Il Tirreno

«E ora blocchiamo gli straordinari»

Il ministero tace, i lavoratori Nca proclamano lo stato di agitazione

3 MINUTI DI LETTURA





MARINA DI CARRARA. La sotuzinoe potrebbe diventare esplosiva: i lavoratori del cantiere navale sono in stato di agitazione. La tensione sale in mancanza di risposte sul destino di Nca e ieri, in due assemblee, una al mattino e l’altra al pomeriggio, è stata decisa una serie di iniziative per fare pressioni sul governo affinché venga convocato al più presto il tavolo presso il ministero dello sviluppo. Ma le pressioni si ripercuotono anche sulla produzione: sospesa la flessibilità per quanto riguarda le mansioni e gli orari, che significa principalmente stop agli straordinari e ai turni di notte; ma anche ai cambi di reparto. Se, in questi mesi, l’attività produttiva è andata avanti senza molti contraccolpi, la vertenza ora si surriscalda man mano che passano le settimane senza che da Roma arrivino fumate di qualche genere. Il recente intervento del sottosegretario Urso in parlamento, in risposta a una interpellanza di Evangelisti su Nca, non ha spostato sassi. Nessuna nuova neppure dal ministro Altero Matteoli che proprio a Marina (in occasione della consegna del quarto traghetto a Grimaldi) si era impegnato sulla questione.

«A giorni scatteranno forme di lotta che ci daranno maggiore visibilità, chiederemo un altro incontro al sindaco», ha detto Massimo Bianchi coordinatore della Rsu al termine della seconda assemblea con i lavoratori del cantiere. «Se finora - ha aggiunto un altro rapresentante della rsu, Emanuele Peselli - abbiamo preso in considerazinoe, con responsbailità, i tempi di consegna delle navi, ora ciò passa in secondo piano, perchè al primo posto ci sono gli interessi di noi lavoratori che attendiamo da tempo risposte. La nostra battaglia si inasprirà. Mesi addietro, come rappresentanze sindacali abbiamo scritto una lettera al presidente di Nca, Pisaturo, e a Sviluppo Italia, chiedendo di essere messi al corrente, con trasparenza, delle fasi che riguardano la vendita del cantiere. Non abbiamo avuto comunicazioni. Qui in cantiere, arrivano “visitatori”, ma l’azienda non parla». La tensione ha trovato un punto di sfogo anche martedì mattina quando i lavoratori hanno sospeso per oltre un’ora l’attività all’interno del quinto traghetto Grimaldi, protestando per le esalazioni delle verniciature e per i fumi derivanti dalle saldature.
 
Disagi che, a quanto hanno detto, si erano verificati anche altre volte, ma che evidentemente ora battono su un nervo scoperto: quello dell’attesa snervante per conoscere se Nca sarà privatizzato o no, se resterà nella navalmeccanica o no. In effetti, l’unico iter certo è proprio quello della vendita a privati, che sta andando avanti. Da Invitalia e dall’advisor Meliorbanca c’è un “no comment”. Per quanto riguarda i pretendenti, si fanno i nomi di Baglietto, Mariotti, Visentini, Palumbo e Grimaldi (da fonti della holding genovese però arrivano smentite). Il tavolo aperto al ministero dello sviluppo il 26 settembre scorso non è ancora stato riconvocato, nonostante che fessero stati indicati alla delegazione apuana, proprio in sede ministeriale, 60 giorni di tempo da allora, per valutare la situazione e tastare il polso a Fincantieri (che è l’obiettivo apuano di politici, sindacati e lavoratori, col sostegno della Regione), prima che scatti la gara vera e propria fra i pretendenti privati interessati (prima 8, poi 7, ora pare 5) all’acquisto dello stabilimento che è rimasto l’unico in Toscana della navalmeccanica. La situazione locale, non può ignorare inoltre il trend delle costruzioni navali nel mondo, gli ultimi guai dell’economia internazionale con la scossa presa dal sistema bancario e l’incubo recessione. Altro che autunno caldo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa