Finanza
Tra profughi e polizia finisce a botte
Danilo D'anna
Massa: cariche e feriti dopo un corteo per chiedere l'asilo politico
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MASSA. Un eritreo arrestato e altri 28 extracomunitari denunciati. Tre persone finite all’ospedale: una donna (tre i giorni di prognosi) e due poliziotti; uno di loro è svenuto dopo un calcio nel basso ventre, l’altro ha preso una brutta botta sulla schiena, entrambi comunque se la caveranno in pochi giorni. Ai tre bisogna aggiungere una decina di contusi che non si sono fatti medicare. È il bilancio finale di una giornata ad alta tensione, che ha visto il centro di Massa trasformato in ring per oltre due ore. Agli angoli le forze dell’ordine e i profughi ospiti del campo della Croce rossa di Marina di Massa dall’inizio di agosto. Polizia e carabinieri volevano impedire che la manifestazione - non autorizzata - di protesta degli extracomunitari paralizzasse il traffico della città. I cinquanta aspiranti rifugiati politici (nel campo della Cri sono un centinaio) invece volevano la concessione dell’asilo politico senza ulteriori attese. Ed è la terza volta che scendono in strada. Tutto è iniziato intorno alle 10, a Marina. In cinquanta sono usciti dal campo dove sono sistemati dalla scorsa estate. In scaglioni, per non dare troppo nell’occhio (i responsabili non sapevano niente).
Poi hanno dato vita a un corteo che aveva come obiettivo la prefettura di Massa-Carrara, in piazza Aranci. Sono stati fermati duecento metri prima, però: in piazza della Liberazione, snodo principale della viabilità del centro. In qualche modo sono riusciti a sfuggire al primo cordone e hanno invaso la strada. A suon di spinte i manifestanti sono stati costretti a raccogliersi in un piccolo isolotto d’asfalto, bloccando soltanto una porzione di strada. Auto e camion potevano passare. Erano quasi le 11 e da quel momento è iniziata una lunga trattativa, che alla fine non ha prodotto il risultato desiderato, cioè lo sgombero pacifico. I profughi erano irremovibili e non accettavano alcuna mediazione: il vicesindaco Martina Nardi ha cercato di dirottarli in prefettura - il prefetto Carlo Striccoli era anche disposto a riceverli - ma i falchi del corteo hanno avuto la meglio sulle colombe. Tra gli irremovibili gli eritrei: avevano deciso che bisognava occupare e non c’era verso di fargli cambiare idea.
Il dirigente di polizia che coordinava l’operazione è stato chiaro fin dall’inizio: tre avvisi di sgombero, poi chi restava in strada veniva portato in questura e denunciato per aver partecipato a una manifestazione non autorizzata. Pochi minuti prima delle 13 il terzo e ultimo avviso. Anche questo caduto nel vuoto. A quel punto gli agenti hanno preso il primo profugo di forza ed è scoppiato il parapiglia: calci e manganellate hanno sostituito le parole. Il corteo è stato disperso, alcuni extracomunitari, molte le donne, avevano tentato la fuga verso la stazione ma sono stati ripresi dai carabinieri. E in 28 sono stati identificati e denunciati. Uno invece è stato arrestato (resistenza a pubblico ufficiale) perché ha colpito un funzionario di polizia.
Poi hanno dato vita a un corteo che aveva come obiettivo la prefettura di Massa-Carrara, in piazza Aranci. Sono stati fermati duecento metri prima, però: in piazza della Liberazione, snodo principale della viabilità del centro. In qualche modo sono riusciti a sfuggire al primo cordone e hanno invaso la strada. A suon di spinte i manifestanti sono stati costretti a raccogliersi in un piccolo isolotto d’asfalto, bloccando soltanto una porzione di strada. Auto e camion potevano passare. Erano quasi le 11 e da quel momento è iniziata una lunga trattativa, che alla fine non ha prodotto il risultato desiderato, cioè lo sgombero pacifico. I profughi erano irremovibili e non accettavano alcuna mediazione: il vicesindaco Martina Nardi ha cercato di dirottarli in prefettura - il prefetto Carlo Striccoli era anche disposto a riceverli - ma i falchi del corteo hanno avuto la meglio sulle colombe. Tra gli irremovibili gli eritrei: avevano deciso che bisognava occupare e non c’era verso di fargli cambiare idea.
Il dirigente di polizia che coordinava l’operazione è stato chiaro fin dall’inizio: tre avvisi di sgombero, poi chi restava in strada veniva portato in questura e denunciato per aver partecipato a una manifestazione non autorizzata. Pochi minuti prima delle 13 il terzo e ultimo avviso. Anche questo caduto nel vuoto. A quel punto gli agenti hanno preso il primo profugo di forza ed è scoppiato il parapiglia: calci e manganellate hanno sostituito le parole. Il corteo è stato disperso, alcuni extracomunitari, molte le donne, avevano tentato la fuga verso la stazione ma sono stati ripresi dai carabinieri. E in 28 sono stati identificati e denunciati. Uno invece è stato arrestato (resistenza a pubblico ufficiale) perché ha colpito un funzionario di polizia.
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