Il Tirreno

Scoperta la banda delle false assunzioni

Lavoro fasullo e mille euro: così gli stranieri ottenevano il permesso di soggiorno

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. È stata scoperta dalla Digos della questura di Massa-Carrara un’organizzazione che favoriva l’immigrazione clandestina. Cittadini stranieri regolari, che facevano da intermediari, ricevevano somme di denaro da connazionali che avevano bisogno di permessi di soggiorno e li mettevano in contatto con un professionista un pensionato, P.C., di 66 anni, che provvedeva a fornire attestati di assunzione fittizi e buste paga false, avvalendosi della collaborazione di titolari di aziende e commercialisti non più in attività che a loro volta ricevevano denaro. Gli immigrati finivano per pagare al pensionato, ai commercialisti e intermediari anche fino a 1000 euro. Le indagini - durate alcuni anni - sono partite grazie alle confidenze di un italiano, che ha raccontato alla Digos che c’era un giro di falsi documenti che permetteva agli extracomunitari (soprattutto marocchini e algerini) di ottenere il permesso di soggiorno senza troppi problemi. Pur non avendo un lavoro. Da quelle confidenze sono stati predisposti servizi di appostamento, pedinamento. Poi è stata sequestrata copiosa documentazione. E l’inchiesta si è tramutata in un avviso di conclusione delle indagini per almeno cinque persone, ritenute responsabili dei reati sulla normativa sull’immigrazione.

Secondo la ricostruzione della Digos, al fine di trarre un ingiusto profitto dalla condizione di illegalità di numerosi stranieri interessati a ottenere il rilascio (o il rinnovo) del permesso di soggiorno, dietro compenso in denaro e attraverso un meccanismo consolidato che prevedeva la produzione di buste paga false attestanti posizioni lavorative fittizie, hanno favorito la permanenza illegale in Italia di numerosi cittadini extracomunitari. Complessivamente sono state monitorate le posizioni di soggiorno di 51 cittadini stranieri (per lo più di nazionalità marocchina e algerina, connazionali degli intermediari) in parte residenti o domiciliati a Massa-Carrara, che hanno ottenuto il rilascio dei titoli di soggiorno attraverso documentazione lavorativa ritenuta fittizia o falsa, riferibile a ditte e società utilizzate dagli indagati o facenti capo a prestanome. Per gli stranieri residenti o domiciliati in altre province, l’ufficio immigrazione ha richiesto, e in parte già ottenuto, la collaborazione delle questure, per i necessari raffronti della documentazione rinvenuta nel corso dell’attività.

Il modus operandi era semplice: P.C., intorno al quale si sono svolte le indagini, avvalendosi della collaborazione di studi professionali compiacenti, e della conoscenza e disponibilità di alcune società (all’interno delle quali aveva assunto la funzione di amministratore o dove, pur non figurando ufficialmente, era in pratica il responsabile), aveva assoldato alcuni cittadini marocchini da anni ben inseriti nel locale contesto territoriale, che svolgevano la funzione di intermediari per gli stranieri che necessitavano di documentazione attestante posizioni lavorative, utili per il successivo rilascio o il rinnovo di permessi di soggiorno. La documentazione richiesta, una volta pronta, veniva consegnata direttamente all’intermediario, in cambio di una somma in denaro per ogni pratica trattata. Il denaro ricevuto, oltre che come compenso per l’interessamento, veniva in parte destinato al titolare dello studio commerciale che aveva materialmente provveduto alla falsa assunzione.

In realtà i cittadini stranieri regolarizzati non hanno mai prestato alcuna attività lavorativa presso le società monitorate nel corso dell’indagine e, a sua volta, lo straniero che faceva da intermediario, riceveva un compenso direttamente dai connazionali che si rivolgevano a lui. Nelle abitazioni e negli uffici degli indagati sono stati effettuati anche alcuni sequestri. Del resto il pensionato, quando è stato interrogato, ha, di fatto, illustrato nei dettagli il meccanismo ideato per avere i falsi documenti senza troppi problemi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze