Sicurezza
La pistola alla polizia municipale divide la città
Alessio Orsingher
I pro: utile in situazioni pericolose. I contro: meglio il potenziamento dell'organico. I favorevoli: «Va usata in modo corretto, occorre una specifica preparazione e sangue freddo».
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MASSA. Inutile negarlo: l’opinione pubblica sul “ciclone ronde” si era infiammata molto di più, e fin da subito. Tutti sulla giostra della polemica: favorevoli e contrari, politici e gente comune. Il giro di valzer ha avuto vita relativamente breve, però. E così, con la bella stagione alle porte, è già tempo di voltare pagina. O meglio, di tornare a marciare su un vecchio terreno di scontro: l’armamento ai vigili urbani. L’idea di fornire la pistola agli agenti di polizia municipale (non vi sarà comunque alcuna obbligatorietà, ricordiamolo) non convince troppo i cittadini massesi.
Prevalgono gli scettici, soprattutto in centro. Anche se non manca chi sposa il progetto senza tentennamenti. È il caso di Gino Benedetti: «Come si può non essere favorevoli? Mi sembra una scelta di buon senso, quasi tutte le città hanno un regolamento ad hoc. E poi bisogna permettere a queste persone di lavorare al meglio, e di essere in grado di fronteggiare le situazioni pericolose». Una questione di incolumità personale, insomma. Tutto qui? Non proprio. Anche i più convinti sostenitori invitano alla cautela, quando si tratta di passare all’atto pratico: «L’importante è che i vigili vengano ben preparati ad usare l’eventuale arma». Non a caso, nel documento si fa menzione di corsi di formazione professionale e test psico-attitudinali. E proprio su questo aspetto insistono i dubbiosi: «Ci saranno lezioni specifiche, è vero, ma molti di loro - afferma Giovanni Pucci - non hanno prestato neppure il servizio militare, come possono avere i rudimenti necessari? La pistola deve essere usata in modo corretto, occorre una specifica preparazione tecnica e grande sangue freddo. Se proprio vogliamo dotare il corpo di strumenti difensivi, meglio lo spray al peperoncino». Più opportuno, quindi, intervenire su altri versanti: «Potenziamo quei servizi che la gente si aspetta di ricevere dalla municipale: operazioni di scorrimento del traffico, turni notturni». Ina Manfredi ha un punto di vista preciso: «Preferirei poter contare su un paio di vigili in più, che siano in grado di svolgere con prontezza le mansioni tradizionali». A bassa voce, qualcuno va oltre: «Lasciamo la pistola a chi è istituzionalmente preposto ad usarla: carabinieri, polizia, guardia di finanza».
La percezione di maggiore sicurezza non passa dunque per la strada dell’armamento? «Assolutamente no - risponde Simona Pucci -. Se sapessi che gli agenti della municipale hanno in dotazione un’arma sarei molto preoccupata». La signora non risparmia critiche: «Allo stato attuale c’è già molta confusione. L’estate è alle porte, vedremo anche i risultati dei turni serali». Fiducioso è invece Sergio Cociancich, titolare del bar Ambaradan: «E’ una cosa positiva. Abbiamo avuto un tentativo di scassinamento notturno, e non si sa mai come potrebbe evolversi la situazione». E se Agostino Pancetti non ha dubbi - «Idea sbagliata, rafforziamo piuttosto gli organici delle forze di pubblica sicurezza» -, a Marina di Massa c’è chi confida nel proposito dell’amministrazione per arginare i piccoli vandalismi che potrebbero crearsi con la stagione estiva.
«Mi pare una buona soluzione, a patto che il piano venga gestito con moderazione», racconta la signora Tina del Nicky Bar. Il commento più amaro arriva da due uomini di Partaccia: «Purtroppo siamo favorevoli, come lo eravamo anche all’istituzione delle ronde volontarie. Oramai sposiamo qualsiasi progetto che ci possa portare, anche solo potenzialmente, un po’ di sollievo».
Prevalgono gli scettici, soprattutto in centro. Anche se non manca chi sposa il progetto senza tentennamenti. È il caso di Gino Benedetti: «Come si può non essere favorevoli? Mi sembra una scelta di buon senso, quasi tutte le città hanno un regolamento ad hoc. E poi bisogna permettere a queste persone di lavorare al meglio, e di essere in grado di fronteggiare le situazioni pericolose». Una questione di incolumità personale, insomma. Tutto qui? Non proprio. Anche i più convinti sostenitori invitano alla cautela, quando si tratta di passare all’atto pratico: «L’importante è che i vigili vengano ben preparati ad usare l’eventuale arma». Non a caso, nel documento si fa menzione di corsi di formazione professionale e test psico-attitudinali. E proprio su questo aspetto insistono i dubbiosi: «Ci saranno lezioni specifiche, è vero, ma molti di loro - afferma Giovanni Pucci - non hanno prestato neppure il servizio militare, come possono avere i rudimenti necessari? La pistola deve essere usata in modo corretto, occorre una specifica preparazione tecnica e grande sangue freddo. Se proprio vogliamo dotare il corpo di strumenti difensivi, meglio lo spray al peperoncino». Più opportuno, quindi, intervenire su altri versanti: «Potenziamo quei servizi che la gente si aspetta di ricevere dalla municipale: operazioni di scorrimento del traffico, turni notturni». Ina Manfredi ha un punto di vista preciso: «Preferirei poter contare su un paio di vigili in più, che siano in grado di svolgere con prontezza le mansioni tradizionali». A bassa voce, qualcuno va oltre: «Lasciamo la pistola a chi è istituzionalmente preposto ad usarla: carabinieri, polizia, guardia di finanza».
La percezione di maggiore sicurezza non passa dunque per la strada dell’armamento? «Assolutamente no - risponde Simona Pucci -. Se sapessi che gli agenti della municipale hanno in dotazione un’arma sarei molto preoccupata». La signora non risparmia critiche: «Allo stato attuale c’è già molta confusione. L’estate è alle porte, vedremo anche i risultati dei turni serali». Fiducioso è invece Sergio Cociancich, titolare del bar Ambaradan: «E’ una cosa positiva. Abbiamo avuto un tentativo di scassinamento notturno, e non si sa mai come potrebbe evolversi la situazione». E se Agostino Pancetti non ha dubbi - «Idea sbagliata, rafforziamo piuttosto gli organici delle forze di pubblica sicurezza» -, a Marina di Massa c’è chi confida nel proposito dell’amministrazione per arginare i piccoli vandalismi che potrebbero crearsi con la stagione estiva.
«Mi pare una buona soluzione, a patto che il piano venga gestito con moderazione», racconta la signora Tina del Nicky Bar. Il commento più amaro arriva da due uomini di Partaccia: «Purtroppo siamo favorevoli, come lo eravamo anche all’istituzione delle ronde volontarie. Oramai sposiamo qualsiasi progetto che ci possa portare, anche solo potenzialmente, un po’ di sollievo».
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