Il Tirreno

Traditi dai panigacci, arrestati latitanti

I due boss hanno trovato i carabinieri all’uscita del ristorante

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MASSA. Li avevano segnalati a Massa e provincia quei due latitanti della cosca Arena della ’ndrangheta di Isola Capo Rizzuto, nel crotonese. Erano sfuggiti all’arresto un mese e mezzo fa Paolo Lentini, 35 anni, Antonio Morelli, 58 anni, e in queste settimane hanno cambiato nascondiglio più volte. Da poco erano arrivati a Massa. A tradirli una soffiata. I carabinieri li hanno presi venerdì sera a Podenzana, all’uscita di un ristorante. Avevano assaggiato i panigacci per la prima volta, ma alla vista delle manette gli sono rimasti sullo stomaco. I due hanno provato a mostrare documenti falsi, ma quando hanno capito che i militari sapevano chi erano si sono arresi senza fare storie. Si sono consegnati come fanno i boss. «Sapevamo che prima o poi la nostra latitanza sarebbe finita», ha detto uno dei due mentre gli mettevano le manette. Eppure erano stati attenti alle loro mosse. Erano arrivati a Massa, probabilmente ci sono rimasti una notte, e poi si sono spostati in Lunigiana. I carabinieri sapevano che si trovavano in provincia, forse ad Aulla. Oltre alle foto segnaletiche un altro indizio: viaggiavano su una Dacia Logan. Un’auto non proprio conosciuta. Una vettura che non passa inosservata. Erano stati prudenti, però: alla reception dell’albergo dove avevano dormito hanno consegnato due carte di identità false. Le stesse che hanno mostrato ai militari. Però quell’auto è stata un bersaglio troppo semplice da individuare per le quattro pattuglie scese in strada venerdì sera. La pista giusta era Podenzana. E proprio in una stradina del paese la Dacia ha incrociato una pattuglia. Il carabiniere che stava accanto all’autista è riuscito a riconoscere Morelli. I militari hanno fatto finta di nulla e hanno dato l’allarme. La coppia di latitanti è stata seguita da lontano, finché la Dacia non si è fermata nel parcheggio di un ristorante. Era venerdì sera e c’era tanta gente nel locale. I carabinieri per evitare sparatorie hanno atteso che i due boss consumassero la cena e uscissero. Una volta nel parcheggio si sono fatti riconoscere. «Fermi, carabinieri». Una ventina di uomini in divisa ha bloccato la coppia e gli ha chiesto di muoversi lentamente. Morelli e Lentini hanno eseguito gli ordini e hanno sfilato dai portafogli i documenti. Due carte di identità false, però. Tanto che quando hanno capito che i carabinieri diventavano insistenti hanno confessato: «Siamo noi, non facciamo resistenza». I due sono stati portati nel carcere di Massa e messi a disposizione dell’antimafia di Catanzaro. Dovranno spiegare perché si trovavano in Lunigiana, anche se i collegamenti tra il clan Arena e Reggio Emilia lasciano pochi dubbi. Forse aspettavano che il Riesame decidesse sulla loro custodia cautelare.

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