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Commesse con il pass

Commesse con il pass

Un permesso speciale valido solo per il mattino

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CARRARA. Ztl: segnali di pace. Arriva un impegno preciso, dal primo cittadino per le commesse dei negozi del centro: allo studio alcuni pass speciali validi solo la mattina (almeno fino a quando il parcheggio di San Martino non sarà ampliato). In questo modo le commesse potranno parcheggiare senza svenarsi (ancora da decidere se gratis o con un forfait mensile).
 Ma anche un orario della navetta più flessibile, fin dopo le otto di sera per agevolare il rientro dai negozi al parcheggio nei pressi del tribunale. E, inoltre, sorveglianza serale (dopo l'orario di chiusura dei negozi) nel percorso fino a San Martino.
 L'incontro a Palazzo civico. Le commesse si erano fatte vive con l'ufficio del sindaco sabato scorso. Chiedendo un incontro ad hoc proprio per discutere del caro-parcheggi legato al nuovo piano di sosta e alla Ztl. Sono state ricevute in tempo record: ieri a fine mattinata. In rappresentanza dei negozi del centro sono arrivate a palazzo civico Eleonora Tenerani e Ilaria Andreani.
 «Ci è sembrato già un bel segnale di apertura da parte del sindaco - dice Eleonora Tenerani di Intimissimi (in via Roma) - Non credevamo neppure potesse riceverci così presto: per noi è stato importante perché abbiamo avuto delle rassicurazioni. Ed è stato avviato un dialogo: visto, proprio durante il primo incontro, è già fissato un altro incontro per lunedì prossimo».
 Le richieste delle commesse. Non hanno intenzione di lasciare nei parcheggi «blu» metà stipendio. Ma la mattina non trovano posto a San Martino e, alle otto, devono tornarci da sole, a piedi visto che il bus navetta si ferma alle 19 e 06. Questi i problemi che Ilaria e Eleonora hanno messo sul tavolo del sindaco.
 E da parte del primo cittadino c'è stato un impegno preciso. «Il sindaco ci ha detto che avrebbe studiato diverse soluzioni - spiega Eleonora - ad esempio quella di alcuni pass destinati solo a noi commesse per la mattina, fino a che non sarà ingrandito il parcheggio di San Martino. Ha poi parlato del prolungamento dell'orario della navetta: proporrà al Cat di tenerla ferma dalle 14 alle 15 e ultimare la corsa finale, quella delle 19, un'ora dopo».
 «Insomma l'incontro è stato positivo - spiegano Eleonora e Ilaria - adesso ci rivedremo lunedì prossimo».
  «Costretti a pagare un altro balzello». Ma intanto sul caro Ztl arriva la lettera di un lettore.
«Sorpresa! I carraresi si sono svegliati! La Ztl è partita e improvvisamente in città si sono accorti che la dicitura "parcheggio a pagamento" con relativa segnaletica orizzontale blu significa che per posteggiare l'auto bisogna pagare. Meglio tardi che mai, dice un vecchio adagio, ma la frittata ormai è fatta». Lo scrive in una lettera di protesta contro il caro-parcheggi legato alla nuova zona blu, un cittadino, Dino Bertaccini.
 «Sono mesi che nessuno dice parola sul balzello che l'amministrazione ha deciso di far pagare ai suoi sudditi (pardon, cittadini) - scrive Bertaccini - a niente sono valse le proteste dei pochi (come il sottoscritto!) che hanno cercato in tutti i modi di svegliare dal sonno la ragione nella speranza di far rinascere il sentimento proletario e anarchico caratteristico di Carrara il quale, in molte occasioni nel passato, ha fatto si che i carraresi fossero orgogliosi della loro reticenza nel piegare la testa di fronte al potere burocratico e amministrativo del politico di turno sia esso di destra o di sinistra».
 «Evidentemente i nostri padri anarchici e antifascisti non ci sono più, e la nuova generazione non ha saputo imparare un bel niente dai numerosi esempi del passato, ed ecco i risultati - prosegue - Solo adesso si scopre che i pochi parcheggi "liberi" non sono sufficienti, una commessa che lavora in centro vi si deve recare a piedi per non lasciare mezzo stipendio dentro i parchimetri e i commercianti dovranno abituarsi a vedere meno gente di prima in giro perché la spesa, è ovvio, si fa meglio nei posti dove si può parcheggiare senza pagare. Rimane l'amarezza per l'impotenza dimostrata, di una città che se riusciva ad essere più attenta a quello che gli stava capitando forse oggi non saremmo qui a fare i conti di quanto ci costa andare a prendere i figli a scuola o più semplicemente una passeggiata in piazza Alberica».

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