La manifestazione
massa, il caso di influenza suina
Il "paziente zero" è già guarito
Elisabetta Arrighi
Sarà dimesso domani il cinquantenne ricoverato all'ospedale di Massa e risultato positivo ai test sulla nuova influenza. Lo ha detto il direttore generale della Asl di Massa Antonio Delvino. "E' rimasto in ospedale - ha spiegato Delvino - con il suo consenso e solo per uno scrupolo di prudenza. Ora sarà dimesso, il periodo in cui poteva essere potenzialmente infetto è passato da giorni"
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FIRENZE. Per l’Italia è il “paziente zero”, il primo ad aver contratto il virus dell’influenza di tipo A, ceppo H1n1, l’influenza suina. L’uomo è toscano di Aulla, ha cinquant’anni e con la moglie ha trascorso sei mesi a Città del Messico. E’ rientrato a casa il 23 aprile: il giorno dopo ha cominciato a sentirsi poco bene. Dolori muscolari, tosse, un po’ di rinite e 37.3 di febbre.
E’ stato visitato dal medico di famiglia il 27 e ricoverato in ospedale la sera stessa. «Ma ormai è guarito - ha detto ieri Antonio Delvino direttore generale della Asl 1 di Massa - non presenta più alcuna sintomatologia». Resta per ora in osservazione, ma l’uomo, pensionato, dovrebbe essere dimesso fra domani e martedì, quando scadranno i 10 giorni di isolamento previsti a partire dal 24 aprile, data in cui ha accusato i primi sintomi.
Nel frattempo sette persone, fra cui la moglie, il cognato (che era andato a prendere la coppia all’aeroporto di Malpensa) e il nipote sono sottoposte a profilassi: devono assumere una capsula di antivirali tipo Tamiflu o Relensa per dieci giorni. Sotto profilassi ci sono anche tre operatori sanitari venuti in contatto con l’aullese e il sostituto del medico di famiglia che l’ha visitato ed ha attivato l’unità operativa di igiene e sanità pubblica dell’Asl 1 con il direttore Giuseppina Ghiselli e il dottor Francesco Sacchelli. La sequenza ha poi coinvolto Paolo Almi, direttore delle “malattie infettive”, e Andrea Macuzzi, direttore sanitario dell’Asl 1.
A quanto riferito, il medico che ha visitato l’uomo nella sua abitazione ha deciso per il ricovero riconoscendo una sintomatologia simile a quella della febbre suina di cui solo da due giorni - ricordiamo che era il 27 aprile - parlavano tv e giornali. Quando ha detto di essere stato in Messico, il medico ha disposto il ricovero: alle 21.30 il paziente era già in ospedale. Mentre in Toscana si attivavano le procedure locali, a livello nazionale è stato lanciato l’avviso di sorveglianza sanitaria per i passeggeri, oltre 200, del volo British Airways su cui aveva viaggiato la coppia.
Appena arrivato in ospedale la sera di lunedì scorso, l’uomo è stato messo in isolamento. A casa era stato prelevato dal personale di un’ambulanza che aveva adottato - avvertito del caso sospetto - tutti i dispositivi di autoprotezione previsti dai protocolli, a partire dalle mascherine. «In questo senso - hanno detto alcuni medici dell’Asl 1 - ci hanno aiutato l’esperienza e i protocolli approntati a sua tempo per la Sars, l’influenza aviaria».
«Non ci sono motivi di allarme: per le conoscenze che abbiamo, possiamo dire che si può stare tranquilli» ha sottolineato l’assessore regionale alla salute Enrico Rossi che nel pomeriggio di ieri, nonostante il sabato del ponte del 1º maggio, ha convocato i giornalisti nella sede fiorentina di via Alderotti, vicino all’ospedale di Careggi, per fare il punto della situazione. «Chiedo rispetto per il paziente e per la sua famiglia - ha aggiunto - e soprattutto faccio un appello affinchè si eviti l’allarmismo. L’uomo ha contratto una forma blanda dell’influenza e presto sarà dimesso. La Regione ha attivato un’unità di crisi per monitorare la situazione e abbiamo verificato che le direttive impartite e la sequenza degli interventi hanno funzionato». L’assessore ha anche ribadito più volte che «le sette persone venute in contatto con il paziente seguono la profilassi e stanno bene».
Le dichiarazioni di Rossi sono arrivate a distanza di un’ ora da quelle del sottosegretario alla salute Ferruccio Fazio che a Roma aveva confermato la diagnosi di influenza suina per il paziente toscano e aggiunto che altri 13 casi sospetti sono tuttora sotto osservazione in Italia.
Sono stati senza dubbio giorni convulsi all’Asl e all’ospedale di Massa dove mezz’ora dopo l’arrivo, l’uomo era stato già visitato dal direttore dell’unità operativa di malattie infettive. «Abbiamo cominciato il trattamento con antivirali - ha spiegato il dottor Paolo Almi - Oseltamivir in capsule da 5 milligrammi da assumere due volte al giorno». Una profilassi che, più diluita nel tempo, è stata decisa anche per i sette attualmente “sorvegliati”: devono prendere una capsula ogni 24 ore per dieci giorni.
La mattina del 28 aprile è stato effettuato al paziente un tampone faringeo inviato al laboratorio di virologia dell’azienda ospedaliera pisana. La ricerca del genoma del virus influenzale di tipo A ha dato inizialmente esito negativo: il pensionato è stato tolto dall’isolamento respiratorio, che però è stato nuovamente attivato poche dopo quando le contro-analisi hanno invece evidenziato un risultato dubbio. Nel frattempo il tampone veniva trasferito a Roma, secondo procedura, nei laboratori dell’Istituto superiore di Sanità che ieri, attraverso il ministero della salute, ha confermato la positività.
E’ stato visitato dal medico di famiglia il 27 e ricoverato in ospedale la sera stessa. «Ma ormai è guarito - ha detto ieri Antonio Delvino direttore generale della Asl 1 di Massa - non presenta più alcuna sintomatologia». Resta per ora in osservazione, ma l’uomo, pensionato, dovrebbe essere dimesso fra domani e martedì, quando scadranno i 10 giorni di isolamento previsti a partire dal 24 aprile, data in cui ha accusato i primi sintomi.
Nel frattempo sette persone, fra cui la moglie, il cognato (che era andato a prendere la coppia all’aeroporto di Malpensa) e il nipote sono sottoposte a profilassi: devono assumere una capsula di antivirali tipo Tamiflu o Relensa per dieci giorni. Sotto profilassi ci sono anche tre operatori sanitari venuti in contatto con l’aullese e il sostituto del medico di famiglia che l’ha visitato ed ha attivato l’unità operativa di igiene e sanità pubblica dell’Asl 1 con il direttore Giuseppina Ghiselli e il dottor Francesco Sacchelli. La sequenza ha poi coinvolto Paolo Almi, direttore delle “malattie infettive”, e Andrea Macuzzi, direttore sanitario dell’Asl 1.
A quanto riferito, il medico che ha visitato l’uomo nella sua abitazione ha deciso per il ricovero riconoscendo una sintomatologia simile a quella della febbre suina di cui solo da due giorni - ricordiamo che era il 27 aprile - parlavano tv e giornali. Quando ha detto di essere stato in Messico, il medico ha disposto il ricovero: alle 21.30 il paziente era già in ospedale. Mentre in Toscana si attivavano le procedure locali, a livello nazionale è stato lanciato l’avviso di sorveglianza sanitaria per i passeggeri, oltre 200, del volo British Airways su cui aveva viaggiato la coppia.
Appena arrivato in ospedale la sera di lunedì scorso, l’uomo è stato messo in isolamento. A casa era stato prelevato dal personale di un’ambulanza che aveva adottato - avvertito del caso sospetto - tutti i dispositivi di autoprotezione previsti dai protocolli, a partire dalle mascherine. «In questo senso - hanno detto alcuni medici dell’Asl 1 - ci hanno aiutato l’esperienza e i protocolli approntati a sua tempo per la Sars, l’influenza aviaria».
«Non ci sono motivi di allarme: per le conoscenze che abbiamo, possiamo dire che si può stare tranquilli» ha sottolineato l’assessore regionale alla salute Enrico Rossi che nel pomeriggio di ieri, nonostante il sabato del ponte del 1º maggio, ha convocato i giornalisti nella sede fiorentina di via Alderotti, vicino all’ospedale di Careggi, per fare il punto della situazione. «Chiedo rispetto per il paziente e per la sua famiglia - ha aggiunto - e soprattutto faccio un appello affinchè si eviti l’allarmismo. L’uomo ha contratto una forma blanda dell’influenza e presto sarà dimesso. La Regione ha attivato un’unità di crisi per monitorare la situazione e abbiamo verificato che le direttive impartite e la sequenza degli interventi hanno funzionato». L’assessore ha anche ribadito più volte che «le sette persone venute in contatto con il paziente seguono la profilassi e stanno bene».
Le dichiarazioni di Rossi sono arrivate a distanza di un’ ora da quelle del sottosegretario alla salute Ferruccio Fazio che a Roma aveva confermato la diagnosi di influenza suina per il paziente toscano e aggiunto che altri 13 casi sospetti sono tuttora sotto osservazione in Italia.
Sono stati senza dubbio giorni convulsi all’Asl e all’ospedale di Massa dove mezz’ora dopo l’arrivo, l’uomo era stato già visitato dal direttore dell’unità operativa di malattie infettive. «Abbiamo cominciato il trattamento con antivirali - ha spiegato il dottor Paolo Almi - Oseltamivir in capsule da 5 milligrammi da assumere due volte al giorno». Una profilassi che, più diluita nel tempo, è stata decisa anche per i sette attualmente “sorvegliati”: devono prendere una capsula ogni 24 ore per dieci giorni.
La mattina del 28 aprile è stato effettuato al paziente un tampone faringeo inviato al laboratorio di virologia dell’azienda ospedaliera pisana. La ricerca del genoma del virus influenzale di tipo A ha dato inizialmente esito negativo: il pensionato è stato tolto dall’isolamento respiratorio, che però è stato nuovamente attivato poche dopo quando le contro-analisi hanno invece evidenziato un risultato dubbio. Nel frattempo il tampone veniva trasferito a Roma, secondo procedura, nei laboratori dell’Istituto superiore di Sanità che ieri, attraverso il ministero della salute, ha confermato la positività.
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