Sicurezza
massa
Saranno demoliti terrazze e gabinetti abusivi
◗
Stefano Benedetti (La Destra) 3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. «Il Comune ha avviato una vera e propria caccia alle opere abusive: saranno demoliti terrazze, gabinetti e piccole strutture che i cittadini si sono realizzati per necessità su terreni di loro proprietà. È un'iniziativa inaccettabile». A tal punto che domani mattina (ore 11) davanti al municipio di Massa ci sarà un sit-in di protesta. A chiamare a raccolta i cittadini è il consigliere comunale Stefano Benedetti (La Destra), secondo cui l'amministrazione comunale si starebbe scagliando contro «centinaia di casi di piccoli abusivismi abitativi, frutto anche della paralisi trentennale dal punto di vista urbanistico, dovuta alla mancanza di un Piano regolatore. Si dovrebbe semmai partire dagli abusi speculativi, con la demolizione di ville e attività commerciali che non hanno le autorizzazioni».
«Questo piano di demolizioni - spiega Benedetti - era già stato avviato circa un anno e mezzo fa, ma era stato interrotto per la mancanza di fondi. Ora il Comune ha trovato nuove risorse ed è ripartita la caccia: non voglio difendere gli abusivismi in generale, ma è chiaro che le priorità devono essere altre. A Massa, salvo alcune opere autorizzate in modo anomalo proprio dal Comune, non esiste nessun abusivismo speculativo e tutto ciò che vediamo in giro è stato creato per stretta necessità familiare: bisogno di costruire un bagno, una stanza in più per i figli oppure l'ampliamento di una casa per far posto ai figli che si sposano. Un 84enne è stato multato e denunciato perché aveva costruito una micro-capanna per gli attrezzi: è questo l'abusivismo da combattere?».
Benedetti attacca la vicesindaco: «Questo è l'abusivismo così "grave" per la compagna Nardi, che da buona comunista moralista non esita ad abbattere case, opere abusive e magari a mettere qualche famiglia in mezzo alla strada. Ma evidentemente tutto ciò vale solo per gli altri: penso alla casina di legno abusiva che lei stessa aveva comprato ed installato all'interno del parco pubblico di Ricortola. Si è sempre fermamente opposta fino all'ultimo alla sua rimozione e poi, dopo l'ennesimo esposto inoltrato dal sottoscritto anche alla Procura della Repubblica, ha dovuto arrendersi per evitare uno scandalo». Secondo il consigliere della Destra le responsabilità della situazione hanno radici lontane: «L'attuale Giunta contesta gli abusivismi di tipo familiare, nonostante la nostra città sia stata e sia ancora paralizzata dal punto di vista urbanistico con un Piano Regolatore vecchio di trent'anni e le norme di salvaguardia applicate dopo l'adozione del Piano Strutturale, che, da una parte bloccano qualsiasi piccolo intervento e dall'altra favoriscono in modo indiscriminato i grandi interventi, compresi quelli degli imprenditori carraresi, che in pochi anni scaricheranno tonnellate di cemento alla Partaccia in piena zona turistica. Mi vengono in mente tutte le autorizzazioni rilasciate all'interno del perimetro Sin, in modo illegittimo ed in assenza della documentazione obbligatoria. Presto renderò noto l'elenco di queste opere: mi chiedo se il Comune sarà così solerte da eliminare anche questi abusi compreso i palazzi direzionali Olidor?».
Ma secondo Benedetti ci sono anche altri aspetti da tenere in considerazione: «Altra questione che non va a braccetto con gli interventi di demolizione del Comune è quella relativa all'Ufficio condoni. Dopo gli arresti ed i successivi impegni assunti dalla precedente e dall'attuale amministrazione di ripresa dell'attività e quindi di smaltimento delle pratiche di condono che giacciono nei cassetti da anni, l'ufficio è ancora paralizzato. Vorrei sapere dall'assessore Martina Nardi quanti degli interventi di demolizione previsti riguardano pratiche di condono presentate anni fa e non ancora prese in considerazione? Insomma, in una città dove mancano da anni gli strumenti urbanistici, con un consiglio comunale che avanza a colpi di varianti urbanistiche, con una maggioranza di centrosinistra che favorisce i grandi insediamenti (vedi Riva dei Ronchi, l'ospedale unico, il porticciolo turistico e le colonie), i cittadini dovrebbero rimetterci soldi e tempo perché l'assessore "moralista" Nardi ha deciso di abbattere tutto ciò che per molte famiglie è necessario e rappresenta un diritto per poter vivere con dignità? Mi auguro di vedere tanti cittadini davanti al municipio, per aiutarci a dire "no" a questo tipo di lotta all'abusivismo».
«Questo piano di demolizioni - spiega Benedetti - era già stato avviato circa un anno e mezzo fa, ma era stato interrotto per la mancanza di fondi. Ora il Comune ha trovato nuove risorse ed è ripartita la caccia: non voglio difendere gli abusivismi in generale, ma è chiaro che le priorità devono essere altre. A Massa, salvo alcune opere autorizzate in modo anomalo proprio dal Comune, non esiste nessun abusivismo speculativo e tutto ciò che vediamo in giro è stato creato per stretta necessità familiare: bisogno di costruire un bagno, una stanza in più per i figli oppure l'ampliamento di una casa per far posto ai figli che si sposano. Un 84enne è stato multato e denunciato perché aveva costruito una micro-capanna per gli attrezzi: è questo l'abusivismo da combattere?».
Benedetti attacca la vicesindaco: «Questo è l'abusivismo così "grave" per la compagna Nardi, che da buona comunista moralista non esita ad abbattere case, opere abusive e magari a mettere qualche famiglia in mezzo alla strada. Ma evidentemente tutto ciò vale solo per gli altri: penso alla casina di legno abusiva che lei stessa aveva comprato ed installato all'interno del parco pubblico di Ricortola. Si è sempre fermamente opposta fino all'ultimo alla sua rimozione e poi, dopo l'ennesimo esposto inoltrato dal sottoscritto anche alla Procura della Repubblica, ha dovuto arrendersi per evitare uno scandalo». Secondo il consigliere della Destra le responsabilità della situazione hanno radici lontane: «L'attuale Giunta contesta gli abusivismi di tipo familiare, nonostante la nostra città sia stata e sia ancora paralizzata dal punto di vista urbanistico con un Piano Regolatore vecchio di trent'anni e le norme di salvaguardia applicate dopo l'adozione del Piano Strutturale, che, da una parte bloccano qualsiasi piccolo intervento e dall'altra favoriscono in modo indiscriminato i grandi interventi, compresi quelli degli imprenditori carraresi, che in pochi anni scaricheranno tonnellate di cemento alla Partaccia in piena zona turistica. Mi vengono in mente tutte le autorizzazioni rilasciate all'interno del perimetro Sin, in modo illegittimo ed in assenza della documentazione obbligatoria. Presto renderò noto l'elenco di queste opere: mi chiedo se il Comune sarà così solerte da eliminare anche questi abusi compreso i palazzi direzionali Olidor?».
Ma secondo Benedetti ci sono anche altri aspetti da tenere in considerazione: «Altra questione che non va a braccetto con gli interventi di demolizione del Comune è quella relativa all'Ufficio condoni. Dopo gli arresti ed i successivi impegni assunti dalla precedente e dall'attuale amministrazione di ripresa dell'attività e quindi di smaltimento delle pratiche di condono che giacciono nei cassetti da anni, l'ufficio è ancora paralizzato. Vorrei sapere dall'assessore Martina Nardi quanti degli interventi di demolizione previsti riguardano pratiche di condono presentate anni fa e non ancora prese in considerazione? Insomma, in una città dove mancano da anni gli strumenti urbanistici, con un consiglio comunale che avanza a colpi di varianti urbanistiche, con una maggioranza di centrosinistra che favorisce i grandi insediamenti (vedi Riva dei Ronchi, l'ospedale unico, il porticciolo turistico e le colonie), i cittadini dovrebbero rimetterci soldi e tempo perché l'assessore "moralista" Nardi ha deciso di abbattere tutto ciò che per molte famiglie è necessario e rappresenta un diritto per poter vivere con dignità? Mi auguro di vedere tanti cittadini davanti al municipio, per aiutarci a dire "no" a questo tipo di lotta all'abusivismo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
