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Griffe false, anche i clienti a rischio denuncia

Griffe false, anche i clienti a rischio denuncia

Tolleranza zero per chi acquista merce contraffatta dai venditori abusivi

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MASSA. Avete mai comprato un ombrello da un venditore ambulante in centro? Vi siete mai fermati sul lungomare di Marina a contrattare il prezzo di una borsa di pelle o di un paio di scarpe Nike palesemente contraffatti? Da questo fine settimana è meglio che non lo facciate più. Il motivo è semplice: per contrastare il fenomeno delle false griffe le forze dell’ordine - polizia, carabinieri e guardia di finanza - stanno pensando di denunciare i clienti dei vu cumprà. L’accusa? Ricettazione. Quando carabinieri, fiamme gialle e agenti non potranno far scattare la denuncia invece applicheranno la sanzione amministrativa. Che non è una bazzecola: la sanzione può arrivare a tremila euro. Ecco che allora la convenienza di acquistare una falsa Louis Vitton svanisce. L’obiettivo è quello di far scappare gli ambulanti dal lungomare. La mazzata per chi compra oggetti contraffatti insomma sarà pesante. Soprattutto la denuncia per ricettazione potrebbe aprire le porte a un processo penale. Rischiare mesi di carcere per un paio di Adidas o Nike non è proprio il massimo e quindi la sensazione delle forze dell’ordine è che il fenomeno delle false griffe potrebbe diminuire drasticamente.

In second’ordine la sanzione amministrativa di tremila euro dovrebbe essere comunque un buon deterrente. Può sembrare un’esagerazione il giro di vite, ma non è così: il fenomeno della contraffazione - anche a Massa-Carrara - sta prendendo piede sempre di più. E i vu cumprà - quasi sempre senegalesi - sono soltanto la punta dell’iceberg. C’è infatti un mercato fiorente da Massa alla Lunigiana di piccoli laboratori dove vengono assemblati i marchi alle borse e alle scarpe. Piccoli satelliti di una rete che arriva a Milano, Roma e Napoli, dove la realizzazione di merce contraffatta il più delle volte è in mano alla malavita organizzata. C’è poi anche un problema legato alla salute pubblica. Basta ricordare le scarpe comprate da una donna da un ambulante. Le scarpe dopo pochi giorni - a causa delle vernici tossiche - ustionarono i piedi della signora. Quasi tutto quello che si trova sopra le lenzuola stese sul lungomare può essere dannoso. Tanto che nel mirino da questo weekend ci finiranno gli occhiali da sole: in questi giorni, con l’arrivo del caldo, gli ambulanti si sono attrezzati e trasportano da un punto all’altro i loro espositori con decine e decine di modelli.

L’anno scorso non si era arrivati alla denuncia dei clienti - e neppure alle multe -, ma era stata fatta una guerra pressoché quotidiana alle false griffe. Protagonisti i carabinieri e i vigili urbani. Stavolta invece si inaspriranno ancora di più le pene. I militari e la polizia comunale daranno la caccia pure a chi gestisce la vendita delle false griffe: si tratta di extracomunitari da diversi anni a Massa che mettono a disposizione dei connazionali case e magazzini a chi arriva ai piedi delle Apuane per fare l’ambulante in estate. I senegalesi - giusto per la cronaca - da giugno a settembre praticamente triplicano. La domanda di oggetti falsi - evidentemente - è sempre più alta.

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