Il sindaco di Aulla: all'asta la statua di Craxi
Voluta tra le polemiche nel 2003 da Barani, sta per essere rimossa
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AULLA. L’inaugurazione della statua, nel 2003, fu accompagnata dalle polemiche, come del resto molte delle iniziative di Lucio Barani, allora sindaco di Aulla. Perché il monumento era dedicato a Bettino Craxi, l’ex leader del partito socialista travolto dal ciclone di Tangentopoli e poi morto in Tunisia, dov’era fuggito. Ma all’attuale sindaco Roberto Simoncini, quella statua davanti al comune, dedicata all’ex leader socialista non va proprio giù, e così ha lanciato una proposta: mettiamola all’asta.
All’inizio l’idea - venuta al capogruppo consiliare Paolo Sordi - era quella di rimuovere e basta il monumento, così come è già stato rimosso il cartello che definiva Aulla “comune dedipietrizzato”, altra discutibilissima trovata del provocatorio Lucio Barani. Ma Simoncini è andato oltre, giocando sull’ironia: «Quella statua è tutta in marmo bianco di Carrara, quindi ha un valore economico non indifferente. La si può mettere all’asta, tanto più - aggiunge - che la figura di Bettino Craxi è stata rivalutata e anch’io credo che sia stato uno statista cui rendere omaggio». Insomma - dice in pratica il sindaco - noi la statua ad Aulla non la vogliamo, ma se qualcuno è interessato si faccia avanti, e il Comune troverebbe anche il modo di guadagnarci qualcosa. Stessa sorte, tra parentesi, potrebbe seguire la statua dedicata a Marco Pantani.
Ora si attende la reazione - che certo non mancherà - di Barani, oggi consigliere comunale di minoranza del Pdl-nuovo Psi, che all’epoca del suo “regno” aveva lanciato una grande campagna contro Mani pulite. Non solo aveva installato la statua davanti al municipio, cambiando nome a piazza Gramsci, ribattezzata piazza Craxi, e aveva dichiarato Aulla “comune dedipietrizzato” - ma aveva anche elevato, sempre di fronte al comune, una stele per ricordare le presunte vittime di Tangentopoli. A inaugurare i due monumenti era venuta, cinque anni fa, la figlia dell’ex leader socialista, Stefania. Eppure non tutti sono d’accordo con l’idea dell’asta. «Io ero contrario alla statua - nota Giulivo Ricci, il sindaco della ricostruzione di Aulla nel dopoguerra - ma ormai che c’è... ci penserei prima di toglierla». Barani per ora tace.
All’inizio l’idea - venuta al capogruppo consiliare Paolo Sordi - era quella di rimuovere e basta il monumento, così come è già stato rimosso il cartello che definiva Aulla “comune dedipietrizzato”, altra discutibilissima trovata del provocatorio Lucio Barani. Ma Simoncini è andato oltre, giocando sull’ironia: «Quella statua è tutta in marmo bianco di Carrara, quindi ha un valore economico non indifferente. La si può mettere all’asta, tanto più - aggiunge - che la figura di Bettino Craxi è stata rivalutata e anch’io credo che sia stato uno statista cui rendere omaggio». Insomma - dice in pratica il sindaco - noi la statua ad Aulla non la vogliamo, ma se qualcuno è interessato si faccia avanti, e il Comune troverebbe anche il modo di guadagnarci qualcosa. Stessa sorte, tra parentesi, potrebbe seguire la statua dedicata a Marco Pantani.
Ora si attende la reazione - che certo non mancherà - di Barani, oggi consigliere comunale di minoranza del Pdl-nuovo Psi, che all’epoca del suo “regno” aveva lanciato una grande campagna contro Mani pulite. Non solo aveva installato la statua davanti al municipio, cambiando nome a piazza Gramsci, ribattezzata piazza Craxi, e aveva dichiarato Aulla “comune dedipietrizzato” - ma aveva anche elevato, sempre di fronte al comune, una stele per ricordare le presunte vittime di Tangentopoli. A inaugurare i due monumenti era venuta, cinque anni fa, la figlia dell’ex leader socialista, Stefania. Eppure non tutti sono d’accordo con l’idea dell’asta. «Io ero contrario alla statua - nota Giulivo Ricci, il sindaco della ricostruzione di Aulla nel dopoguerra - ma ormai che c’è... ci penserei prima di toglierla». Barani per ora tace.
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