Il Tirreno

Eaton: tre mesi di cassa integrazione

Mini vittoria al tavolo di Roma, sospesa la mobilità, gli operai applaudono

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MASSA. Ossigeno per i lavoratori Eaton. L’azienda sospende la procedura di mobilità (ossia l’avvio del licenziamento) e accetta il ricorso alla cassa integrazione guadagni per i 345 operai dello stabilimento di Massa. Per tre mesi (13 settimane). È il risultato principale dell’incontro di ieri pomeriggio a Roma, al ministero dello Sviluppo economico. Un risultato minimo, non risolutivo ma importante. Tanto che gli operai di Eaton, una cinquantina, scesi a Roma in pullman per seguire le trattative, hanno accolto con un applauso la notizia di questo accordo. Nessuna apertura sulla ripresa della produzione, invece: per la multinazionale la previsione è la cessazione della produzione. E non solo nello stabilimento apuano, ma anche in quelli di Monfalcone e Bosconero (Torino). Un abbandono completo dall’Italia confermato ieri dal direttore generale di Eaton Automotive Europe Carlo Ghirardo. Per questo il governo si è impegnato per aprire un altro tavolo di trattative, un tavolo nazionale fra le organizzazioni sindacali dei tre stabilimenti (in Toscana, Piemonte e Friuli) e l’azienda. Il primo confronto è già fissato: il 10 novembre, sempre a Roma.

Il ministero dello Sviluppo economico, infine, rapprsentato ieri da Gianfranco Castano, capo di gabinetto di Claudio Scajola, ha annunciato l’apertura di una vertenza «complessiva» sulla crisi dell’auto. Un accordo «ponte», insomma, quello siglato ieri. Una piccola vittoria tattica, frutto dell’impegno del governo da una parte, della mobilitazione operaia e delle istituzioni locali dall’altra, che dà più tempo per trovare soluzioni industriali alternative a Eaton. Lucio Barani, parlamentare del Pdl e sindaco di Villafranca che ha partecipato al tavolo commenta: «Nel documento firmato non si dice nulla sulla riapertura di Eaton e neanche su una sua possibile. Però la procedura di licenziamento viene sospesa. Abbiamo portato a casa un provvedimento per l’immediato, non per il futuro. Ci sono tredici settimane per ragionare e discutere». Una lettura condivisa dalla delegazione apuana scesa al ministero, formata - oltre che da Barani - dai sindaci Roberto Pucci e Angelo Zubbani, dal presidente della Provincia Osvaldo Angeli, dalla consigliere regionale Anna Annunziata, da Paolo Baldini assessore provinciale alle Attività produttive; dai segretari provinciali di Fiom, Fim e Uilm Alessio Castelli, Marco Battistini e Franco Borghini.

Con loro, dirigenti sindacali nazionali (anche di Ugl) e l’assessore regionale Gianfranco Simonicini. Fabio Evangelisti, deputato Idv era nelle stesse ore impegnato alla Camera per un’interrogazione parlamentare su Eaton e sulle altre crisi: Ica e Nca. Dice Paolo Baldini: «Se si tien conto che si partiva da una decisione irrevocabile di chiusura, usciamo da questo incontro con un risultato positivo, almeno nell’immediato. E positivo è il fatto che il governo ha capito che c’è un problema industriale di dismissioni che deve esser affrontato in chiave generale».

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