Attenzione
Camorrista guidava l’ambulanza
Boss arrestato a Massa: deve scontare tre anni
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Guidava ogni giorno l’ambulanza della Croce Verde di Marina di Massa ed era apprezzato per la sua efficienza e la sua gentilezza. Nessuno poteva immaginare che Camillo Petito, 53 anni, era un personaggio non soltanto noto alle forze dell’ordine, ma ritenuto addirittura un elemento di spicco del clan Marrazzo, operante nei comuni a nord di Napoli. Ieri mattina, mentre era in servizio a bordo di un’ambulanza, è stato intercettato dai carabinieri del nucleo investigativo del gruppo di Castello di Cisterna con un ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale di Napoli, perché deve scontare una pena di 2 anni, 9 mesi e 7 giorni di reclusione per associazione per delinquere di stampo mafioso e altri reati, legati alla sua attività nel clan di Sant’Antimo. Camillo era irreperibile dall’ottobre scorso.
La vicenda ha sorpreso i volontari e i responsabili della Croce Verde, che hanno conosciuto Camillo come «un uomo buono e bravo nel suo lavoro». Già da diverso tempo Petito usufruiva di una borsa lavoro del Comune di Massa: si tratta di una forma di sostegno per persone che sono in condizioni sociali disagiate: 4-500 euro di indennizzo al mese, che permettevano a Camillo di condurre una vita dignitosa.
Aveva iniziato con la Croce Verde Onlus di Fossola: «È un tipo tranquillo. Con noi aveva preso il brevetto di autista di mezzi di soccorso: guidava benissimo», ricorda il presidente Andrea Tarabella. Poi alcuni mesi fa, da una “costola” della Onlus con sede a Fossola di Carrara è nata una nuova sezione della Croce Verde, a Marina di Massa, guidata da Manuela Tolaini (ex presidente del quartiere 5 di Marina): «Per noi - assicura Tolaini - si è trattato di una vera e propria doccia fredda. Svolgeva la sua mansione di autista con estrema dignità e correttezza. Per noi è un nuovo un po’ schivo e molto rispettoso degli altri». Ma in realtà Camillo Petito è un mafioso e dovrà trascorrere i prossimi 33 mesi in carcere.
Petito guidava le ambulanze della Croce Verde di Marina di Massa per 6 ore al giorno, grazie a una borsa-lavoro pagata dal Comune: «Quando ci siamo insediati - spiega l’assessore Gabriella Gabrielli - questo signore usufruiva già di questo genere di sostegno, che viene riconosciuto a soggetti che si trovano in una situazione di disagio socio-economico». C. F. e F.T.
La vicenda ha sorpreso i volontari e i responsabili della Croce Verde, che hanno conosciuto Camillo come «un uomo buono e bravo nel suo lavoro». Già da diverso tempo Petito usufruiva di una borsa lavoro del Comune di Massa: si tratta di una forma di sostegno per persone che sono in condizioni sociali disagiate: 4-500 euro di indennizzo al mese, che permettevano a Camillo di condurre una vita dignitosa.
Aveva iniziato con la Croce Verde Onlus di Fossola: «È un tipo tranquillo. Con noi aveva preso il brevetto di autista di mezzi di soccorso: guidava benissimo», ricorda il presidente Andrea Tarabella. Poi alcuni mesi fa, da una “costola” della Onlus con sede a Fossola di Carrara è nata una nuova sezione della Croce Verde, a Marina di Massa, guidata da Manuela Tolaini (ex presidente del quartiere 5 di Marina): «Per noi - assicura Tolaini - si è trattato di una vera e propria doccia fredda. Svolgeva la sua mansione di autista con estrema dignità e correttezza. Per noi è un nuovo un po’ schivo e molto rispettoso degli altri». Ma in realtà Camillo Petito è un mafioso e dovrà trascorrere i prossimi 33 mesi in carcere.
Petito guidava le ambulanze della Croce Verde di Marina di Massa per 6 ore al giorno, grazie a una borsa-lavoro pagata dal Comune: «Quando ci siamo insediati - spiega l’assessore Gabriella Gabrielli - questo signore usufruiva già di questo genere di sostegno, che viene riconosciuto a soggetti che si trovano in una situazione di disagio socio-economico». C. F. e F.T.
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