Il Tirreno

Quindici lavoratori in mobilità all’Skf

L'azienda denuncia un calo del 40% dei fatturati, scatta la ristrutturazione

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MASSA. Dicono che la ripresa è all’orizzonte. Intanto, il territorio apuano registra un’altra emorragia di posti di lavoro. Skf ha avviato la mobilità per 15 dipendenti: una misura assunta per fare fromte alla difficoltà del gruppo italo-svedese, che denuncia - lo riferiscono fonti sindacali - un calo del fatturato dell’ordine del 40% a causa della riduzione di commesse e della crisi dell’industria dei mezzi meccanici. Ieri mattina, nella sede dell’Associazione industriali, c’è stato un incontro con le organizzazioni sindacali per definire i termini delll’operazione di “dimagrimento” dello stabilimento massese. I lavoratori in esubero saranno progressivamente avviati alla pensione anticipata, con incentivi economici la cui misura è stata concordata con i sindacati. La ristrutturazione di Skf avviene con l’accordo di massima dei rappresentanti dei lavoratori. Fiom Cgil e Fim Cisl, anzi, valutano in modo positivo l’esito delle trattative con l’azienda. «Si tratta - spiegano Alessio Castelli e Marco Battistini, segretari di Fiom il primo, e di Fim il secondo - di una mobilità su base volontaria: i dipendenti che vengono traghettati al pensionamento anticipato, cioè, hanno accettato la proposta della dirigenza di Skf, che prevede anche un incentivo salariale».

Licenziamenti “soft”, in altre parole. Il che, in questo periodo di crisi, sembra il massimo che si possa ottenere. «Certo - aggiunge Battistini - da domani ci saranno sul territorio quindici posti di lavoro in meno. Ma va detto che siamo di fronte a una ristruturazione “indolore”, nel senso che c’è l’accordo degli operai interessati a questa procedura di esodo incentivato». E tra gli impegni presi nell’incontro di ieri ad Assindustria c’è anche quello, chiesto espressamente dai sindacati, a procedere a nuove assunzioni quando la fase di recessione sarà superata. Skf conta oggi 153 dipendenti fra operai e impiegati. Per i quali è da tempo iniziata la cassa integrazione a rotazione che coinvolge più o meno tutto il personale. In sostanza, nello stabilimento di via Aurelia Ovest si lavora tre settimane al mese. L’azienda produce cuscinetti che vengono utilizzati nelle macchine agricole, nei ventilatori, nelle macchine per l’industria alimentare e per l’imballaggio, nei carrelli elevatori e nelle autovetture. Inevitabile che - di fronte alla contrazione della produzione in tutti i settori della meccanica (e in parte anche dell’industria agro-alimentare) - anche lo stabilimento massese subisse dei contraccolpi negativi. Risolti, per il momento, con una riduzione di organico «dolce» che accontenta anche i sindacati.

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