Il dolore
massa
La Provincia: nessun maxi sconto sull’Ici
Claudio Figaia
«Pagheremo il dovuto ed eviteremo contenziosi legali. Un vantaggio per tutti»
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MASSA. «Nessun maxi sconto sull’Ici. Solo un accordo vantaggioso per Provincia e Comune». Sara Vatteroni, assessore alle Finanze in Provincia, interviene così sulla questione del mancato pagamento dell’imposta sugli immobili e spiega i contenuti di questo “accordo vantaggioso”. In sostanza: la Provincia paga il suo debito ma non la sanzione per omessa dichiarazione. Il Comune incassa subito gli arretrati. Ed entrambi ci guadagnano. Palazzo ducale perchè evita una possibile sanzione. Palazzo civico, invece, perchè può mettere già a bilancio quell’imposta arretrata, senza attendere l’esito del contenzioso. «Meno, ma certi e subito», insomma. Tradotto in numeri: Massa servizi aveva accertato un minore introito dell’ordine di 48mila euro che con sanzioni e interessi lievitava fino a raddoppiare: 96mila euro era la cifra ritenuta “mancante”. La Provincia verserà solo 48mila euro o poco più. Ossia il maggiore introito dovuto per il ri-accatastamento degli immobili, gli interessi e alcune sanzioni. Ma non la sanzione più pesante, quella per omessa dichiarazione.
Perché, sostiene palazzo ducale, tale sanzione non è dovuta in quanto la dichiarazione, seppur incompleta, era stata fatta. L’assessore alle Finanze della Provincia ricostruisce la vicenda. «Nel 2008 - scrive in una nota - Massa Servizi ha realizzato un accertamento Ici per gli anni 2005, 2006 e 2007 su alcuni beni di proprietà della Provincia, ravvisando una maggiore imposta da corrispondere, oltre a sanzioni e interessi». Accertamenti che la Provincia riconosce come fondati. «Da quel momento - prosegue infatti l’assessore Vatteroni - l’ufficio patrimonio della Provincia si è attivato, riconoscendo, in primis, la validità dell’accertamento per quanto riguarda la maggiore imposta. Ma contestando, al contempo e a Massa Servizi, le sanzioni applicate per omessa dichiarazione. Tali sanzioni evidentemente non erano dovute stante che la dichiarazione era stata sempre prodotta, anche se incompleta. L’ufficio ha contestato anche ulteriori vizi di forma e di sostanza che avrebbero generato un ampio e lungo contenzioso tra l’amministrazione provinciale, Massa Servizi e il Comune di Massa».
A quel punto, è ancora la ricostruzione della Provincia, le due amministrazioni hanno di fronte due strade: la prima è quella di dare vita a un contenzioso di carattere tributario. «Che sarebbe durato almeno dieci anni, con evidenti spese legali per entrambi gli enti». La seconda è quella cercare una transazione. Un accordo, cioè, che, specifica la Vatteroni, «doveva essere effettuato con il Comune di Massa in qualità di ente impositore e, quindi, unico soggetto a cui la legge conferisce il potere autoritativo ad una tale transazione». Ed è questa la strada scelta dai due enti: «Ci siamo accordati su un pagamento che prevedesse il saldo della somma per la maggiore imposta dovuta e per gli interessi, annullando, di fatto, le sanzioni per la supposta omessa dichiarazione e, quindi, non dovuti. Un evidente risparmio per entrambi gli enti che non avrebbero attivato alcuna forma di contenzioso». Un’operazione che sia la Provincia debitrice, sia il Comune creditore ritengono vantaggiosa. Sostiene la Vatteroni: «Da un lato, infatti, l’amministrazione provinciale ha evitato un contenzioso con aggravio di spese legali e ha, al contempo, regolarizzato interamente la propria posizione.
Dall’altro, l’amministrazione comunale di Massa può e potrà, fin dall’attuale bilancio, contare su un maggiore introito certo, evitando lungaggini e ulteriori perdite di tempo».
Perché, sostiene palazzo ducale, tale sanzione non è dovuta in quanto la dichiarazione, seppur incompleta, era stata fatta. L’assessore alle Finanze della Provincia ricostruisce la vicenda. «Nel 2008 - scrive in una nota - Massa Servizi ha realizzato un accertamento Ici per gli anni 2005, 2006 e 2007 su alcuni beni di proprietà della Provincia, ravvisando una maggiore imposta da corrispondere, oltre a sanzioni e interessi». Accertamenti che la Provincia riconosce come fondati. «Da quel momento - prosegue infatti l’assessore Vatteroni - l’ufficio patrimonio della Provincia si è attivato, riconoscendo, in primis, la validità dell’accertamento per quanto riguarda la maggiore imposta. Ma contestando, al contempo e a Massa Servizi, le sanzioni applicate per omessa dichiarazione. Tali sanzioni evidentemente non erano dovute stante che la dichiarazione era stata sempre prodotta, anche se incompleta. L’ufficio ha contestato anche ulteriori vizi di forma e di sostanza che avrebbero generato un ampio e lungo contenzioso tra l’amministrazione provinciale, Massa Servizi e il Comune di Massa».
A quel punto, è ancora la ricostruzione della Provincia, le due amministrazioni hanno di fronte due strade: la prima è quella di dare vita a un contenzioso di carattere tributario. «Che sarebbe durato almeno dieci anni, con evidenti spese legali per entrambi gli enti». La seconda è quella cercare una transazione. Un accordo, cioè, che, specifica la Vatteroni, «doveva essere effettuato con il Comune di Massa in qualità di ente impositore e, quindi, unico soggetto a cui la legge conferisce il potere autoritativo ad una tale transazione». Ed è questa la strada scelta dai due enti: «Ci siamo accordati su un pagamento che prevedesse il saldo della somma per la maggiore imposta dovuta e per gli interessi, annullando, di fatto, le sanzioni per la supposta omessa dichiarazione e, quindi, non dovuti. Un evidente risparmio per entrambi gli enti che non avrebbero attivato alcuna forma di contenzioso». Un’operazione che sia la Provincia debitrice, sia il Comune creditore ritengono vantaggiosa. Sostiene la Vatteroni: «Da un lato, infatti, l’amministrazione provinciale ha evitato un contenzioso con aggravio di spese legali e ha, al contempo, regolarizzato interamente la propria posizione.
Dall’altro, l’amministrazione comunale di Massa può e potrà, fin dall’attuale bilancio, contare su un maggiore introito certo, evitando lungaggini e ulteriori perdite di tempo».
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