Il Tirreno

Chiesto il sequestro del Mediterraneo

I dipendenti licenziati presentano alla Porto un conto di 2 milioni

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MARINA DI CARRARA. C'è una clamorosa svolta nella vicenda dell'hotel Mediterraneo. L'albergo di cui la Porto spa è maggiore azionista, dovrebbe essere demolito per fare spazio a quello ridisegnato dall'architetto ticinese Mario Botta. Ma l'avvocato Claudio Lalli, che rappresenta i 10 lavoratori licenziati, ha chiesto il sequestro preventivo della struttura. E, dopo la verifica delle posizioni e gli inquadramenti dei dipendenti, presenta un conto di 2 milioni di euro.
 La richiesta di sequestro dell'albergo. L'avvocato Lalli l'ha presentata venti giorni fa. Sulla vicenda Mediterraneo c'è già stata una prima udienza al tribunale di Massa, davanti ai giudici Lama e Agostini.
 «Abbiamo chiesto un sequestro preventivo dell'hotel - spiega l'avvocato Lalli - Ci sono lavoratori che sono stati dipendenti del Mediterraneo per oltre trent'anni, se venisse demolito sarebbero privati dell'unico bene». Quello- aggiungiamo noi - su cui eventualmente rivalersi. «Per questo motivo - continua Lalli - in attesa che la transazione con la Porto spa sia definita, abbiamo chiesto il sequestro. La nostra non è una posizione rigida: se le cose si risolveranno con una fidejussione a favore dei lavoratori siamo pronti a chiudere la vicenda».
 «Con l'avvocato della controparte Michele Caro - continua Lalli - abbiamo aperto una transazione: se la Porto si fa garante del conto economico presentato a favore dei dipendenti siamo pronti a chiudere tutto».
 La vertenza giudiziaria. La vicenda Mediterraneo, dopo il licenziamento lampo del 7 gennaio, si è chiusa con la promessa della cassa integrazione - mai arrivata - fino alla riapertura dell'albergo. E, per alcuni, anche la speranza di una ricollocazione in alcune società della Porto.
 Ma intanto era stata aperta - e qui ci ha pensato l'avvocato Lalli - anche una verifica sulle posizioni lavorative e gli inquadramenti dei dipendenti, che ha avuto contenuti economici importanti.
 La verifica economica. Ha riguardato tutte le posizioni lavorative che riguardano dipendenti in forza nell'hotel anche da più di trent'anni, gli inquadramenti e la retribuzione degli straordinari. Un conteggio complesso e lungo che alla fine ha messo nero su bianco la cifra di 2 milioni di euro che per legge (l'articolo è il 2112 del codice civile) sarebbero a carico della nuova proprietà anche se eredita della vecchia gestione.
 Naturalmente si tratta di una causa civile e quindi le pretese degli ex dipendenti devono essere avvallate dal giudice. Intanto la parola è ai legali che, nei prossimi giorni, cercheranno di arrivare a una soluzione di una vicenda complessa. In attesa che rinasca il nuovo Mediterraneo.

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