Il Tirreno

Il re degli esorcisti a Carrara

Alessandra Poggi
Il re degli esorcisti a Carrara

Il re degli esorcisti cattolici, padre Amorth, a Carrara. E centinaia di fedeli (e curiosi) che vengono ad assistere. Il numero uno dell’esorcismo cattolico, esperto Mariologo, era a Bergiola per festeggiare il 25º anniversario dell’episcopato di monsignor Eugenio Binini. Un evento che mescola modernità e riti da  medioevo

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 CARRARA. Padre Gabriele Amorth dice la sua messa di liberazione, i fedeli alzano le mani al cielo per ringraziare Gesù, e qua e là, si alzano grida inquietanti. Sono quelle degli “indemoniati”, almeno una ventina, tenuti fermi da parenti e amici, che cercano di placare la loro “alterazione diabolica”. È quanto è successo ieri mattina a Bergiola Foscalina, nel parco della Casa del sollievo, dove padre Gabriele Amorth, l’uomo che dal 1986 al 2007, avrebbe realizzato 70mila esorcismi.

 Il numero uno dell’esorcismo cattolico, esperto Mariologo, era a Bergiola, presso Carrara, per festeggiare il 25º anniversario dell’episcopato di monsignor Eugenio Binini, che ha partecipato nel pomeriggio alla festa di liberazione. Centinaia i partecipanti giunti da diverse zone d’Italia.
 Difficile capire fino a che punto giochi la suggestione, la voglia di protagonismo, una qualche patologia psichica o se ci sia veramente lo zampino del maligno. Ma per quelle venti persone, la possessione è reale.

 Come sono reali gli insulti lanciati verso padre Amorth, gli occhi che roteano e guardano con sdegno, le contorsioni del collo e la lotta per liberarsi dalle mani di chi li tiene fermi.
 Due di loro, due donne di Brescia, venute apposta con un pullman di fedeli per partecipare alla messa di padre Amorth, raccontano di come sia difficile avere una vita normale. «Non ricordo ciò che ho detto e fatto dopo che il demonio è uscito da me - spiega questa minuta ragazza dai capelli biondi e lunghi, una delle prime a lanciare un vaffa contro Amorth - ma è dura vivere così. Vengo posseduta anche quando sono a casa e sul lavoro, e le persone si allontanano». Ricorda tutto, invece, la sua compagna di viaggio, una signora dai capelli rossi: «le sofferenze sono indicibili - dice - il diavolo mi prende gli organi interni, me li stritola». A messa finita, queste persone, sembrano normalissime, riprendono a parlare, fumare, sorridere. E sembra impossibile che pochi istanti prima gridassero e roteassero quegli occhi dissacranti. Tutto attorno, il popolo dei fedeli, per nulla toccato da queste escandescenze (forse per abitudine o per timore) sorrideva, inneggiava a Dio, e pregava. Qualche giovane, ma anche qualche signora più attempata, è crollata al suolo, svenuta.

 «Il demonio - spiega un collaboratore di padre Amorth - prende in cinque forme. La possessione vera e propria, la vessazione, oppressione e ossessione e la tentazione. Oggi si è manifestato in tante persone, perché c’è una forte concentrazione di fede». Tra i casi di possessione, anche una donna sulla sessantina che per tutto il tempo ha gridato «no, non lo dire, mi vuoi mandare via» alle parole «il sangue di Cristo».

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