Il Tirreno

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«Bisogna tornare all’unità sindacale»

«Dramma sociale», appello della segretaria alla task force istituzionale

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MASSA. «Siamo al dramma sociale. La disoccupazione aumenta, la cassa integrazione esplode. Che fine hanno fatto gli impegni delle istituzioni per affrontare le crisi dei grandi gruppi come Eaton, Nca, Ica? Dov’è e cosa sta facendo la task force che doveva lavorare su questi temi?» L’allarme è di Patrizia Bernieri, segretaria provinciale di Cgil. Che lancia anche un appello a Uil e Cisl: «Le distanze sul piano nazionale sono grosse, è vero. Ma io dico: superiamo i conflitti, torniamo all’unità sindacale. Ce n’è bisogno in questo territorio che non vede segnali di uscita dalla crisi». Patrizia Bernieri parte dal 25 ottobre scorso, data dello sciopero provinciale: una grande manifestazione, come non se ne vedevano da tempo, un segnale di mobilitazione importante. «Da allora - dice la segretaria - il quadro provinciale è peggiorato. Alla crisi di Eaton, Ica, Nca, si sono aggiunte le difficoltà di Volpi, B.Navi, Effemeccanica, Gaspari e Menotti. E di fronte a questa situazione occorre un’azione unitaria. Delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni.

Bisogna rilanciare quella task force o unità di crisi, chiamatela come volete, per affrontare le questioni del lavoro in provincia. Perché l’azione della politica sembra si sia fermata. Sui cantieri Nca abbiamo avuto un incontro con Scajola, bene. E poi? Su Eaton si è raggiunto un buon accordo: due anni di cassa integrazione con incentivi. Ma due anni fanno presto a passare. Quale futuro si disegna per questi 350 lavoratori, moltissimi dei quali giovani sotto i 45 anni e dunque esclusi da processi di pre-pensionamento? Chi ci mette che cosa nell’operazione di reindustrializzazione di Eaton? Quali agevolazioni darà la Regione, quali il governo? Bisogna definirlo una volta per tutte. Altrimenti saranno guai». E la segretaria di Cgil vede nero anche nel settore della nautica: «Mi pare che anche qui si registrino segnali di crisi, le commesse calano, i cantieri degli yacht sono sempre meno opportunità di nuovo lavoro». Così come il commercio, «dove non si rinnovano i contratti stagionali, mentre il turismo piange... Siamo al dramma sociale».

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