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Armi ai vigili urbani, ecco il regolamento

Rossana Lazzini
Armi ai vigili urbani, ecco il regolamento

Sì alle pistole nei servizi "a rischio", presto il voto definitivo in consiglio

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MASSA. Armi ai vigili: ci siamo. In questi giorni i consiglieri comunali stanno esaminando la bozza del regolamento che disciplina l’uso di pistole, manganelli e manette (in burocratese: “strumenti di difesa personale e presidi tattici difensivi”) da parte degli agenti di polizia municipale. Il testo verrà presto portato in aula comunale per l’approvazione definitiva forse già entro maggio, per arrivare ad “armare” i vigili urbani prima dell’inizio dell’estate e dei turni di notte. L’accordo politico sulle pistole c’è. Il sindaco Pucci lo aveva detto già la scorsa primavera, subito dopo la sue elezione. «Un deterrente importante per la sicurezza degli stessi agenti», ha ripetuto più volte. E sull’operazione c’è anche l’assenso della Sinistra Arcobaleno che (almeno con alcune sue componenti) in passato si era detta contraria ad armare la polizia municipale. La proposta elaborata dal Gabinetto del sindaco prevede, innanzitutto, che i vigili (che prenderanno poi la qualifica di agenti di pubblica sicurezza), siano dotati anche di manette e di bastone distanziatore. Nel regolamento viene data una precisa definizione di cosa si intende per strumenti di difesa personale. All’articolo 3 del regolamento infatti si legge.

«L’amministrazione prevede la dotazione dei seguenti strumenti di difesa personale: armi da fuoco, il bastone distanziatore e anche strumenti di contenzione e custodia (manette)». Le pistole potranno essere utilizzate in quelli che, nel regolamento, vengono definiti servizi a rischio, ossia attività che «per caratteristiche, specificità e modalità di attuazione, in relazione anche agli orari di svolgimento, possono comportare pericoli per l’incolumità personale degli agenti». I vigili potranno avere armi, dunque, in occasione dei servizi serali notturni «che prevedano il fermo casuale di veicoli e persone, che comportino accertamenti sugli abusi di sostanze alcoliche o stupefacenti». Potranno essere armati anche gli agenti che compongono la pattuglia di pronto intervento in ogni turno. Tutti gli altri servizi potranno essere svolti con il bastone distanziatore. Con significative eccezioni: gli agenti dovranno essere del tutto disarmati in occasione di manifestazioni politiche, sindacali, religiose, culturali; durante i consigli comunali e altri eventi pubblici «per evitare allarme sociale». Nella bozza di regolamento si parla già anche del tipo di arma che verrà utilizzata.

«La scelta dell’arma da fuoco - si legge - sarà quella più idonea a garantire la sicurezza degli agenti e dei cittadini e proporzionata alle esigenze di difesa personale, tenendo nella giusta considerazione le particolari esigenze del personale femminile. L’arma scelta è la pistola semiautomatica di calibro 9 corto o 7,65, la scelta del modello è assegnata alla giunta». Gli agenti di polizia municipale potranno decidere se rifiutare o accettare l’arma. In caso di assegnazione in via continuativa l’agente potrà portarla anche fuori dell’orario di servizio, purchè nell’ambito del territorio comunale. Per entrare in possesso dell’arma gli agenti verranno sottoposti a visite mediche psico-fisico attitudinali, che saranno ripetute ogni anno. Sono previsti, inoltre, corsi di formazione professionale. La questione armi ai vigili è stata a lungo dibattuta durante la precedente amministrazione. Gli agenti si sono sempre detti favorevoli, i sindacati hanno sollevato diverse perplessità, la destra è da sempre per il sì, il Pd si è schierato per il no. Mentre la sinistra radicale, che in passato già avevano storto il naso anche per il bastone distanziatore, è ora favorevole. Ma ha chiesto che il regolamento disciplinasse in modo rigido l’utilizzo delle armi.

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