Il Tirreno

L'Onda non si ferma, mercoledì nuova assemblea

Nell'incontro alla scuola Don Milani si è parlato del futuro della scuola pubblica. E per mercoledì è già stata fissata un'altra assemblea

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MASSA. Prima assemblea pubblica del coordinamento provinciale “Studenti, Insegnanti e docenti” per informare la cittadinanza e tutte le componenti della scuola sulla riforma Gelmini-Tremonti. All’incontro, svolto nella scuola media Don Milani, ha partecipato un discreto pubblico composto per la maggioranza da docenti e insegnanti, oltre che da numerosi studenti. A introdurre l’assemblea è stato il direttore scolastico del quinto circolo didattico Adriano Godano, che nel suo intervento ha sottolineato il ruolo del bambino all’interno della scuola: «apro il mio intervento - ha detto - ricordando il ’68 come un periodo non del tutto negativo che ha concorso a portare il bambino al centro del sistema scuola».

«Parlo di un ’68 - ha proseguito Godano - non del tutto negativo in campo scolastico perché, come con l’esperienza della scuola di Barbiana, si è arrivati ad avere una scuola che non fa distinzioni fra ragazzi abbienti e non. Mentre con questa riforma si torna indietro di decenni, a un scuola più attenta alle leggi di mercato che ad altro, con una richiesta agli alunni di una sempre maggiore competitività. Così si rischia di tornare a una divisione fra alunni benestanti e non, i primi nelle scuole private di ottimo livello, i secondi nelle scuole pubbliche con i fondi tagliati».

Dopo il direttore Godano ha parlato un professore del liceo artistico di Carrara, Antonino Murè, che nel suo passaggio ha evidenziato l’aspetto tecnico della riforma: «Questa - ha detto - non è una riforma che ha basi pedagogiche o che solamente si avvicini a una riforma scolastica, ma è una manovra amministrativo-economica per tagliare 8 milioni di euro dal bilancio dello Stato». Il docente ha poi avuto modo di illustrare quali saranno i cambiamenti che investiranno il liceo artistico con i tagli di ore di laboratori (dalle 38 settimanali a 32).

Studenti uniti. Durante l’assemblea ha parlato a nome dell’Onda Studentesca Apuana (così soprannominato il movimento studentesco della provincia) Matteo Rocca, già portavoce del Comitato Studentesco Carrara, che ha ribadito i motivi che hanno portato i ragazzi a fare uno sciopero «di responsabilità» e ha illustrato i punti della riforma per cui, ormai da quasi un mese, tutte le scuole della provincia sono in mobilitazione. Sono state poi ribadite le date “calde” della prossima settimana: si parte lunedì prossimo con la manifestazione studentesca provinciale a Massa, per poi continuare mercoledì 19 con gli studenti che scenderanno in piazza a fianco degli operai della Eaton nello sciopero generale indetto dai sindacati confederati.

Iniziative sindacali. All’assemblea ha parlato anche un esponente di Cgil-Scuola che ha illustrato il programma di mobilitazione del sindacato di categoria, il quale ha indetto una settimana di mobilitazione dal 1º all’8 dicembre, in cui verranno fatte manifestazioni, sit-in e lezioni all’aperto. Presente anche una delegazione dei Cobas Scuola, che hanno invece sottolineato la trasversalità della protesta: «Invitiamo gli elettori di centrodestra che sono contrari a questa scelta del governo a protestare in modo unito. Perché si ribadisca che è una protesta trasversale e non di partito».

Riunione.
Mercoledì 18 alle ore 20 nel liceo scientifico Marconi di Carrara si terrà un’assemblea che tratterà degli effetti sulla scuola della riforma Gelmini-Tremonti.

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