Il dolore
carrara
«Coraggio imprenditoriale e nuove idee»
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Uno scorcio dei Nuovi Cantieri ApuaniaCon l'ingegnere carrarese, i cantieri avevano il bilancio in attivo «Servono innovazione tecnologica e di prodotto, tecnologia avanzata, diversificazione dell'offerta»
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CARRARA. Chi l'ha detto che i Nuovi Cantieri Apuania debbano chiudere i bilanci in perdita? Durante la gestione dell'ingegnere carrarese Alessandro Guadagni, dal 1998 al 2001, Nca ha fatto registrare degli utili, e la consegna delle navi, come la Superba, avveniva spesso in forte anticipo. Ovviamente, ogni periodo ha le sue caratteristiche e le sue specifiche condizioni, ed è difficile se non impossibile fare dei paragoni fra la realtà economica di dieci anni fa e quella odierna, gravata com'é da una crisi internazionale senza precedenti, ma in cui tuttavia, la concorrenza di quei Paesi che producono senza regole (Cina, Corea, Bangladesh, India ecc.) non è venuta mai meno. Ci è sembrato però utile però provare a contattare lo stesso ingegner Guadagni, oggi top manager a Parigi (città in cui vive) di una joint venture Italo-Francese che opera nel campo della difesa. La nostra impressione è che a Nca abbia lasciato una parte del suo cuore.
La prima osservazione dell'ingegnere è che, a suo avviso, Nca «meriterebbe una maggiore attenzione anche al di fuori della nostra provincia: il Cantiere purtroppo non ha molta visibilità al di fuori del nostro territorio», afferma.
E aggiunge: «Io provai, con scarso esito sul piano concreto, a sensibilizzare chi di dovere che l'Nca non era solo un problema apuano, ma toscano e che come tale meritava anche un impegno regionale dedicato e potente a fare confluire tutte le sinergie, a cominciare dalle banche (Mps, Banca Toscana e banche locali), nel suo sviluppo e nella sua affermazione. Il successo e la sopravvivenza dell'ultimo grande cantiere metalmeccanico toscano avrebbero meritato un'attenzione pari a quella che gli investitori e gli amministratori riservano ad altri prodotti che ci caratterizzano».
Secondo l'ex direttore generale di Nca «La Toscana, con le sue città d'arte, non "fa" solo turismo, vino, moda e marmo, sa fare anche navi e treni, ma bisognava crederci al di là di ogni retorica».
Sulla sua esperienza a Nca, ricorda in particolare: «Durante la mia permanenza all'Nca, alla ricerca delle sinergie, riuscii a convincere la nostra Banca cittadina (la Cassa di Risparmio di Carrara), grazie alla disponibilità del direttore di allora che si prese il "rischio" di credere nel Cantiere, a finanziare le nostre nuove costruzioni. Allora e per la prima volta Nca trovò sul territorio - la nostra Banca si mise a capo di un pool di banche nazionali - le risorse per lavorare ad un costo finanziario ragionevole. La capacità, il rigore e la disciplina di tutti gli interessati in azienda assicurarono la puntuale esecuzione delle navi, garantendo l'utile ai finanziatori, la soddisfazione degli armatori e il ritorno in attivo del bilancio aziendale».
ENTUSIASMO E IDEE. Un'esperienza, quella della guida di Nca da parte dell'ingegner Guadagni, senz'altro positiva e costruttiva. E forse, Guadagni si impegnò ancor di più perché carrarese e spinto, quindi, anche dall' orgoglio cttadino.
«Certo - conferma - io personalmente ci misi molto entusiasmo, anche se le critiche non mancarono da parte di chi forse non aveva capito le finalità di certe scelte non certo dettate da personalismo».
Proviamo a chiedergli: l'Azienda ha ancora spazio per operare sul mercato internazionale?
«La risposta non é facile - replica - anche perché non ne conosco la realtà attuale. Ho, qui da lontano, l'impressione che poco o nulla sia stato fatto per recuperare quegli spazi vuoti che si sono creati alla chiusura di molti cantieri anche vicini, nell'offerta di tecnologie di punta. Penso, per esempio, alle costruzioni di chimichiere in acciaio inox, prerogativa e vanto della Sec di Viareggio, che con il fallimento di quel cantiere, sono "partite", insieme agli armatori italiani che ancora investono molto nel settore, per la Cina. Poteva forse proporle l'Nca con un po' di coraggio imprenditoriale e nuove idee. Credo, infatti, che l'innovazione tecnologica e di prodotto, la tecnologia avanzata e la diversificazione dell'offerta sono ancora, non so per quanto però, un ingrediente fondamentale del successo che potrebbe avere il nostro cantiere, senza trascurare l'impegno degli addetti e la confluenza delle sinergie del territorio. Penso, per esempio, alle banche locali e alle scuole: allora, il "marittimo" insegnava molta tecnica della pesca e poco tecnica navale e noi, i periti navali, li andavomo a cercare a Livorno o alla Spezia».
IMPEGNO VERO. In conclusione, «Senza l'impegno vero di tutto il territorio e senza idee, il cantiere avrà sempre problemi. Resta immutato il mio attaccamento alla mia città, di cui da lontano vedo con dispiacere e un po' di dispetto i limiti e ricordo con affetto le peculiarità e le virtù, lo stesso dicasi per l'Nca».
La prima osservazione dell'ingegnere è che, a suo avviso, Nca «meriterebbe una maggiore attenzione anche al di fuori della nostra provincia: il Cantiere purtroppo non ha molta visibilità al di fuori del nostro territorio», afferma.
E aggiunge: «Io provai, con scarso esito sul piano concreto, a sensibilizzare chi di dovere che l'Nca non era solo un problema apuano, ma toscano e che come tale meritava anche un impegno regionale dedicato e potente a fare confluire tutte le sinergie, a cominciare dalle banche (Mps, Banca Toscana e banche locali), nel suo sviluppo e nella sua affermazione. Il successo e la sopravvivenza dell'ultimo grande cantiere metalmeccanico toscano avrebbero meritato un'attenzione pari a quella che gli investitori e gli amministratori riservano ad altri prodotti che ci caratterizzano».
Secondo l'ex direttore generale di Nca «La Toscana, con le sue città d'arte, non "fa" solo turismo, vino, moda e marmo, sa fare anche navi e treni, ma bisognava crederci al di là di ogni retorica».
Sulla sua esperienza a Nca, ricorda in particolare: «Durante la mia permanenza all'Nca, alla ricerca delle sinergie, riuscii a convincere la nostra Banca cittadina (la Cassa di Risparmio di Carrara), grazie alla disponibilità del direttore di allora che si prese il "rischio" di credere nel Cantiere, a finanziare le nostre nuove costruzioni. Allora e per la prima volta Nca trovò sul territorio - la nostra Banca si mise a capo di un pool di banche nazionali - le risorse per lavorare ad un costo finanziario ragionevole. La capacità, il rigore e la disciplina di tutti gli interessati in azienda assicurarono la puntuale esecuzione delle navi, garantendo l'utile ai finanziatori, la soddisfazione degli armatori e il ritorno in attivo del bilancio aziendale».
ENTUSIASMO E IDEE. Un'esperienza, quella della guida di Nca da parte dell'ingegner Guadagni, senz'altro positiva e costruttiva. E forse, Guadagni si impegnò ancor di più perché carrarese e spinto, quindi, anche dall' orgoglio cttadino.
«Certo - conferma - io personalmente ci misi molto entusiasmo, anche se le critiche non mancarono da parte di chi forse non aveva capito le finalità di certe scelte non certo dettate da personalismo».
Proviamo a chiedergli: l'Azienda ha ancora spazio per operare sul mercato internazionale?
«La risposta non é facile - replica - anche perché non ne conosco la realtà attuale. Ho, qui da lontano, l'impressione che poco o nulla sia stato fatto per recuperare quegli spazi vuoti che si sono creati alla chiusura di molti cantieri anche vicini, nell'offerta di tecnologie di punta. Penso, per esempio, alle costruzioni di chimichiere in acciaio inox, prerogativa e vanto della Sec di Viareggio, che con il fallimento di quel cantiere, sono "partite", insieme agli armatori italiani che ancora investono molto nel settore, per la Cina. Poteva forse proporle l'Nca con un po' di coraggio imprenditoriale e nuove idee. Credo, infatti, che l'innovazione tecnologica e di prodotto, la tecnologia avanzata e la diversificazione dell'offerta sono ancora, non so per quanto però, un ingrediente fondamentale del successo che potrebbe avere il nostro cantiere, senza trascurare l'impegno degli addetti e la confluenza delle sinergie del territorio. Penso, per esempio, alle banche locali e alle scuole: allora, il "marittimo" insegnava molta tecnica della pesca e poco tecnica navale e noi, i periti navali, li andavomo a cercare a Livorno o alla Spezia».
IMPEGNO VERO. In conclusione, «Senza l'impegno vero di tutto il territorio e senza idee, il cantiere avrà sempre problemi. Resta immutato il mio attaccamento alla mia città, di cui da lontano vedo con dispiacere e un po' di dispetto i limiti e ricordo con affetto le peculiarità e le virtù, lo stesso dicasi per l'Nca».
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