Il Tirreno

Casa di riposo, lavoratrici contro i sindacati

Cinzia Carpita

Restituite 24 tessere: «Nel 2006 ridotto l'orario, una sola operatrice per 18 anziani»

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CARRARA. Sindacati contestati alla casa di riposo per anziani Regina Elena: a restituire le tessere a Cgil (per lo più) a Cisl e Uil sono stati 24 dipendenti su 35 di ruolo. Due su tre membri della Rsu (rappresentanza sindacale unitaria) hano dato le dimissioni, ed è nato un comitato di partecipazione diretto, i cui portavoce sono Anan Ceccarelli, Rita Iacazzi, Gianni Marchi, Anna Maria Remedi e Augusta Ricci. Perché? A quanto dicono, non c'è stato sufficiente ascolto da parte delle organizzazioni sindacali, accusate anche di avere rifiutato le Rsu "aperte" a lavoratrici che volevano partecipare come uditrici agli incontri con la direzione dell'istituto. La Cgil Funzione pubblica nei giorni scorsi ha sollecitato il rinnovo del consiglio di amministrazione scaduto da un anno, sostenendo che questo "vuoto" può creare disagi al personale. «Il sindacato si sveglia ora», replicano le lavoratrici.
 La situazione. Il comitato è critico sul documento della Cgil, soprattutto nella parte finale in cui viene sollecitato il sindaco (che deve nominare il nuovo presidente e il cda) «affinché possa garantire la "normalizzazione" della situazione nel più breve tempo possibile, ponendo fine a questo periodo di incertezza che ha già prodotto una situazione di sofferenza tra i lavoratori e che può produrre riscontri negativi sull'utenza e sul buon andamento dell'Istituzione stessa».
 La Cgil Funzione pubblica, ha fatto presente che in alcuni reparti «la non autosufficienza dei degenti rende particolarmente pesante il turno dei dipendenti»; e che inoltre c'è il problema delle sostituzioni del personale per malattie di non breve durata.
 La professionalità. Il comitato delle lavoratrici ringrazia la Cgil, ma respinge l'idea che «qualsiasi problema organizzativo, politico, strutturale, possa conseguentemente produrre un'assistenza discutibile sugli ospiti della struttura. Da tempo - dicono le dipendenti della casa di riposo - offriamo assistenza ai nostri anziani, con professionalità e coscienza, dove alla degenerazione propria dell'età senile, si accompagnano persone complicate da patologie gravi, la cui assistenza è stata sempre garantita. Parliamo di anziani affetti da sindromi metaboliche, tumorali, che necessitano di nutrizioni artificiali o supporti tecnici, come le dialisi peritoneali. L'assistenza è sempre stata garantita con professionalità. Il rapporto operatrici-infermiere-anziani è sempre stato penalizzante per chi vive e lavora nella struttura, sia con cda, che con presidente, direttore, presenti o meno. Non è un problema di ora, ma di sempre, per cui - dicono alla Cgil - caro sindacato non ci svegliamo ora facendo finta che situazioni che perdurano e comuni a tutti gli istituti, ci appartengano soltanto da un anno».
 Le accuse. In sostanza il comitato delle lavoratrici sostiene che la situazione di assistenza all'interno dell'istituto, era la solita anche nel settembre 2006 «quando - dice al sindacato - avete acconsentito con cda, presidente, direttore in carica, a un riduzione dell'orario di lavoro del personale, chiesta dall'amministrazione per sanare un piccolo disavanzo di bilancio: tale riduzione, che doveva essere temporanea solo sino al dicembre 2006, doveva essere poi riesanimana, ma in realtà è tutt'ora vigente». E spiegano che dalle ore 14 alle 14,30 e dalle 21,30 alle 22 nella casa di riposo c'è solo un'operatrice con 18 anziani: «Questo, caro sindacato, non vi fa preoccupare? Eppure avete gestito voi tutta la situazione. Non vi siete neanche adoperati per incontrare di nuovo l'amministrazione, allora con tutti in carica, per rivalutare l'accordo. Un anno e mezzo di silenzio totale sino alle elezioni per la nomina delle rsu».
 Anche su questo punto, il comitato delle lavoratrici è duro: sulle rsu aperte a lavoratrici che volevano partecipare agli incontri con la direzione in qualità di ascoltatrici, il sindacato ha detto no: «La vostra segreteria, accompagnata dalla più tuonante Uil, ha fatto in modo di informare il direttore Buselli che tale modo di procedere non era tollerato, pena ripercussoni legali». «Ci avete accusato di deligittimare il sindacato». «Ma anche in questo tempo la non autosufficienza comportava un carico di lavoro oneroso, anche in questo tempo occorreva più personale, anche in questo tempo non vi era un cda e un presidente, la cui assenza ora vi sta tanto a cuore».
 L'accusa finale al sindacato: «Non vi siene soffermati neanche un momento su quello che volevano fare, non ci avete considerato come persone in grado di giudicare, pensare, scegliere, decidere. Ma noi abbiamo scelto: gran parte delle lavoratrici si sono dimesse dal sindacato, facendo crollare le rsu e costituendo un comitato che raccoglie ad oggi, l'adesione formale di 27 lavoratrici di ruolo su 35». «Senza riconoscimenti sindacali abbiamo ottenuto un'operatrice in aiuto al guardaroba».
 Dalla rsu hanno dato le dimissioni due componenti. Nel comitato costituitosi il 3 luglio, su 27 lavoratrici che ne fanno parte, solo 3 hanno tessere sindacali (2 Uil e 1 Cgil).
 L'organico. Attualmente alla casa di riposo ci sono: 32 lavoratrici di ruolo nei reparti, di cui 4 infermiere e le altre sono operatrici socio assistenziali. Tre gli uomini in reparto. I turni vanno dalle 7 alle 14, dalle 14 alle 22, e dalle 22 alle 7. Ci sono anche 8 lavorattrici giornaliere. Inoltre cooperative gesticono il Centro Diurno e il Centro Alzheimer.
 Nella casa di riposo vengono assistiti 85 anziani nelle 24 ore, il 90% dei quali non sono autosufficienti. I Centri Diurni seguono una trentina di ospiti.

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