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Ronchi senza spiaggia per l’estate

Ronchi senza spiaggia per l’estate

Incertezza alla vigilia dei bagni sui nuovi lavori di ripascimento

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MASSA. I nomi ci sono: le ditte che faranno i lavori antierosione sono state individuate. Ma rimane l’interrogativo del ripascimento. Tonnellate di sabbia ogni estate finivano sul litorale nel tentativo di sottrarre al mare qualche metro di spiaggia. Un intervento tampone che esauriva i suoi effetti con la prima mareggiata, ma permetteva ai balneari, soprattutto a quelli delle zone più colpite dall’erosione, di affrontare la stagione. Anche quest’anno, non c’è dubbio, quell’intervento è necessario, soprattutto ai Ronchi dove il mare si è mangiato gli ultimi metri di spiaggia. Il grande progetto antierosione da 15 milioni di euro prevede infatti un mega ripascimento, ma solo al termine dei lavori. Prima verranno costruiti i pennelli con i setti sommersi e i geotubi, poi le ditte porteranno tonnellate di sabbia in spiaggia. Se il ripascimento venisse anticipato si correrebbe il rischio di veder divorata anche la nuova sabbia. Come potranno, quindi, prepararsi all’estate i balneari, nelle zone più colpite dall’erosione? L’assessore provinciale ai lavori pubblici, Loris Rossetti e il responsabile del progetto, l’ingegnere Giuliano Arrighi, assicurano «che l’amministrazione è vicina alle esigenze dei titolari di stabilimenti.

Siamo in contatto con loro e lavoriamo in collaborazione». La prossima settimana la Provincia incontrerà le tre ditte che, unite in un’associazione di impresa, hanno vinto la gara (Doronzo Infrastrutture srl, Prama srl e impresa Lungarini Spa) e probabilmente chiederà di anticipare un primo intervento di ripascimento. L’amministrazione proporrà di portare sulla spiaggia qualche tonnellata di sabbia, in vista della stagione estiva, per poi dare il via ai lavori veri e propri. Ma non sarà facile: se, come è stato preannunciato, le imprese lavoreranno via mare, muovere i motopontoni per il ripascimento sarà davvero impegnativo. «Faremo il possibile - garantisce Arrighi - ma la logistica ha i suoi tempi. Anche se la ditta desse la disponibilità, dovrebbe spostare via mare il motopontone da Ancona, dove si trova attualmente, e occorrerà qualche giorno». E se le imprese non accettassero la proposta di un piccolo ripascimento prima dei lavori? Beh, le soluzioni sarebbero due: o rinunciare, o farlo a spese della Provincia e allora la questione sarebbe trovare i soldi.

I balneari non si disperano, per loro la priorità è l’avvio dei lavori: portare nuova sabbia darebbe un po’ d’ossigeno, ma il problema si ripresenterebbe con la prima mareggiata. Per i concessionari l’importante è vedere aperti i cantieri. Una data certa non c’è: dopo l’assegnazione c’è stata la valutazione di congruità, l’associazione di imprese vincitrice è riuscita a proporre un ribasso sul prezzo del 29% e l’amministrazione ha dovuto valutare che a quella cifra i lavori potessero essere effettivamente fatti e secondo quanto stabilito dal progetto. «La ditta - spiega l’assessore Rossetti - dovrà dare le necessarie garanzie, spiegare i tempi e i modi dell’intervento. È vero che dal 15 giugno al 15 settembre siamo in periodo balneare, ma se le imprese lavoreranno via mare, potremo comunque proseguire, a patto che gli interventi non creino difficoltà alle attività balneari e turistiche. Stiamo facendo il possibile per iniziare prima della metà di giugno».

Probabilmente - si intuisce dalle parole di Rossetti - il motopontone, la grande nave con gru necessaria per gli interventi, ormeggerà a La Spezia e si sposterà via mare. I balneari non si opporranno. «Per noi - sintetizza Roberto Aliboni, presidente di Riviera Apuana - l’apertura dei cantieri è come la luce in fondo ad un tunnel. In alcune zone i cantieri non creeranno alcun disagio, ad esempio dove già esistono divieti di balneazione, come alla foce del Frigido. L’importante è cominciare». E se i lavori saranno fatti via mare e sul litorale non transiterà neanche un camion sarà davvero un buon inizio.

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