Il Tirreno

Rischia di saltare l’insediamento della Errepi

C’è crisi: il colosso della nautica rinuncia alla delocalizzazione in viale Galilei

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CARRARA. Non parte il maxi investimento targato Errepi (il gruppo romano della nautica che lavora per colossi come Azimut e Baglietto) nell’area di viale Galilei, dietro la ex fornace Saudino. E, questa volta, non sembra si tratti solo di problemi tecnici. Anzi, quelli sono stati risolti. O meglio sono in dirittura d’arrivo. Quello che è cambiato è il quadro generale dell’economia e, alle prese con la crisi, non sembra essere più tempo di spendere e spandere in nuovi insediamenti e delocalizzazioni. A frenare gli entusiasmi è Dino Sodini, confermato presidente provinciale di Cna. Di quei 22mila metri quadrati strategici sull’asse dell’Aurelia, finti nel mirino del gruppo romano Errepi, è proprietaria Asia, consorzio del ramo servizi (Caf) dell’associazione artigiana. «Non c’è ancora nulla, di fatto - ammette Sodini - In parte dipende da problemi legati alla viabilità. L’azienda interessata all’insediamento ci aveva, infatti, chiesto di allargare la strada. Abbiamo provveduto a questo e, naturalmente, i tempi si sono allungati anche perché non tutti i terreni della sona sono nostri e abbiamo dovuto procedere alle “cessioni bonarie”. Ma questo intervento adesso è quasi ultimato». Ma, a quanto apre gli investitori non sono più tanto convinti a creare questo polo produttivo in viale Galieli. «C’è crisi - si limita a dichiarare Sodini - e non sono i tempi migliori per fare grossi investimenti». Certo per il territorio sarebbe un brutto colpo: si tratterebbe di perdere un insediamento produttivo da 30-40 dipendenti, in un’area strategica collegata con l’asse dell’Aurtelia, che potrebbe rappresentare una prospettiva lavorativa importante per la città. E l’allarme, a proposito di una possibile fuga degli investitori, era già stata dato alcuni mesi fa: quando a far preoccupare Cna (o meglio Asia) era stato il vincolo idrogeologico a cui è sottoposta l’area e che aveva messo sul chi va là gli investitori. Si era poi arrivati a un compromesso: Errepi sarebbe venuta lo stesso all’ex Fornace, ma in un primo tempo senza costruire capannoni. Adesso, con il passare dle tempo la situazione sembra nuovamente cambiata. E questa volta il mezzo passo indietro non sarebbe legato alle condizioni dell’area ma a un cambiamento nella politica di investimenti dell’azienda romana.

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