Sicurezza
Per i cavatori 140 euro in più in busta paga
I sindacati: firmato un accordo storico, il migliore degli ultimi 20 anni
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CARRARA. Ora è ufficiale. Un cavatore (categoria C) a fine mese guadagnerà dai 130 ai 140 euro in più: tradotto in busta paga significa passare da 1150 euro a quasi 1300. Un grande passo avanti che arriva in uno dei momenti di più profonda crisi del marmo. Un risultato «storico» lo definiscono i sindacati che hanno siglato con Assindustria il nuovo contratto integrativo del lapideo.
«È un contratto storico». La crisi del mondo del marmo non ha fermato la contrattazione. Anzi.
Proprio in un momento di grande difficoltà («Non sappiamo ancora quando finirà la crisi» affermano i confederali) arriva un risultato storico per il settore. E un segnale importante per tutto il mondo del lavoro: dopo 10 giornate di contrattazione e due scioperi gli industriali del lapideo hanno deciso di guardare avanti e, soprattutto, di mettere la mano al portafoglio.
Cosa cambia. Gli industriali del marmo pagheranno (un po') di più gli operai.
E questo grazie alle nuove disposizioni inserite nel contratto provinciale che prevedono ad esempio la traduzione in termini economici della pausa pranzo - mezz'ora - e della percorrenza del tragitto dal poggio fino alla cava.
Sono soddisfatti Francesco Bertolucci (Fillea Cgil) Francesco Fulignani (Fenal Uil) e Roberto Seghetti (Filca Cisl). Martedì, poco prima dell'una, nella sede di Assindustria, hanno firmato il verbale di accordo per il nuovo contratto integrativo del settore lapideo.
«È il miglior contratto degli ultimi vent'anni - afferma Francesco Fulignani della Feneal Uil - Le nostre richieste sono state accolte e sono pure state inserite delle novità importanti, come ad esmepio quella delle retribuzioni della pausa mensa e del tragitto di percorrenza dal poggio al monte».
«In un contesto di grandi difficoltà per il settore marmo - aggiunge Francesco Bertolucci della Fillea Cgil - il sindacato e gli industriali si sono assunti una grande responsabilità riuscendo ad arrivare a una svolta storica per il mondo del lapideo. SI tratta di un segnale di fiducia significativo che riconosce la forza del lavoro e l'importanza della sinergia». «È giusto sottolineare poi - continua Bertolucci - che si sia arrivati alla firma del contratto in modo unitario. Le vicissitudini a livello nazionale non hanno influito sulla nostra contrattazione».
Infine Roberto Seghetti della Filca Cisl ha puntato l'attenzione sul ruolo, fondamentale da ora in poi, della concertazione e della formazione. «Nel contratto integrativo è stato inserito un articolo (art.1) in cui viene messo nero su bianco che la strada della sinergia e delle professionalità legate anche al mondo della scuola sono fondamentali per un settore marmo che vuole esser competitivo nei mercati nazionali ed internazionali».
Le novità in busta paga. Il nuovo contratto integrativo del marmo ha segnato quella che definiscono una svolta epocale nel mondo del lapideo. Ma non solo per il significato politico del documento. Grandi novità ci sono (o meglio ci saranno) anche dal punto di vista economico. Per quel che riguarda più da vicino la busta paga degli operai di cava.
Ecco quindi che, per fare un esempio, un cavatore di categoria C (si tratta di una fascia intermedia) che ha uno stipendio base di 1150 euro, grazie all'introduzione della retribuzione della pausa mensa e del tempo di percorrenza (in auto) dai punti di raccolta fino al monte, se ne vedrà entrate - in media - dai 130 ai 140 in più. Arrivando quindi fino a 1290 euro.
I lavoratori che, invece da 15 anni sono dipendenti della stessa ditta vedranno entrare insieme alla tredicesima altri 100 euro: come premio di fedeltà aziendale. La cifra salirà a 150 euro se gli anni di «fedeltà» saranno 20.
«È un contratto storico». La crisi del mondo del marmo non ha fermato la contrattazione. Anzi.
Proprio in un momento di grande difficoltà («Non sappiamo ancora quando finirà la crisi» affermano i confederali) arriva un risultato storico per il settore. E un segnale importante per tutto il mondo del lavoro: dopo 10 giornate di contrattazione e due scioperi gli industriali del lapideo hanno deciso di guardare avanti e, soprattutto, di mettere la mano al portafoglio.
Cosa cambia. Gli industriali del marmo pagheranno (un po') di più gli operai.
E questo grazie alle nuove disposizioni inserite nel contratto provinciale che prevedono ad esempio la traduzione in termini economici della pausa pranzo - mezz'ora - e della percorrenza del tragitto dal poggio fino alla cava.
Sono soddisfatti Francesco Bertolucci (Fillea Cgil) Francesco Fulignani (Fenal Uil) e Roberto Seghetti (Filca Cisl). Martedì, poco prima dell'una, nella sede di Assindustria, hanno firmato il verbale di accordo per il nuovo contratto integrativo del settore lapideo.
«È il miglior contratto degli ultimi vent'anni - afferma Francesco Fulignani della Feneal Uil - Le nostre richieste sono state accolte e sono pure state inserite delle novità importanti, come ad esmepio quella delle retribuzioni della pausa mensa e del tragitto di percorrenza dal poggio al monte».
«In un contesto di grandi difficoltà per il settore marmo - aggiunge Francesco Bertolucci della Fillea Cgil - il sindacato e gli industriali si sono assunti una grande responsabilità riuscendo ad arrivare a una svolta storica per il mondo del lapideo. SI tratta di un segnale di fiducia significativo che riconosce la forza del lavoro e l'importanza della sinergia». «È giusto sottolineare poi - continua Bertolucci - che si sia arrivati alla firma del contratto in modo unitario. Le vicissitudini a livello nazionale non hanno influito sulla nostra contrattazione».
Infine Roberto Seghetti della Filca Cisl ha puntato l'attenzione sul ruolo, fondamentale da ora in poi, della concertazione e della formazione. «Nel contratto integrativo è stato inserito un articolo (art.1) in cui viene messo nero su bianco che la strada della sinergia e delle professionalità legate anche al mondo della scuola sono fondamentali per un settore marmo che vuole esser competitivo nei mercati nazionali ed internazionali».
Le novità in busta paga. Il nuovo contratto integrativo del marmo ha segnato quella che definiscono una svolta epocale nel mondo del lapideo. Ma non solo per il significato politico del documento. Grandi novità ci sono (o meglio ci saranno) anche dal punto di vista economico. Per quel che riguarda più da vicino la busta paga degli operai di cava.
Ecco quindi che, per fare un esempio, un cavatore di categoria C (si tratta di una fascia intermedia) che ha uno stipendio base di 1150 euro, grazie all'introduzione della retribuzione della pausa mensa e del tempo di percorrenza (in auto) dai punti di raccolta fino al monte, se ne vedrà entrate - in media - dai 130 ai 140 in più. Arrivando quindi fino a 1290 euro.
I lavoratori che, invece da 15 anni sono dipendenti della stessa ditta vedranno entrare insieme alla tredicesima altri 100 euro: come premio di fedeltà aziendale. La cifra salirà a 150 euro se gli anni di «fedeltà» saranno 20.
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