai locali nella totale indifferenza dei gestori. Si parla di Forte dei Marmi e della Versilia: lì i gestori rispettano gli orari stabiliti e non permettono lo stazionamento fuori dal loro locale dopo la chiusura invitando a rispettare chi abita nelle vicinanze».
Insomma, per risolvere la questione "basterebbe" che il Comune facesse rispettare le regole: «Non era certo difficile controllare chi era aperto dopo l'una senza aver chiesto la proroga, chi diffondeva musica senza avere l'autorizzazione. Ma non si è mai capito chi dovesse realmente controllare. Siamo davvero stanchi di dover contrapporre il nostro diritto al sonno al diritto di altri di guadagnare». E ancora: «Ci piacerebbe sapere cosa ne pensano gli albergatori di questa storia: dovrebbero essere tra i primi interessati nel caso davvero questo settore fosse danneggiato da quello che consideriamo un semplice rispetto delle regole di convivenza. In tutte le dichiarazioni rilasciate dai gestori ci è dispiaciuto non trovare un minimo di mea culpa per la situazione che si crea in alcune strade e piazze nella notte e per il disagio che si provoca a chi abita nelle vicinanze: anzi, siamo noi che abbiamo preso caso nel posto sbagliato».
Insomma, per risolvere la questione "basterebbe" che il Comune facesse rispettare le regole: «Non era certo difficile controllare chi era aperto dopo l'una senza aver chiesto la proroga, chi diffondeva musica senza avere l'autorizzazione. Ma non si è mai capito chi dovesse realmente controllare. Siamo davvero stanchi di dover contrapporre il nostro diritto al sonno al diritto di altri di guadagnare». E ancora: «Ci piacerebbe sapere cosa ne pensano gli albergatori di questa storia: dovrebbero essere tra i primi interessati nel caso davvero questo settore fosse danneggiato da quello che consideriamo un semplice rispetto delle regole di convivenza. In tutte le dichiarazioni rilasciate dai gestori ci è dispiaciuto non trovare un minimo di mea culpa per la situazione che si crea in alcune strade e piazze nella notte e per il disagio che si provoca a chi abita nelle vicinanze: anzi, siamo noi che abbiamo preso caso nel posto sbagliato».
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