Sicurezza
carrara
Un falso da 2 milioni di euro
Alessandra Vivoli
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La Procura della Repubblica di Massa3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Avrebbe approfittato di fogli in bianco, fatti precedentemente firmare del suo cliente, per redigere una scrittura privata, all'insaputa del suo assistito. Il tutto per concludere un grosso affare: la vendita di beni (in particolare di un terreno demaniale edificabile) di un valore superiore a 1milione e 600mila euro. È finito così nei guai un noto avvocato carrarese: la Procura ha appena concluso le indagini a suo carico. L'accusa è quella di falso. O meglio di «falsità in foglio firmato in bianco». Questa la prospettazione accusatoria su cui dovrà esprimersi il Gip.
Una vicenda complessa. Che vede come protagonista un avvocato carrarese. Un'area al centro di molti appetiti. E, sullo sfondo un affare «del secolo» da quasi due milioni i euro.
Gli ingredienti ci sono tutti: i preziosissimi diritti concessori su un'area demaniale, tre società coinvolte (una straniera) e nel mezzo una cifra da capogiro.
Un milione e 650mila euro: questo il prezzo di vendita del lotto al centro della querelle legale finita al centro delle indagini.
I fatti risalgono all'agosto del 2006: le scritture private finiti al centro delle indagini della Procura della repubblica sono tre. Quelle che, poco tempo dopo, finiscono in un esposto presentato dal cliente dell'avvocato. Nei confronti dello stesso legale, proprio quello che lo stava assistendo in questo articolato affare.
L'accusa avanzata a carico del legale è molto pesante: «Al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio patrimoniale l'avvocato - così si legge nell'esposto - avrebbe fatto firmare al suo cliente più fogli in bianco, dei quali aveva possesso quale suo legale di fiducia, con facoltà di riempirli. Abusando degli stessi per quanto vi scriveva o vi faceva scrivere».
Il reato è quello contenuto nell'articolo 486 del codice penale: «Falsità in foglio firmato in bianco, atto privato». Si considera firmato in bianco il foglio in cui - così recita la legge - «il sottoscrittore abbia lasciato bianco un qualsiasi spazio destinato ad essere riempito».
E anche la pena prevista è assai pesante: «Chiunque abusando di un foglio firmato in bianco, vi scrive o via fa scrivere un atto privato produttivo di effetti giuridici diverso da quello cui era obbligato o autorizzato - si legge nel codice penale - è puntio con la reclusione da sei mesi a tre anni».
Insomma una vicenda molto delicata dove i condizionali sono d'obbligo visto che, a livello giudiziario, siamo nella fase di avviso di chiusura delle indagini.
La Procura della Repubblica ha, infatti, comunicato di aver portato a termine le indagini relative all'esposto presnetato nei confronti dell'avvocato dal suo (ormai ex) cliente.
La parte istruttoria è terminata. Sarà il gip adesso a stabilire se rinviare a giudizio il legale oppure archiviare il tutto.
Una vicenda complessa. Che vede come protagonista un avvocato carrarese. Un'area al centro di molti appetiti. E, sullo sfondo un affare «del secolo» da quasi due milioni i euro.
Gli ingredienti ci sono tutti: i preziosissimi diritti concessori su un'area demaniale, tre società coinvolte (una straniera) e nel mezzo una cifra da capogiro.
Un milione e 650mila euro: questo il prezzo di vendita del lotto al centro della querelle legale finita al centro delle indagini.
I fatti risalgono all'agosto del 2006: le scritture private finiti al centro delle indagini della Procura della repubblica sono tre. Quelle che, poco tempo dopo, finiscono in un esposto presentato dal cliente dell'avvocato. Nei confronti dello stesso legale, proprio quello che lo stava assistendo in questo articolato affare.
L'accusa avanzata a carico del legale è molto pesante: «Al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio patrimoniale l'avvocato - così si legge nell'esposto - avrebbe fatto firmare al suo cliente più fogli in bianco, dei quali aveva possesso quale suo legale di fiducia, con facoltà di riempirli. Abusando degli stessi per quanto vi scriveva o vi faceva scrivere».
Il reato è quello contenuto nell'articolo 486 del codice penale: «Falsità in foglio firmato in bianco, atto privato». Si considera firmato in bianco il foglio in cui - così recita la legge - «il sottoscrittore abbia lasciato bianco un qualsiasi spazio destinato ad essere riempito».
E anche la pena prevista è assai pesante: «Chiunque abusando di un foglio firmato in bianco, vi scrive o via fa scrivere un atto privato produttivo di effetti giuridici diverso da quello cui era obbligato o autorizzato - si legge nel codice penale - è puntio con la reclusione da sei mesi a tre anni».
Insomma una vicenda molto delicata dove i condizionali sono d'obbligo visto che, a livello giudiziario, siamo nella fase di avviso di chiusura delle indagini.
La Procura della Repubblica ha, infatti, comunicato di aver portato a termine le indagini relative all'esposto presnetato nei confronti dell'avvocato dal suo (ormai ex) cliente.
La parte istruttoria è terminata. Sarà il gip adesso a stabilire se rinviare a giudizio il legale oppure archiviare il tutto.
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