La manifestazione
carrara
Indagine fiscale sulla Cassa di Carrara
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La Cassa di risparmio di CarraraL'Agenzia delle entrate regionale conferma: i controlli ci sono, saranno ultimati prima dell'estate
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CARRARA. Indagine fiscale sulla Cassa di risparmio di Carrara. Gli ispettori dell'ufficio grandi contribuenti dell'Agenzia delle entrate toscana (sezione di Firenze), sono al lavoro, a Carrara, già da un mese. Le verifiche sulla banca cittadina dovrebbero essere ultimate prima dell'avvio dell'estate. Insomma ci vorrà ancora una ventina di giorni.
L'indagine fiscale. La notizia arriva direttamente dall'ufficio grandi contribuenti dell'Agenzia delle entrate regionale. «C'è un controllo fiscale sulla Cassa di risparmio di Carrara - dichiara il dirigente dell'ufficio grandi contribuenti, dottor Eraldo Cerisano - I nostri ispettori stanno analizzando una serie di operazioni messe in atto dalla banca». E l'indagine dell'Agenzia delle Entrate sarebbe iniziata già da un mese: ma, stando a quando riferiscono dalla sede fiorentina, è ancora in una fase iniziale. «Abbiamo iniziato la verifica un mese fa - continua il dottor Cerisano - Verrà chiusa entro l'estate. Questi sono i tempi normali quando si tratta di grandi contribuenti».
Ma qual è il fine di questa indagine? Chiediamo al dirigente dell'Ufficio grandi contribuenti.
«La verifica è ancora in corso e quindi non possiamo dire nulla. Il controllo non è stato ultimato».
La banca: non ci risulta. Partiamo da un dato di fatto. L'indagine fiscale non è un atto riservato. Questo lo confermano all'Agenzia delle entrate di Firenze (l'ufficio è sempre quello dei grandi contribuenti) che ha confermato l'operazione in essere. Anzi ha pure fatto il punto sui tempi: è stata avviata un mese fa e sarà terminata prima dell'inizio dell'estate.
Abbiamo chiesto un riscontro della verifica fiscale in corso al presidente della Cassa di risparmio di Carrara, Ciro Gaspari. «Non mi risulta, non so cosa dirvi». Questo quello che ci ha risposto il numero uno della Crc. E anche negli uffici della banca cittadina nessuno sembra essere al corrente dei fatti.
Abbiamo quindi fatto un'altra verifica (ieri pomeriggio) contattando di nuovo il dirigente dell'ufficio grandi contribuenti delle Entrate.
«L'indagine fiscale alla Cassa di risparmio di Carrara è in corso - ha confermato il dottor Cerisano - Ci sono i nostri ispettori».
Le altre verifiche. Un'operazione complessa. Denunciata nell'ottobre scorso dall'Espresso. Il marchingegno da cui poi sono partite verifiche fiscali in tutta Italia, è questo: le banche avrebbero eluso il fisco sfruttando i trattati bilaterali con paesi come Lussemburgo e Regno Unito che vietano la doppia imposizione. E che hanno la ritenuta fiscale più bassa rispetto a quella italiana. L'Espresso aveva pubblicato i nomi dei gruppi bancari che avrebbero sottoscritto tale tipo di operazione: Abax-Credem, Antonveneta, Interbanca, Intesa San Paolo, Monte dei Paschi, Popolare di Milano, Popolare Verona, Popolare Vicentina e Carige.
L'indagine fiscale. La notizia arriva direttamente dall'ufficio grandi contribuenti dell'Agenzia delle entrate regionale. «C'è un controllo fiscale sulla Cassa di risparmio di Carrara - dichiara il dirigente dell'ufficio grandi contribuenti, dottor Eraldo Cerisano - I nostri ispettori stanno analizzando una serie di operazioni messe in atto dalla banca». E l'indagine dell'Agenzia delle Entrate sarebbe iniziata già da un mese: ma, stando a quando riferiscono dalla sede fiorentina, è ancora in una fase iniziale. «Abbiamo iniziato la verifica un mese fa - continua il dottor Cerisano - Verrà chiusa entro l'estate. Questi sono i tempi normali quando si tratta di grandi contribuenti».
Ma qual è il fine di questa indagine? Chiediamo al dirigente dell'Ufficio grandi contribuenti.
«La verifica è ancora in corso e quindi non possiamo dire nulla. Il controllo non è stato ultimato».
La banca: non ci risulta. Partiamo da un dato di fatto. L'indagine fiscale non è un atto riservato. Questo lo confermano all'Agenzia delle entrate di Firenze (l'ufficio è sempre quello dei grandi contribuenti) che ha confermato l'operazione in essere. Anzi ha pure fatto il punto sui tempi: è stata avviata un mese fa e sarà terminata prima dell'inizio dell'estate.
Abbiamo chiesto un riscontro della verifica fiscale in corso al presidente della Cassa di risparmio di Carrara, Ciro Gaspari. «Non mi risulta, non so cosa dirvi». Questo quello che ci ha risposto il numero uno della Crc. E anche negli uffici della banca cittadina nessuno sembra essere al corrente dei fatti.
Abbiamo quindi fatto un'altra verifica (ieri pomeriggio) contattando di nuovo il dirigente dell'ufficio grandi contribuenti delle Entrate.
«L'indagine fiscale alla Cassa di risparmio di Carrara è in corso - ha confermato il dottor Cerisano - Ci sono i nostri ispettori».
Le altre verifiche. Un'operazione complessa. Denunciata nell'ottobre scorso dall'Espresso. Il marchingegno da cui poi sono partite verifiche fiscali in tutta Italia, è questo: le banche avrebbero eluso il fisco sfruttando i trattati bilaterali con paesi come Lussemburgo e Regno Unito che vietano la doppia imposizione. E che hanno la ritenuta fiscale più bassa rispetto a quella italiana. L'Espresso aveva pubblicato i nomi dei gruppi bancari che avrebbero sottoscritto tale tipo di operazione: Abax-Credem, Antonveneta, Interbanca, Intesa San Paolo, Monte dei Paschi, Popolare di Milano, Popolare Verona, Popolare Vicentina e Carige.
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