Sicurezza
Riparte il porto turistico alla foce del Lavello
Claudio Figaia
Tra un mese la firma per il piano integrato fra Carrara, Massa e Regione
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MASSA CARRARA. Porto turistico, si riparte. Stavolta, pare, per davvero. Dopo vent’anni di discussioni stop and go, infinite polemiche, ora c’è una data: il 10 luglio; giorno entro in cui sarà presentato e firmato un protocollo di indirizzo generale della portualità apuana. Non è molto, ma è già qualcosa rispetto a un passato, lontano e recente, ancora più vago. E - soprattutto - è un segnale di volontà politica, il risultato di quello che ormai viene definita la “nuova intesa” fra Carrara e Massa. Un rilancio della grande infrastruttura, insomma, messo a punto ieri mattina a Firenze, nell’ufficio dell’assessore regionale Riccardo Conti, fra il sindaco di Massa Roberto Pucci, quello di Carrara Angelo Zubbani, l’assessore provinciale Paolo Baldoni, il presidente dell’Autorità portuale di Marina di Carrara Luigi Guccinelli. Tra un mese, dunque, verrà siglato l’avvio di procedimento di un progetto che - si badi - riguarda il porto turistico ma anche quello commerciale. E dunque: la futura darsena per yacht nascerà tra la foce del Lavello e la foce del Carrione, su aree in parte della Autorità portuale, parte di Carrara e parte di Massa.
«Ubicazione individuata da tempo nei vari strumenti di programmazione locale e regionale sia per la costruzione del porticciolo, sia per l’ampliamento dello scalo commerciale. E, quindi, immodificabile», precisa l’assessore Baldini. I due Comuni di costa (e la Port Autorithy) dovranno da qui al 10 luglio predisporre un «piano integrato di indirizzo generale». In cui sarà indicato tutto ciò che fa da supporto alla “nautica” vera e propria. Si tratta cioè di dire dove verranno individuate e come saranno utilizzate le aree retroportuali. Dagli spazi per i servizi connessi al diporto, ai rimessaggi e alle officine; da bar, ristoranti e altre strutture commerciali collegate al porticciolo, alle strade di accesso, ai parcheggi. Non solo: il piano dovrà essere coerente con la cantieristica da diporto che si è sviluppata nella zona industriale (ossia dovrà prevedere accessi, banchine e strutture in cui gli yacht costruiti dalle aziende apuane possano essere messi in acqua o sottoposti a manutenzione), E dovrà tenere conto della «riorganizzazione qualitativa dell’interfaccia porto-città». Si tratta, in altre parole, di mettere mano a regolamenti urbanistici e Piani strutturali (che Massa non ha ancora) delle due città per allinearli alle esigenze della costruzione del porto.
«L’incontro è andato bene, ora si passa alla fase operativa», commenta soddisfatto il sindaco Roberto Pucci. «La firma di avvio di procedimento - prosegue - sarà un passaggio importante dal punto di vista politico: con esso si stabilisce che saranno le amministrazioni locali a gestire gli atti in accordo con Regione e Provincia». «Un passaggio senz’altro positivo - concorda Angelo Zubbani - che ha ripreso la linea portata avanti in precedenti vertici fra i due Comuni, Provincia e Porto. Con l’avvio del procedimento si stabilisce il percorso politico e operativo che porterà alla realizzazione del porticciolo. Dovremo confrontarci con la Regione ma anche con il ministero delle Infrastrutture e lavorare tenendo presente che sul territorio legati alla portualità, ci sono anche una cantieristica da diporto in crescita e il polo fieristico di Carrara che, vedi rassegna Seatec, guarda con attenzione a questo settore». Connesso all’operazione “porticciolo”, ci sarà anche la questione dell’ampliamento dello scalo commerciale. A cinque anni dalla bocciatura del Prg portuale da parte del ministro Matteoli, un’altra ripartenza.
«Ubicazione individuata da tempo nei vari strumenti di programmazione locale e regionale sia per la costruzione del porticciolo, sia per l’ampliamento dello scalo commerciale. E, quindi, immodificabile», precisa l’assessore Baldini. I due Comuni di costa (e la Port Autorithy) dovranno da qui al 10 luglio predisporre un «piano integrato di indirizzo generale». In cui sarà indicato tutto ciò che fa da supporto alla “nautica” vera e propria. Si tratta cioè di dire dove verranno individuate e come saranno utilizzate le aree retroportuali. Dagli spazi per i servizi connessi al diporto, ai rimessaggi e alle officine; da bar, ristoranti e altre strutture commerciali collegate al porticciolo, alle strade di accesso, ai parcheggi. Non solo: il piano dovrà essere coerente con la cantieristica da diporto che si è sviluppata nella zona industriale (ossia dovrà prevedere accessi, banchine e strutture in cui gli yacht costruiti dalle aziende apuane possano essere messi in acqua o sottoposti a manutenzione), E dovrà tenere conto della «riorganizzazione qualitativa dell’interfaccia porto-città». Si tratta, in altre parole, di mettere mano a regolamenti urbanistici e Piani strutturali (che Massa non ha ancora) delle due città per allinearli alle esigenze della costruzione del porto.
«L’incontro è andato bene, ora si passa alla fase operativa», commenta soddisfatto il sindaco Roberto Pucci. «La firma di avvio di procedimento - prosegue - sarà un passaggio importante dal punto di vista politico: con esso si stabilisce che saranno le amministrazioni locali a gestire gli atti in accordo con Regione e Provincia». «Un passaggio senz’altro positivo - concorda Angelo Zubbani - che ha ripreso la linea portata avanti in precedenti vertici fra i due Comuni, Provincia e Porto. Con l’avvio del procedimento si stabilisce il percorso politico e operativo che porterà alla realizzazione del porticciolo. Dovremo confrontarci con la Regione ma anche con il ministero delle Infrastrutture e lavorare tenendo presente che sul territorio legati alla portualità, ci sono anche una cantieristica da diporto in crescita e il polo fieristico di Carrara che, vedi rassegna Seatec, guarda con attenzione a questo settore». Connesso all’operazione “porticciolo”, ci sarà anche la questione dell’ampliamento dello scalo commerciale. A cinque anni dalla bocciatura del Prg portuale da parte del ministro Matteoli, un’altra ripartenza.
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