Sicurezza
Hanno detto " sì" nella casa di Giulietta
Chiara Sillicani
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MASSA. Sono passati quasi cinquecento anni da quando William Shakespeare compose il suo capolavoro Romeo e Giulietta. Eppure il fascino dell'amore impossibile sopravvive immutato. E la casa di Giulietta a Verona rimane uno dei luoghi più romantici al mondo. Davvero il posto più indicato per promettersi amore eterno. Così ieri mattina alle 10 due giovani massesi hanno avuto il privilegio di essere i primi al mondo a dirsi sì all'ombra del balcone da cui la giovanissima Giulietta ascoltava le parole appassionate di Romeo. Irene Lanforti e Luca Ceccarelli si sono sposati nella casa dei Capuleti e si sono scambiati gli anelli nel cortile. Il famoso balcone ha fatto da scenario al primo bacio da moglie e marito.
Il comune di Verona ha infatti deciso di aprire le dimore storiche agli sposi che scelgono il rito civile e i due fidanzati, con il loro sì davanti al sindaco di Verona, Flavio Tosi, hanno inaugurato l'iniziativa. E davvero Irene ricordava l'immagine di Giulietta: la sobrietà dell'abito bianco, il viso pulito, i capelli sciolti, i lineamenti gentili e i grandi orecchini di stile rinascimentale le conferivano, affacciata al balcone, un'aria d'altri tempi. A festeggiare i due sposi non solo parenti ed amici, ma anche turisti, curiosi e soprattutto microfoni e telacamere delle principali reti nazionali. I nomi di Luca ed Irene, ha assicurato l'amministrazione veronese, erano i primi nella lista delle prenotazioni. Senza dubbio, però, Luca Ceccarelli aveva dalla sua parte un'arma in più: è un giocatore apprezzato della squadra cittadina, l'Hellas Verona. «Nessun privilegio - assicura il sindaco Tosi -, ma non possiamo che essere orgogliosi del fatto che a sposarsi per primo nella casa di Giulietta sia stato un giocatore dell'Hellas Verona». Il giovane calciatore, classe 1983, è noto a Massa per la sua carriera sportiva: ha giocato nello Spezia, nella Lucchese e, nella stagione 2001/2002, nella Fiorentina.
Anche la famiglia di Irene, un anno più piccola, disegnatrice di abiti, è conosciutissima in città: i genitori della ragazza, Barbara ed Igino, sono i proprietari del negozio Iglan Sport, di fronte alla chiesa della Misericordia. Il nonno paterno di Irene, Alberto Moisè, è il titolare di una nota azienda del lapideo, la Lm.
Non solo, i Moisè possiedono e gestiscono il Meeting Place, un centro sportivo in via Padraccio ai Ronchi, conosciuto anche come il Lago del sole. Lì si incontrano molti giovani massesi, appassionati di calcio e di pesca sportiva. Ma, attività imprenditoriali a parte, la famiglia di Irene non passa inosservata in città perchè, è davvero il caso di dirlo, si distingue dalla norma. Irene, infatti, è la terza di sei figli. Tutti a Massa conoscono Barbara e Igino per la loro voglia di vivere, la loro passione per i figli e l'idea che «tanti sia meglio che pochi».
Quattro maschi e due femmine, una vera squadra, apprezzata e amata in città: onesti, laboriosi e mossi da una profonda fede. Igino Lanforti è, infatti, insegnante di religione e frequenta la parrocchia della Cattedrale. E forse proprio la fede lo ha spinto a scegliere la via più impegnativa: quella di una famiglia numerosa.
Irene e Luca stavano insieme dai tempi del liceo scientifico: il loro rapporto è proseguito negli anni, nonostante la professione di Luca lo abbia portato lontano da Massa. E dopo sette anni di fidanzamento, i due giovani massesi hanno deciso di sposarsi. E allora, quale posto migliore del balcone di Giulietta? «È vero che quella di Shakespeare è una grande storia d'amore finita male - ha commentato la sposa - ma Romeo e Giulietta sono rimasti insieme per l'eternità. E noi avviamente vogliamo restare insieme per tutta la vita e amarci per sempre». Lo scenario romantico e il fascino della storia di un amore vissuto fino alla morte, hanno commosso il giocatore dell'Hellas che ha confidato ai cronisti: «È stata un'emozione incredibile, mi è sembrato di vivere un sogno». La notizia del matrimonio ha fatto il giro della città, tra i compagni del liceo dei due ragazzi, tra gli amici della parocchia e i clienti del negozio di articoli sportivi. E già si moltiplicano le chiacchiere sul futuro dei neo sposi. I ben informati assicurano che Luca ed Irene si trasferiranno a Verona, in un appartamento vicinissimo all'Arena. Nessuno può confermare, al negozio e alla ditta del nonno non risponde nessun: stanno tutti festeggiando. Ma in città sono molti a chiedersi se anche i due ragazzi sceglieranno, come hanno fatto i genitori di Irene, di avere una famiglia numerosa. Per ora si godono il momento: la felicità del matrimonio e il loro giorno di notorietà.
Il comune di Verona ha infatti deciso di aprire le dimore storiche agli sposi che scelgono il rito civile e i due fidanzati, con il loro sì davanti al sindaco di Verona, Flavio Tosi, hanno inaugurato l'iniziativa. E davvero Irene ricordava l'immagine di Giulietta: la sobrietà dell'abito bianco, il viso pulito, i capelli sciolti, i lineamenti gentili e i grandi orecchini di stile rinascimentale le conferivano, affacciata al balcone, un'aria d'altri tempi. A festeggiare i due sposi non solo parenti ed amici, ma anche turisti, curiosi e soprattutto microfoni e telacamere delle principali reti nazionali. I nomi di Luca ed Irene, ha assicurato l'amministrazione veronese, erano i primi nella lista delle prenotazioni. Senza dubbio, però, Luca Ceccarelli aveva dalla sua parte un'arma in più: è un giocatore apprezzato della squadra cittadina, l'Hellas Verona. «Nessun privilegio - assicura il sindaco Tosi -, ma non possiamo che essere orgogliosi del fatto che a sposarsi per primo nella casa di Giulietta sia stato un giocatore dell'Hellas Verona». Il giovane calciatore, classe 1983, è noto a Massa per la sua carriera sportiva: ha giocato nello Spezia, nella Lucchese e, nella stagione 2001/2002, nella Fiorentina.
Anche la famiglia di Irene, un anno più piccola, disegnatrice di abiti, è conosciutissima in città: i genitori della ragazza, Barbara ed Igino, sono i proprietari del negozio Iglan Sport, di fronte alla chiesa della Misericordia. Il nonno paterno di Irene, Alberto Moisè, è il titolare di una nota azienda del lapideo, la Lm.
Non solo, i Moisè possiedono e gestiscono il Meeting Place, un centro sportivo in via Padraccio ai Ronchi, conosciuto anche come il Lago del sole. Lì si incontrano molti giovani massesi, appassionati di calcio e di pesca sportiva. Ma, attività imprenditoriali a parte, la famiglia di Irene non passa inosservata in città perchè, è davvero il caso di dirlo, si distingue dalla norma. Irene, infatti, è la terza di sei figli. Tutti a Massa conoscono Barbara e Igino per la loro voglia di vivere, la loro passione per i figli e l'idea che «tanti sia meglio che pochi».
Quattro maschi e due femmine, una vera squadra, apprezzata e amata in città: onesti, laboriosi e mossi da una profonda fede. Igino Lanforti è, infatti, insegnante di religione e frequenta la parrocchia della Cattedrale. E forse proprio la fede lo ha spinto a scegliere la via più impegnativa: quella di una famiglia numerosa.
Irene e Luca stavano insieme dai tempi del liceo scientifico: il loro rapporto è proseguito negli anni, nonostante la professione di Luca lo abbia portato lontano da Massa. E dopo sette anni di fidanzamento, i due giovani massesi hanno deciso di sposarsi. E allora, quale posto migliore del balcone di Giulietta? «È vero che quella di Shakespeare è una grande storia d'amore finita male - ha commentato la sposa - ma Romeo e Giulietta sono rimasti insieme per l'eternità. E noi avviamente vogliamo restare insieme per tutta la vita e amarci per sempre». Lo scenario romantico e il fascino della storia di un amore vissuto fino alla morte, hanno commosso il giocatore dell'Hellas che ha confidato ai cronisti: «È stata un'emozione incredibile, mi è sembrato di vivere un sogno». La notizia del matrimonio ha fatto il giro della città, tra i compagni del liceo dei due ragazzi, tra gli amici della parocchia e i clienti del negozio di articoli sportivi. E già si moltiplicano le chiacchiere sul futuro dei neo sposi. I ben informati assicurano che Luca ed Irene si trasferiranno a Verona, in un appartamento vicinissimo all'Arena. Nessuno può confermare, al negozio e alla ditta del nonno non risponde nessun: stanno tutti festeggiando. Ma in città sono molti a chiedersi se anche i due ragazzi sceglieranno, come hanno fatto i genitori di Irene, di avere una famiglia numerosa. Per ora si godono il momento: la felicità del matrimonio e il loro giorno di notorietà.
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